
Meditazione sul Dolore Fisico
Meditazione sul dolore e sul disagio fisico. La meditazione permette di entrare in confidenza col dolore, separandolo dalla sofferenza e dai pensieri che ne derivano.
Trascritto
Questa meditazione è sul dolore fisico,
Su come possiamo affrontarlo tramite la meditazione e la visione profonda.
Il dolore,
Sia esso fisico o mentale,
È una parte importante della nostra vita.
Tutti abbiamo provato l'esperienza del dolore e tutti la proveremo ancora.
È un meccanismo salutare del nostro corpo per avvisarci che c'è qualcosa che non va,
Ma talvolta questo meccanismo c'è dei suoi scopi e la quantità di dolore che riceviamo ci rende addirittura difficile vivere bene la nostra vita.
Questo è tanto più vero per chi ha dolori cronici o malattie che si accompagnano a forti dolori.
L'oggetto di questa meditazione sarà un dolore o un fastidio presente nel nostro corpo.
Innanzitutto proviamo a metterci in una posizione comoda.
Ci possiamo sedere su un cuscino,
Su una sedia o anche sdraiare se lo troviamo più comodo.
L'importante è che la posizione che assumiamo sia la più comoda per noi.
Anche in piedi va assolutamente bene.
Possiamo chiudere gli occhi o tenerli semplicemente socchiose.
Portiamo ora l'attenzione sul respiro.
Spesso il dolore ci fa contrarre il corpo e quasi automaticamente il nostro respiro diventa corto,
Frammentato.
Nei momenti di maggior dolore possiamo addirittura smettere di respirare.
Non è semplice rendersi conto di questi meccanismi automatici.
Ma ora proviamo a sentire il nostro respiro.
Proviamo a respirare appieno,
Con regolarità,
Avvertendo l'aria che entra e che esce dal nostro corpo.
Saghiamo il respiro per qualche momento.
Ispiro,
Ispiro,
Ispiro,
Ispiro.
Portare l'attenzione sul respiro cambia la nostra percezione del dolore?
Percepiamo in modo diverso il nostro corpo?
Manteniamo l'attenzione sul respiro e vediamo come questa cambia la percezione del nostro corpo e del dolore.
Manteniamo il tempo stesso l'attenzione sul respiro.
Vediamo se il dolore lo fa cambiare.
Grazie al respiro possiamo portare l'attenzione su altre parti del corpo dove non c'è dolore.
In questo modo la nostra mente non sarà più piena di quella sensazione dolorosa che andrà sullo sfondo.
Se c'è una parte che fa male ce ne sono altre dove non avvertiamo dolore.
Portiamo l'attenzione su di esse e vediamo se in questo modo possiamo gestire meglio il dolore.
Respirando spostiamo l'attenzione su altre parti del corpo.
Spostiamo l'attenzione e vediamo se la sensazione del dolore è cambiata.
Ispiro e sposto l'attenzione.
Ispiro e sento se ancora c'è la sensazione del dolore.
Ispiro,
Ispiro.
Posso provare a spostare l'attenzione su altre parti del corpo mantenendo una vigile attenzione sulla sensazione che provo del dolore o del fastidio iniziale.
Pensiamo che il dolore sia il nostro,
Che ci appartenga,
Ma se guardiamo come possiamo spostare l'attenzione dalla zona dolorante a un'altra zona non dolorante ci accorgiamo che il dolore non è il nostro,
Non è una cosa che ci definisce,
Ma è una cosa che semplicemente è presente,
Non è la nostra.
Possiamo anche accorgerci che la nostra attenzione sul dolore o lontana dal dolore non sta soffrendo il dolore.
C'è qualcosa di noi che non sta soffrendo,
Anche se tutto il corpo soffre.
La mente che osserva non soffre,
Vi è dolore e vi è non dolore.
Mantenendo l'ancora del respiro proviamo a sentire come ci sia il dolore e come al tempo stesso ci sia anche il non dolore.
Come la mente che osserva non prova affatto dolore,
Ispirando osserva il dolore,
Ispirando vedo che la mente non soffre il dolore.
Con l'aiuto del respiro portiamo ora l'attenzione direttamente sul dolore.
Spesso quando c'è dolore nella zona del corpo ci rigidiamo come forma di difesa con il risultato che il dolore diventa ancora più forte e si allarga anche ad altre zone del corpo.
Proviamo a respirare come se l'aria potesse arrivare proprio lì nel punto di massimo dolore,
Ispirando ammorbidiamo il punto,
Ispirando portiamo via l'attenzione,
Ispiro,
Ammorbidisco il punto,
Ispiro,
L'attenzione va via,
Ammorbidisco,
Allento l'attenzione.
Anche se all'inizio questo momento la sensazione di dolore non evitiamolo,
Ma accogliamolo con gentilezza nella nostra coscienza.
Respiro dopo respiro,
Possiamo lasciare andare le tensioni intorno al punto del corpo dove vi è dolore,
Fino ad arrivare ad un nucleo,
Il nucleo centrale del dolore.
Se mi distraggo con la consapevolezza ritorno sul respiro,
La mia ancora che mi porta ad osservare le cose in profondità.
Respiro portando l'attenzione sul dolore,
Ispiro ammorbidendo le tensioni e lasciandole andare,
Ispirando riconosco il dolore,
Ispirando allento le tensioni,
Ispiro,
Osservo il dolore,
Ispiro,
Rilasso.
Se abbiamo abbastanza stabilità nell'attenzione possiamo osservare quel dolore,
Altrimenti spostiamo l'attenzione su un altro punto del corpo.
Se lo osserviamo proviamo a vedere com'è il dolore,
È sempre presente,
È sempre uguale?
Dove è precisamente?
Come è precisamente?
Respirando osserviamolo con cura,
Osserviamo se rimane uguale,
Se cambia,
Osserviamo se ha sempre la stessa intensità,
O se pulsa,
O se scende e poi risale.
Portiamo ancora l'attenzione sul fatto che la coscienza che osserva non ha dolore,
Non sente dolore.
La coscienza non è dolore,
C'è il dolore e c'è la coscienza.
Se portando l'attenzione sul dolore questo aumenta,
Significa che non stiamo portando l'attenzione in modo corretto.
Dobbiamo farlo in un modo rilassato,
Osservandolo con curiosità e gentilezza.
Se il dolore aumenta possiamo spostare l'attenzione sulla parte opposta di dove avvertiamo il dolore,
Poi possiamo provare a portare l'attenzione ancora sul dolore,
Avvicinandoci pian piano.
Non è necessario andare direttamente nella zona di massimo dolore,
Possiamo arrivarci a passi,
Finché pensiamo che è abbastanza per noi,
Se è troppo ci fermiamo.
Dobbiamo imparare a riconoscere il dolore,
A vederlo così com'è,
Una cosa che esista,
Non una cosa che è contro di noi,
Non una cosa che è nostra.
Manteniamo sempre il respiro come nostra guida,
Anche se col dolore il respiro tende a farsi corto,
Cerchiamo di mantenere un respiro regolare,
Ispirando ed espirando.
Se la nostra mente si distrae,
Con gentilezza torniamo sul respiro e torniamo all'osservazione.
Proviamo ora a guardare con attenzione il dolore,
Esploriamo la differenza che c'è tra il dolore fisico e la sofferenza psicologica che si aggiunge a quel primo dolore.
Osserviamo il senso di rabbia,
Di ingiustizia che forse avvertiamo,
Perché semplicemente stiamo provando il dolore.
Rendiamoci conto che non è colpa nostra se c'è dolore,
Né di nessun altro,
Semplicemente il dolore c'è,
È una cosa normale,
È il risultato dell'avere un corpo,
Così come lo sono l'avere le malattie,
Invecchiare e alla fine anche morire.
Non dipende dalla nostra scelta,
Né potrebbe essere altrimenti,
Ma spesso al dolore aggiungiamo ulteriore dolore,
Perché pensiamo che sia ingiusto soffrire,
Che non ce lo meritiamo,
Respirando,
Mantenendo l'attenzione adesso sul momento presente,
Possiamo osservare ad espiro dopo respiro questi meccanismi,
E se ci sono riconoscerli come fantasia,
Fantasia che aggiungono sofferenza al dolore e non ci aiutano.
Respirando osservo la rabbia,
L'ingiustizia,
Espirando li lascio andare,
Ispirando sento la sofferenza che si accompagna al dolore,
Ispirando lascio andare la sofferenza.
Se non riusciamo a portare l'attenzione direttamente sul dolore proviamo ad avvicinarci,
Spostando l'attenzione da una parte del corpo senza dolore,
Sempre più vicino alla parte dove il dolore si manifesta.
Espiro dopo respiro,
Con gentilezza,
Prudenza,
Anche con coraggiosa pazienza,
Avviciniamoci pian piano al dolore e riconosciamolo per quello che è.
L'abbiamo spesso evitato,
Ma in questo momento vogliamo conoscerlo,
Vogliamo vedere come il dolore modifica la nostra mente,
Le nostre sensazioni.
Ispirando mi avvicino al dolore,
Ispirando lo riconosco,
L'osservo,
Lo riconosco,
Osservo se c'è rabbia,
Insoddisfazione e la lascio andare.
Ispirando osservo la rabbia,
Ispirando torno alla tranquillità di questo momento,
Ispirando osservo se c'è un sentimento di ingiustizia,
Ispirando lo lascio andare.
Il dolore non è il nostro,
Semplicemente è,
C'è il dolore ed è proprio in quel punto.
Noi non siamo il dolore,
Il nostro corpo non è il dolore,
La coscienza che vede il dolore non è e non ha dolore.
Il dolore,
Il corpo e la coscienza sono tre oggetti diversi.
Finora l'abbiamo sempre visti tutti insieme,
Come fili che si sono avvolti l'uno con l'altro,
Ma ora proviamo a districarli pian piano con l'aiuto del respiro e riconoscere che sono separati il dolore,
Il corpo e la coscienza.
Se queste sensazioni per noi sono troppo forti,
Se avvertiamo un dolore troppo forte,
Portiamo l'attenzione soltanto al respiro,
L'espiro che entra e l'espiro che esce.
Portiamo l'attenzione in questo porto salvo che ci consente di riprendere le nostre forze e poi gentilmente tornare ad osservare.
Osservare il dolore è difficile e non è facile rimanere tranquilli mentre che lo facciamo.
Questa è una pratica molto coraggiosa,
Quindi con gentilezza,
Se sentiamo che per noi in questo momento è troppo,
Portiamo l'attenzione sul respiro e riposiamoci un pochino.
Ispirando osservo il dolore,
Ispirando mi rilasso,
Ispirando osservo il corpo,
Ispirando mi rilasso,
Ispirando osservo la coscienza,
Ispirando vedo che non prova dolore.
Con l'aiuto del respiro osserviamo il dolore,
Osserviamo il corpo e osserviamo la coscienza.
Possiamo vedere il corpo osservandolo nelle sue parti,
Possiamo vedere il dolore quando è presente,
Possiamo vedere che c'è una coscienza che vede il corpo,
Che vede il dolore e che non è né corpo né dolore.
Se osserviamo un dolore mentale,
Un dolore psichico,
Potremmo renderci conto che la coscienza non è nemmeno la mente.
Osserviamo il dolore e vediamo come possiamo spostare l'attenzione o riconoscerlo come una cosa che semplicemente c'è.
In questo modo non siamo più dominati dal dolore,
La nostra mente non è più piena soltanto del dolore.
Spostiamo l'attenzione lungo il corpo e ascoltiamo le sensazioni che arrivano.
Ascoltiamo quando c'è dolore e ascoltiamo quando il dolore non c'è.
Ispiro ed espiro,
Osservo se il dolore,
Il corpo e la coscienza sono la stessa cosa o se invece sono separati.
Osserviamo il dolore,
Osserviamo il corpo,
Osserviamo la coscienza.
Con questa osservazione possiamo provare dolore ma non farci più possedere da esso.
Continuiamo questa meditazione ancora per qualche altro respiro fino al suono della campana,
Riconoscendo come questa esplorazione sia stata molto coraggiosa e che è importante per noi riconoscere le cose come sono anche quanto sono spiacevoli.
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