
Parliamo di ansia - Approfondimento 15
Noi abbiamo sempre questa tendenza ad avere un problema e cercare che cosa fare per risolverlo. Questa mentalità, in questi casi e soprattutto quando abbiamo a che fare con pratiche meditative di ascolto o con il percorso di conoscenza e di stare con noi, diventa in realtà un altro modo per esercitare il nostro controllo e invece di lasciarci andare e di stare con quello che c’è cerchiamo la chiave, il passo, il modo più veloce per arrivare alla soluzione.
Trascritto
Benvenute e benvenuti sul podcast di lunedì non ti temo,
Dove parliamo di mindfulness meditazione e strategie per stare bene con se stessi ogni giorno della settimana.
Tantissime persone vengono da me in incontri di counseling o individuale parlandomi del loro desiderio di placare l'ansia o di far passare stati di agitazione.
Sicuramente la meditazione offre uno strumento molto efficace soprattutto le tecniche di concentrazione quindi tutto quello che ha a che fare con tornare al respiro,
Parlo del respiro perché di solito è l'oggetto di concentrazione più utilizzato ma può essere anche un'altra cosa e in questo modo da una mente ingarbugliata la si riporta a fare una sola cosa.
Può essere molto utile ad esempio tante volte anche praticare degli esercizi di yoga perché anche lì la mente si concentra su un'unica cosa e si placa perché è ovviamente quello che succede quando si passa dal fare tante cose al farne una.
Può essere anche scalare una montagna in un certo senso non è così importante cosa.
Tutte le pratiche di concentrazione possono diventare anche un modo però per bypassare il problema.
Quindi sono efficaci,
Sono importanti,
Sono indispensabili perché non si può fare diciamo il passo successivo senza una mente sufficientemente calma,
Placata o comunque in qualche modo concentrata.
Però non c'è solo questo step.
Oggi vorrei approfondire un'altra possibilità di avere a che fare con la paura,
Con l'ansia o con questo tipo di emozioni che sono spesso molto complicate e arrivano anche ad essere particolarmente totalizzanti in alcuni momenti della vita,
In alcuni momenti della giornata.
Però ecco questo disclaimer iniziale è importante perché il rischio di saltarlo è forte.
Noi abbiamo sempre questa tendenza ad avere un problema e a cercare che cosa fare per risolverlo.
Questa mentalità in questi casi soprattutto quando abbiamo a che fare con pratiche meditative,
Di ascolto,
Con il percorso invece di conoscenze,
Di stare con noi,
Diventa in realtà un altro modo per esercitare il nostro controllo e invece di lasciarci andare,
Di stare con quello che c'è,
Cerchiamo la chiave,
Il passo,
Il modo più veloce per arrivare alla soluzione.
Quindi il fatto che io adesso stia dicendo è importante fare tutto un percorso di concentrazione,
Pratiche di respiro,
Ascoltare la mente,
Stare e imparare a riportarla su un punto,
Boh,
Apro e chiudo parentesi,
Aspetta che andiamo all'ultimo passo che è quello risolutivo.
Non è proprio così,
Nel senso che il percorso esiste,
C'è e si fa perché ha un motivo d'essere.
Comunque possiamo anche lì osservare che cosa ci dice la nostra mente,
Che cosa stiamo facendo adesso e che cosa stiamo cercando attraverso quest'audio.
Stiamo cercando la soluzione o stiamo cercando di fare un percorso?
Perché se vogliamo la soluzione rapida,
Allo strumento,
Quella cosa che io faccio e risolvo,
Sicuramente,
Io ve lo dico già,
La meditazione non è il percorso più adatto perché non prevede questi salti o questi click così immediati.
Nel percorso poi magari avvengono,
Ma sono all'interno di un percorso.
Osservare che cosa stiamo cercando dalla pratica meditativa è fondamentale,
Fa parte della pratica stessa,
Perché da lì possiamo riconoscere alcune aspettative,
Alcune tendenze,
Alcuni nostri modi anche di approcciarci ad altre cose che fanno parte della nostra vita.
Comunque,
Torniamo un attimo al discorso di partenza,
Altrimenti qui ne facciamo un altro.
Stiamo dicendo che le pratiche di meditazione e di concentrazione sul respiro sono sicuramente fondamentali,
Ma non le uniche.
Anzi,
In alcuni casi stare solo su quel tipo di pratica diventa un modo per bypassare quello che realmente sentiamo,
Perché noi spostiamo l'attenzione da un'altra parte.
Ed è esattamente quello che facciamo magari in maniera più grossolana quando invece di sentire l'ansia o la paura accenniamo la televisione o messaggiamo ad un amico o scrolliamo Instagram.
È difficile avere a che fare con la paura o con l'ansia e le metto insieme perché l'ansia è qualcosa di intrecciato e che secondo me molto spesso ha a che fare con la paura di qualcosa.
Poi magari potete dirmi anche voi che cosa ne pensate o come avete sperimentato voi l'ansia.
Però per me ecco si intrecciano abbastanza e sono complesse,
Già da definire,
Proprio perché sono fatte di tante piccole cose e più le andiamo a sfogliare più vediamo anche tante altre emozioni dentro a quest'ansia,
Questo grande contenitore ansia.
Insieme all'ansia ci sono i nostri pensieri giudicanti,
Ad esempio,
Che sono quelli che ci fanno dire,
Ok,
Io così non vado bene,
Siccome provo questa cosa qui ho sicuramente qualcosa di rotto,
Qualcosa che non va,
Qualcosa da sistemare.
Che cosa posso fare per aggiustarmi?
Rientriamo proprio nella modalità del fare che dicevamo prima.
Dobbiamo sistemare questa cosa.
Cerco su internet come fare,
Cerco l'audio,
Cerco il professionista per placare l'ansia,
Per far smettere l'agitazione o la paura.
Una domanda mi viene da fare.
In tutto questo processo di ricerca,
Di lavorio interiore,
C'è stato un momento che avete dedicato ad ascoltare davvero di che cosa avete paura o che cos'è che vi causa ansia?
Perché magari vi vengono delle frasi,
Dei pensieri,
Però sono un po' vaghi,
No?
Ma sì,
Ma ho paura di quello,
Se succede quell'altra cosa,
Ed è tutto un po' fumoso.
Invece sarebbe molto importante iniziare a delineare bene di che cosa abbiamo paura o che cosa ci causa ansia.
Non intendo un'analisi cognitiva,
Psicologica,
Interpretativa,
No.
Come sempre qui siamo su un altro versante,
Ecco perché il livello sembra sopra-sotto,
No.
Chiamiamo destra-sinistra,
Un po' come l'emisfero del cervello.
La parte cognitiva è fondamentale,
Importantissima.
Non c'è solo quella,
Quindi noi adesso ci occupiamo dell'altra.
Di che cosa abbiamo paura,
Che cosa ci genera ansia?
Chiediamocelo mentre rimaniamo consapevoli di noi e del nostro corpo.
Non è semplice e per questo si parla di processo e di percorso,
Perché all'inizio devo per forza familiarizzare con la respirazione,
Con la concentrazione,
Con lo stare,
Oppure fare questo percorso con qualcuno che mi guida e quindi è già diverso perché è come se avessi un'ancora aggiuntiva che aiuta la mia mente a rimanere concentrata.
Il rischio di saltare tutto questo primo pezzo è di arrivare a dire sì sì sono connesso con il mio corpo,
Mi chiedo perché sono impaurito,
Impaurita o in ansia e siamo tutti nella testa di nuovo,
Cioè ce la stiamo riraccontando per l'ennesima volta.
Dare un nome o iniziare ad avere un'idea più chiara di questa fumosa ansia,
Di questa fumosa paura è importante perché un po' indebolisce.
Facciamo un esempio molto pratico.
Se io ho tantissime cose da fare,
Nella testa mi sembra di non sapere da che parte cominciare e faccio un elenco e dico ok devo fare questo,
Questo,
Questo,
Questo,
Questo,
Nel momento in cui metto in un elenco tutto quello che devo fare già un pochino va meglio.
Non ho fatto niente ma già un pochino va meglio.
Cosa succede?
Che ho dato un nome a quella roba fumosa che era molte cose da fare.
Il processo è più o meno lo stesso.
Non è così semplice perché è un po' più difficile individuare il nome della o delle paure o delle ansie,
Però possiamo ascoltarci e con il tempo riuscire a vedere magari se si tratta di una paura legata ad esempio al non sentirsi di valere abbastanza,
Di non essere mai degni di amore o se ci ritroviamo in situazioni che ci generano ansia perché abbiamo paura di perdere il riconoscimento di qualcuno e quindi sotto sotto perché poi scava scava di non essere amati e quindi mettiamo in atto tutta una serie di comportamenti cerchiamo di compiacere di essere come l'altro pensa che noi siamo e continuiamo a staccarci da noi altre paure invece possono essere generate dalla paura di perdere il controllo della situazione ci sentiamo impotenti stiamo affrontando una situazione che ci mette davanti alla realtà della nostra impotenza ci rendiamo conto di quanto poco possiamo fare e lì ci viene meno la terra sotto i piedi perché nella nostra testa c'erano una serie di convinzioni e di pensieri che dicevano che potevamo controllare come andavano non andavano le cose oppure c'è la paura della solitudine la perdita o la paura di perdere qualcuno o ancora la paura di perdere la sicurezza è un periodo incentrato in questo mix tra impotenza e senso di scarsa sicurezza e anche solitudine paura di perdere qualcuno cosa ci facciamo adesso con tutto questo d'etichettamento della nostra massa ansia o paura la guardiamo iniziamo a cambiare proprio prospettiva invece di pensare buongiorno sono venuta da lei per capire come eliminare l'ansia cambiamo e diventa buongiorno sono venuta da lei per capire come posso conoscere quest'ansia pensare che non dovrebbe esserci qualcosa negarla cercare di manipolarla cercare di inquadrarla ingabbiarla perché poi lo facciamo con le nostre ansie con le nostre paure no e cerchiamo proprio di prendere il controllo e ancora una volta cerchiamo di gestirle è tutto fare e tutto controllo e molto poco essere e sentire è proprio tutto un emisfero che spesso ignoriamo non è che lo facciamo perché siamo tutti pazzi e inclini al dolore ma semplicemente perché molto spesso non ci viene proprio insegnato come gestire in quest'altro modo le nostre emozioni o quello che proviamo la nostra società ci incasella in un'altra serie di percorsi e quindi se non abbiamo avuto la fortuna di incontrare da piccoli magari persone che ci potessero dare questi strumenti semplicemente arriviamo adulti belli e fatti che noi abbiamo quello e quello usiamo e per fortuna che c'è per fortuna che lo usiamo perché sicuramente in altri momenti della nostra vita c'è stato con geniale ci ha aiutato magari c'è anche protetto non sto cercando di screditare niente ma si siede qui ad ascoltare quest'audio e forse perché questa modalità non è sempre funzionale e quindi ne stiamo cercando un'altra insieme invece di pensare che qualcosa non debba esserci cercare un modo per allontanare ribaltiamo tutto quanto avviciniamoci la distanza giusta per noi il tempo giusto per noi ma iniziamo a fare luce a chiarire che cos'è quest'ansia che cos'è questa paura che cosa ha dentro che valori ciò investito che cosa rappresenta per me che frasi ci sono che pensieri ci sono che condizionamenti un esempio che faccio sempre è salutiamo la ciao eccola qua di nuovo l'ansia e c'era un bellissimo articolo che ho letto di esra vaida che diceva ciao è importante perché è proprio il nostro modo di relazionarci quindi il ciao è amichevole colloquiale è vicino è anche gentile abbastanza direi gentile e ci aiuta ad impostare un po questo atteggiamento curioso e non giudicante quindi non è il nemico da sconfiggere ed allontanare ma anzi qualcuno qualcosa da incontrare un amico addirittura e questo è una chiave fondamentale perché da nemico ad amico significa che quella roba lì che io non voglio che io voglio scacciare in realtà è la cosa più utile e importante che ho per me so che sembra un paradosso ma è il cambio di prospettiva che ci serve per iniziare a lavorare davvero per noi con la nostra paura e con la nostra ansia iniziare a vedere queste emozioni come un pezzo del nostro cammino il pezzo principale quello che se io riesco a starci ad attraversarlo mi permette di scoprire nuovi pezzi di me magari quelli che sono più bloccati quelli che in realtà mi fanno più male quelli che permettono poi la mia crescita la mia evoluzione esattamente quello che ci serve vedere allora nel momento in cui la nostra ansia o le nostre paure diventano il nostro cammino e la cosa più preziosa che io posso vedere già cambia cambia proprio anche la sensazione cambia in un certo senso l'affetto no quel ciao diventa ok vediamo un attimo cosa succede ho paura della paura ma so che c'è ti voglio conoscere no e sono tutti ovviamente step e livelli e ognuno deve accettare e accogliere quello che c'è senza deve può mettiamola così perché è importante riconoscere prima di tutto quello che è se mi do questa possibilità però di avvicinarmi di dire ciao di dire ok questo è quello che mi serve vedere ora abbiamo anche un'altra possibilità quella di fare un passo indietro rispetto ai nostri pensieri ed osservarli da fuori come se fossimo un esaminatore silenzioso un esaminatore tranquillo non c'è nessun problema non c'è nessun giudizio che osserva tutte le cose che ci raccontiamo nella testa tutte le cose che andiamo ad aggiungere continuamente non ce la fai ma non è possibile ancora e questa roba qui non si può fare qualsiasi cosa ma tutte quelle micro narrazioni e con la freddezza ma anche un po di calore dal cuore l'osservatore esterno osserva giustamente e magari ci si può cominciare a chiedere ma serve sta roba perché se vado ad aggiungere questo pensiero quest'altro pensiero quest'altro pensiero a gravo crea ancora più confusione crea ancora più massa invece andiamo a vedere sotto sotto sotto quali sono questi pensieri queste convinzioni queste sensazioni alla radice diamo un nome iniziamo a disidentificarci da quello che pensiamo e disidentificarci non significa diventare freddi e apatici ma accorgerci che i pensieri sono pensieri le convinzioni sono convinzioni le sensazioni del corpo sono sensazioni del corpo e io sono queste cose anche molto di più in serenità ecco abbiamo ripreso sensazioni del corpo perché ovviamente tutto questo non può essere fatto se non torniamo continuamente alle sensazioni del corpo si parte da lì si arriva lì si viaggia in mezzo alle sensazioni del corpo perché sono un ancora perché sono il nostro modo di sganciare il pensiero cognitivo e stare da un'altra parte quindi continuiamo magari a chiederci che cos'è questo questo è un famoso koan zen che cos'è questo significa dove la sento quest'ansia come la sento che forma è forte non è forte profonda in superficie era refatta e densa e ferma si muove come se uno dovesse raccontare la sensazione non è facile ci vuole un po di pratica sempre la pratica che torna e nel mentre se arrivano pensieri saranno sensazioni no io sto con la roba fisica che mi causa l'ansia o che mi causa la paura quando sento di essere nella sensazione di essere posso magari poi pormi delle domande e posso vedere se arrivano altre emozioni se posso scomporre questa sensazione fisica ma sempre mantenendomi ancorato o ancorata al corpo posso respirare nelle sensazioni più difficili e un passo può essere anche semplicemente avere paura sedersi e stare con le sensazioni fisiche della paura respirandoci dentro nient'altro sembra semplice ma non è proprio così restare in contatto con le sensazioni del corpo significa arrendersi significa deporre le armi gli strumenti tutta la nostra voglia e desiderio di cambiare negare la paura nasconderla sistemarla aggiustarla significa accettare come sono le cose quello che sento senza spiegarmelo senza cambiarlo senza controllarlo non è semplice anzi ma lì inizia il bello inizia il percorso e penso che imparare a prenderci cura di noi soprattutto delle emozioni complesse complicate imparare ad ascoltarci a capire cosa possiamo fare da soli e che cosa no perché è lecito anche chiedere aiuto per fortuna non c'è niente di male è l'inizio la base per prenderci cura di noi per stare bene e soprattutto per evitare di dire no ma l'ansia mi passerà quando avrò cambiato lavoro quando i figli saranno cresciuti quando eccetera no come al solito saremo felici in futuro stiamo con quello che c'è facciamo quello che possiamo fare ora e c'è una bellissima metafora sull'acqua al nuotare che dice non puoi imparare a nuotare solo nelle acque tranquille cioè si nuota e fai le stesse cose qualsiasi tipo di acque ci siano si fa quello che si deve fare e anzi più ci si rilassa più si ha la possibilità di stare a galla invece più lottiamo contro l'acqua e contro le onde più creiamo onde e più diventa difficile in realtà stare a galla e questo è un po il segreto anche per l'ansia e la paura cercare di stare di rilassarsi insieme all'ansia e la paura di dire ciao di fare quello che si riesce con gli strumenti che si hanno concentrandosi sulle possibilità anziché su quello che non si può fare e così si passa da un odiare il nemico a quasi provare affetto e bene non per quella paura e quell'ansia che fanno parte di noi che nascondono magari i nostri pezzi più fragili a cui possiamo davvero voler bene come la parte più preziosa che ci serve vedere in questo preciso momento avete appena ascoltato il podcast di lunedì non ti temo io sono crizia e se ti è piaciuto questo episodio ricordati di seguire il canale per non perderti le prossime puntate tutte le meditazioni guidate e le rubriche per grandi e piccoli se ti va consiglio questa puntata a qualcuno cui potrebbe interessare o lasciami un feedback mi fa davvero piacere sapere cosa ne pensi a presto
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