
Riflessioni Sull’osservazione dei Pensieri
Riflessioni sull'osservazione dei pensieri e le tecniche a partire da un breve testo di Ajahn Chah in onore del giorno della sua morte. Nelle riflessioni si sono approfonditi i modi in cui possiamo osservare i pensieri, sia durante la pratica meditativa che nella vita quotidiana.
Trascritto
Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa Buddham dhammam sangham namassamim Il 17,
Quindi due giorni fa,
C'è stata la ricorrenza della nascita di Ajahn Chah questo monaco della tradizione della foresta tailandese particolarmente importante è che è stato l'anello che ha portato poi questa tradizione della foresta,
Che è la tradizione a cui noi ci richiamiamo più direttamente e che è la tradizione del monastero Santa Cittadama che è la nostra guida spirituale nella figura dell'abbate di Ajahn Chah Ndapalo e che è una tradizione particolarmente viva,
Particolarmente squillante e molto di questa vividezza e di questa squillantezza dipendono proprio dalla figura di Ajahn Chah un monaco bassino,
Nemmeno particolarmente bello ma dalla mente incredibilmente acuta e dal cuore incredibilmente grande di Ajahn Chah abbiamo parecchi insegnamenti che sono rimasti li possiamo trovare sul sito del Santa Cittadama andando a cercare sotto la voce insegnamenti la parte di insegnamenti di Dharma o possiamo addirittura ascoltarli perché sono stati raccolti una serie di libri e un nostro carissimo carissimo amico ha poi avuto modo di leggerli di leggerli e di trasformarli in parole e queste letture sono state raccolte sul sedo di Sadda e qui colgo l'occasione di ringraziare Silvio Anselmo,
Carissimo amico che nella vita è stato attore e doppiatore proprio per aver letto tutti quanti questi libri in realtà per me la voce di Ajahn Chah è la voce di Silvio perché li ho sentiti tutti mentre facevo il pendolare in auto ed è stato un ascolto particolarmente prezioso che vi consiglio caldamente o di leggerli o di ascoltarli volevo leggere uno dei tanti esempi che Ajahn Chah faceva per chiarire i suoi concetti per chiarire le sue idee tutti quanti questi esempi,
Queste similitudini sono state raccolte in un libro che disgraziatamente non mi sembra sia stato tradotto in italiano si chiama proprio Ajahn Chah's Simils ed è questo che voglio leggere,
Si chiama Acqua ed Olio e Ajahn Chah dice l'acqua è diversa dall'olio così come le persone intelligenti sono diverse da quelle stupide il Buddha viveva con immagini,
Suoni,
Odori,
Sapori,
Sensazioni tattili e idee ma era un Arahant,
Quindi vedeva queste cose come soltanto questo,
Tutto qua continuò a lasciare andare da quando vide che il cuore era soltanto questo,
Il cuore,
Tutto qua i pensieri erano soltanto questo,
Pensieri,
Tutto qua non li ha mescolati insieme,
Il cuore e i pensieri se riesci a pensare in questo modo,
Se riesci a sentire in questo modo puoi tenere separate queste cose pensieri e sentimenti stanno da una parte il cuore da un'altra così come l'acqua e l'olio nella stessa bottiglia stanno separati uno dei vantaggi di Ajahn Chah era proprio questo di essere particolarmente diretto,
Particolarmente chiaro negli esempi che faceva e questo è particolarmente,
Come dire,
Controintuitivo quello che ci dice ci dice che fondamentalmente pensieri e mente,
Pensieri e cuore non sono della stessa natura,
Nemmeno si mischiano più di tanto insieme anzi,
Stanno ben separati ma la nostra esperienza invece sembra essere proprio l'opposta sembra che la mente non sia nient'altro che la collezione dei pensieri e che cos'altro potrebbe essere la mente senza i pensieri eppure noi abbiamo ogni giorno l'esperienza diretta di una mente senza pensieri che è la mente del sonno non quella del sogno dove abbiamo delle specie di simulacri di pensieri e comunque il cervello crea immagini,
Crea emozioni,
Crea storie ma ci sono altri momenti in cui invece anche il sogno finisce e si rimane semplicemente con la mente senza nulla da pensare però nella maggior parte dei casi almeno non abbiamo consapevolezza di questo stato in cui il corpo è staccato dalla mente e si è visto che in qualche modo in questo sonno profondo il corpo non manda stimoli al cervello però non avendo consapevolezza di questo stato a meno che non pratichiamo la consapevolezza del sogno la consapevolezza degli stati anche durante la parte di sonno che sono pratiche piuttosto difficili da fare anche se possono far cambiare veramente il modo di interpretare il mondo è un po' come girare completamente la visione che abbiamo delle cose ad esempio questa visione che quando dormiamo non c'è niente e che siamo come se fossimo morti ma in realtà morti non siamo e poi la mattina dopo almeno nella maggior parte dei casi ci risvegliamo e allora se la mente è stata per qualche momento senza pensieri possiamo capire facilmente che quella mente non ha bisogno dei pensieri per esistere un po' come il cielo può esistere anche senza uccelli è vero che quando guardiamo nel cielo spesso e volentieri ci sono uccelli ma non è sempre vero e anche se appaiono degli uccelli appaiono per un po' e poi se ne vanno sono liberi e vanno un po' dove gli pare allora il punto critico che verrebbe da chiedere ad aggianciare e che sicuramente qualcuno ha fatto è i pensieri sono come l'olio il cuore,
Il cuore e la mente intendendoli uniti sono come l'acqua sono separati,
Come faccio però a riconoscere soltanto l'acqua e non confonderla con l'olio qui la meditazione è veramente la chiave vincente senza la quale è veramente quasi una missione impossibile riconoscere la differenza dell'acqua dall'olio perché bisogna essere veramente molto sottili nell'osservazione e questa sottigliezza è possibile soltanto quando abbiamo fatto gli esercizi preliminari siamo riusciti pian piano a lasciare andare siamo riusciti pian piano a portare l'attenzione su qualcosa di semplice come il rispiro abbiamo sentito che il corpo e la mente si stanno rilassando allora lì possiamo cominciare a fare questo lavoro investigativo possiamo diventare Sherlock Holmes dei nostri pensieri e questa pratica secondo me è una delle parti più avvincenti della pratica del Buddha Dharma perché è estremamente attiva quando ci capita,
Magari può capitare che qualcuno a un microscopio mette sotto dell'acqua,
Una foglia,
Uno strato di cipolla,
Un po' di sangue allora guardiamo dentro il microscopio e scopriamo che ci sembra una cosa super stupida e invece è una cosa super complessa guardiamo dell'acqua e pensiamo che dentro l'acqua non ci sia niente come è stato scoperto invece è piena di microbi,
Di altri animaletti,
Di piante di qualunque cosa che gira e che sta là dentro,
Pezzi di polvere ed è molto affascinante questa cosa per cui uno starebbe le ore a guardare questo mondo microscopico però spesso ci perdiamo che anche i nostri pensieri sono un po' come questa acqua vista al microscopio e allora invece facendo questo gioco,
Il gioco della meditazione,
Possiamo diventare estremamente attenti e lì possiamo fare un po' come con le cipolle possiamo innanzitutto cominciare a ricassarci un po' e riconoscere che sì ci sono dei pensieri e riusciamo anche a vederli poi possiamo andare un pochino oltre e riconoscere che possiamo vedere quando i pensieri appaiono e quando i pensieri scompaiono in questo momento nella mente non c'è nulla dico elefante e nella mente appare un elefante la cosa più complicata chiaramente è riconoscere quando i pensieri non ci sono più però magari lo possiamo fare inizialmente con un po' di ritardo magari in questo momento abbiamo pensato un elefante passa qualche minuto,
Ci rammentiamo e ci accorgiamo che l'elefante per qualche minuto non è stato più nella nostra mente ci siamo preoccupati tutto il giorno che non abbiamo i soldi per pagare la bolletta ci mettiamo in meditazione e a un certo punto ci rendiamo conto che per mezz'ora quei pensieri della bolletta da pagare non sono stati nella nostra mente e già questo ci dà tanta libertà perché spesso ci identificiamo con i pensieri c'è questo attaccamento ai pensieri che addirittura a un certo punto è stato codificato il buon cartesio disse questo slogan di grandissimo successo che è cogito ergo sum,
Penso quindi sono e il buddha e aggianciaci dicono ok,
Non devi diventare stupido e non devi evitare di usare la mente ma non sei perché pensi,
Non sei il pensiero,
Non sei identificabile con il pensiero e questo è così drammaticamente diverso dalla nostra cultura occidentale che ci sembra quasi una follia e però se è una follia,
Se qualcuno dice questa follia e l'hanno detto in tanti altre persone,
Altri monaci,
Altre monache,
Altri laici,
Altre laiche in tutti questi millenni forse vale la pena di perdere qualche minuto,
Qualche ora,
Qualche mese a esercitarci nel vedere se è proprio vero,
Seppure se era una follia che ci ha detto il buddha è una follia che ci hanno detto tutti,
Compreso aggiancià e se riusciamo però a distinguere l'olio dall'acqua e i pensieri dalla mente vediamo che possiamo anche essere un pochino più sereni per cui magari quando arriva questa preoccupazione della bolletta semplicemente diciamo ok,
C'è una preoccupazione è semplicemente una preoccupazione,
Lasciamola lì non bisogna diventare preoccupato e appresso alla preoccupazione c'è un pensiero di preoccupazione,
Ma io non devo essere preoccupato può capitare un pensiero d'odio,
Ma io non devo essere quel pensiero d'odio e odiare veramente quelle persone è semplicemente un pensiero e lasciarlo cadere e poi possiamo essere ancora più sottili e cominciare a vedere che i pensieri portano dei pensieri di riflesso mi arriva un pensiero d'odio e automaticamente mi parte il giudizio in cui dico ah,
Quanto sono sbagliato ad avere questo pensiero d'odio mi arriva un pensiero apparentemente buono e allora mi identifico con il pensiero buono e mi dico ah,
Quanto sono buono,
Quanto sono bravo ad avere questo pensiero buono e bravo se ancora stiamo cercando di padroneggiare come eseguire i pensieri questa distinzione ci può essere anche utile c'è un sutta del Buddha in cui il Buddha insegna a dividere i pensieri in due quelli salutari e quelli non salutari e una volta riconosciuta la differenza ci insegna come lasciare andare quelli non salutari portando alla mente pensieri salutari riconoscendo che questi non salutari portano maleficio a noi e a tutti quanti gli altri esseri spostando l'attenzione o addirittura il Buddha dice che proprio nulla funziona spoggiate la lingua sul palato e mettetevi a meditare in modo robusto cercando di distrarvi da questi pensieri non salutari queste indicazioni sono principalmente per la fase di meditazione ma possono essere utili anche per la vita di tutti i giorni quindi una qualche forma di giudizio ci può essere utile riconoscendo che questa forma di giudizio è ancora una forma di giudizio in addestramento perché l'Arant come ci ricorda Ajahn Chah l'Arant vedeva queste cose,
I pensieri,
Gli odori,
I sapori come soltanto questo,
Tutto qua c'è un pensiero,
E va bene c'è un pensiero negativo,
C'è un pensiero negativo c'è un pensiero disturbante,
C'è un pensiero disturbante questi possono apparire anche nella mente dell'Arant possono anche apparire i ricordi di una buona melanzana alla parmigiana nella testa dell'Arant ma la differenza vera è che l'Arant non gli sta dietro quindi non si dispiacerà di non avere in quel momento la melanzana alla parmigiana o che non può fare niente per averla di nuovo e così via,
Semplicemente apparirà questo pensiero della melanzana alla parmigiana e finirà lì stessa cosa se apparirà un pensiero di qualcosa di orribile anche in quel caso semplicemente non ci saranno altri pensieri del tipo che schifo mamma mia devo scappare,
Che pensiero schifoso e così via ma semplicemente ci sarà un pensiero di una cosa orribile nemmeno orribile,
Orribile è già un giudizio allora dopo aver imparato a riconoscere che ci sono pensieri dopo aver imparato a sentire un po' la libertà da non dover eseguire questi pensieri possiamo vedere se i pensieri ne portano via come proliferazione,
Come papancia come proliferazione ne portano degli altri e riconoscere che questa proliferazione in realtà non è precisamente necessaria e che è dovuta proprio a questa volontà di mi piace o non mi piace questo attaccamento a lo voglio tenere o non lo voglio tenere e dobbiamo trovare il modo in cui ci risuona meglio nel cuore che può essere un suono,
Può essere una vibrazione può essere un'apertura o una chiusura del cuore un modo in cui lo percepiamo sicuramente c'è e allora possiamo diventare abili a riconoscere che stiamo entrando in questa proliferazione in questo cadere lungo un monte come se fosse una valanga c'è un primo pensiero,
Il primo pensiero ne raccoglie un altro quell'altro ne raccoglie un altro ancora il poco di neve che era caduta inizialmente diventa una palla poi diventa una palla da un metro,
Da due metri poi diventa una valanga enorme che distrugge tutti gli alberi e anche le persone allora prima di farlo diventare troppo grande possiamo fare semplicemente un sorriso interno magari possiamo portare la mente a qualcosa di molto stabile ad esempio potremmo portare la mente al Buddha,
Dharma e Sangha sorridere e lasciare andare e così disinnescando questa valanga e permettendoci pian piano anche di essere abili differenziatori fra olio e acqua ringraziando il Buddha,
Gensha che ci hanno portato all'attenzione questa differenza sostanziale e su questa differenza sostanziale auguriamoci di essere sempre più liberi e sempre più come gli Arhant per riconoscere che le cose sono esattamente come sono non c'è bisogno che ci mettiamo di più né da una parte né dall'altra e con questo concludo le mie riflessioni di oggi,
Grazie
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