
Riflessioni di Dharma sulle cinque rimembranze
Il Buddha ci invita a portare alla mente almeno una volta al giorno questi fatti: 1 Sono soggetto all’invecchiamento, non sono al di là dell’invecchiamento. 2 Sono soggetto alla malattia, non sono al di là della malattia. 3 Sono soggetto alla morte, non sono al di là della morte. 4 Sarò distaccato, separato da tutto ciò che mi è caro ed attraente 5 Sono soggetto alle mie azioni (karma), erede delle mie azioni. Commento un sutta del Buddha su questi aspetti.
Trascritto
Volevo leggere con voi delle parti di questo sutta,
Questo sutta che si chiama U Bhajatana Sutta,
Argomenti di contemplazione,
Che parla proprio di queste rimembranze.
Fa parte dell'Anguttara Nikaya.
L'Anguttara Nikaya è quella,
Una sezione degli insegnamenti del Buddha,
Dei sutta che è stata divisa in base ai numeri,
Per cui c'è stata la sezione degli Uno,
La sezione dei Due,
Dei Tre e così via.
Questo vuol dire che ogni sezione parla,
Ci sono dei sutta che parlano di esattamente quel numero di cose.
Quindi qua siamo nella sezione 5,
Quella in cui si parla delle liste di 5 cose.
Come abbiamo tutti capito,
Al Buddha gli piaceva molto utilizzare i numeri e le liste.
Abbiamo una lista di tutti i tipi,
I 5 precetti,
I 3 gioielli,
I 7 fattori di risveglio e così via.
In questo caso abbiamo i 5 argomenti di contemplazione.
E qua il Buddha ci dice,
Ci sono questi 5 casina,
Questi 5 argomenti di meditazione,
Sui quali si dovrebbe meditare che si sia un uomo,
Una donna,
Un laico o un monaco.
Già qua è interessante perché questi 5 argomenti di contemplazione non servono soltanto a dirli,
Ma è una cosa che invece va veramente interiorizzata,
Fa meditata.
I casina sono proprio degli oggetti di contemplazione,
Possono essere addirittura degli oggetti fisici.
Noi in Occidente non facciamo questo tipo di meditazione,
Nel canone Pali viene insegnato dal Buddha che si possono anche prendere ad esempio dei pezzi di terra,
Farne un cerchio e portare l'attenzione su questo cerchio.
E quello quindi diventa il nostro casina.
E così come si può fare con la terra,
Si può fare con tutti gli altri elementi.
Ci sono molti oggetti di contemplazione,
Molti di più di quelli che abitualmente pratichiamo.
Ad esempio si può contemplare sulle radici degli alberi,
Sulla terra inizialmente posta davanti a noi,
Poi quella che è presa da un albero,
Poi da più alberi,
Fino a tutta la foresta e poi tutta la terra del mondo.
Il Buddha qua però ci insegna questa serie di casina,
Questi cinque casina,
Questi cinque oggetti di focalizzazione.
Il Buddha ci dice,
Sono soggetto all'invecchiamento,
Non sono al di là dell'invecchiamento.
Questo è il primo casina sul quale si dovrebbe meditare,
Che si sia un uomo o una donna,
Un laico o un ordinato.
Qua,
Se pensiamo,
I laici e le laiche,
I monaci e le monache sono i quattro sangha,
Quelli che nel Logo di Kriyanamit abbiamo indicato con quattro puntini piuttosto grandi intorno al cerchio,
Al cerchio del Dharma.
E tutti noi facciamo parte di uno di questi quattro sangha,
Che siamo laici,
Che siamo laiche,
O che si sia anche monaco o monaca.
Il Buddha dice,
Attenzione,
Questi insegnamenti vanno per tutti,
Non vanno soltanto per una categoria,
Non è una meditazione questa che è specifica per gli ordinati,
Per i monaci e le monache,
O che sia specifica invece per i possessori di casa.
Spesso il Buddha parla del padrone di casa,
Della padrona di casa,
Per indicare che sia laici,
Ma questa è una cosa che va bene per tutti.
E poi indica gli altri,
Sono soggetto alla malattia,
Non sono al di là della malattia,
Sono soggetto alla morte,
Non sono al di là della morte.
Vado a diventare distaccato,
Separato da tutto ciò che mi è caro ed attraente.
E fino a qui,
In un qualche modo,
C'è una depressione che ci è facile da capire,
Perché andiamo a perdere dei pezzi,
Andiamo prima a perdere la salute,
Anzi,
Prima di tutto andiamo a perdere la giovinezza,
Poi andiamo a perdere la salute,
Poi andiamo a perdere la vita,
E poi andiamo a perdere il contatto con le persone e le cose care.
E poi arriva questo strano quinto casino,
Questa strana quinta rimembranza che invece è quella sul karma.
Quando parliamo delle azioni intendiamo il karma,
Il termine che viene usato è kamma,
Del karma.
Si dice sono il proprietario del mio kamma,
Sono il proprietario del mio karma,
Delle mie azioni,
Sono l'erede delle mie azioni,
Sono nato dalle mie azioni,
Vincolato alle mie azioni e alle mie azioni per giudice.
Qualunque cosa faccia,
Bene o male,
È ciò che erediterò.
Questa è una parte più complicata,
Ma evidentemente qui è stato aggiunto anche il karma perché si parla di cinque cose di cui non abbiamo controllo,
Di cui non possiamo fare a meno.
Essendo nati,
Ed è importante ricordare questa premessa,
Essendo nati,
Essendo nati invecchieremo,
Ci ammaleremo,
Moriremo,
Saremo distaccati e siamo soggetti al karma.
Ed è molto importante ricordare,
Essendo nati,
Se siamo nati,
Perché il Buddha non dice questa è la realtà ultima delle cose,
Il Buddha dice questo è quello che succede a chi è nato,
Però oltre ciò che è nato c'è anche ciò che non è nato,
Oltre ciò che muore c'è anche ciò che non muore e l'obiettivo della pratica del Buddha Dharma è quello di toccare,
Di essere ciò che non è nato e ciò che non muore.
Quindi anche questo insegnamento è un insegnamento che ci accompagna nella nostra vita perché stiamo vivendo,
Ma non è quello a cui dobbiamo puntare e questi casino in realtà servono a smontare queste cose.
E perché lo smontano?
Questo lo vediamo fra poco.
Intanto però vediamo perché.
Sono il proprietario delle mie azioni.
Sono il proprietario delle mie azioni vuol dire che c'è un'identità,
Un'identità che soffre proprio perché c'è questa identità e questa identità che si è appropriata delle azioni.
Sono l'erede delle mie azioni perché questa identità è frutto delle azioni.
Il Buddha divide le azioni dal frutto delle azioni e quindi in questo caso fa riferimento al frutto delle azioni.
Sono nato dalle mie azioni e qui il Buddha rimanda al fatto che c'è un processo che qui l'ho descritto nel Paticca Samuppada per cui dopo la morte,
Grazie all'ignoranza,
Ci sono delle formazioni,
Delle formazioni mentali,
Delle formazioni karmiche che alla fine sfociano nella nascita e quindi è dall'ignoranza che c'è la nascita e le formazioni karmiche non sono nient'altro che gli effetti del karma.
Per questo si chiamano formazioni karmiche.
Sono quelle vibrazioni,
Quelle azioni che hanno fatto sì che ci sia una ulteriore vita e questa ulteriore vita è nata esclusivamente perché c'è il karma e quindi qua il Buddha ci dice in modo sintetico siamo nati dal karma,
Siamo nati dalle azioni.
Siamo vincolati alle mie azioni,
Sono vincolato alle mie azioni.
Anche qui l'insegnamento è un insegnamento relativo.
Chi è andato oltre,
Chi ha raggiunto l'illuminazione non valgono più queste cose se non come effetto lungo della propria vita.
Finché si è vivi ancora valgono.
E ho le mie azioni per giudice.
Questo vuol dire che non è che ci può giudicare qualcuno all'esterno ma è il nostro stesso comportamento che si erge giudice e ci porta verso una vita più sana,
Più equilibrata,
Più felice o invece verso una vita squilibrata,
Nervosa,
Stressata,
Infelice.
E quello che redditeremo sarà il frutto delle nostre azioni.
E tutti quanti questi cinque soggetti sono inevitabili.
Allora essendo inevitabili la domanda è perché ce ne preoccupiamo così tanto?
Perché ci preoccupiamo che stiamo invecchiando?
Perché ci preoccupiamo di vedere una ruga o un capello bianco?
O che quando ci abbassiamo la schiena è rigida,
Non riesce più a piegarsi più di tanto?
Questo non vuol dire che non dobbiamo far nulla per star meglio.
C'è un detto nello yoga che dice che l'età di una persona viene data dalla flessibilità della schiena.
Quindi chiaramente facciamo di tutto per star bene.
Il corpo non è un oggetto da trascurare,
Anzi è un oggetto assolutamente da coltivare.
Però anche se facciamo yoga,
Anche se facciamo sport,
Inevitabilmente arriverà la vecchiaia.
E se anche non arriva la vecchiaia perché moriamo presto,
Ci sarà comunque un invecchiamento rispetto a quando eravamo bambini piccoli appena nati e bambini un pochino più grandi.
E così tutto il resto,
Sono tutte quante cose inevitabili.
Ed è per questo che il Buddha ci dice,
Visto che è inevitabile,
Visto che è così,
E visto che queste cose non ci piacciono,
Allora sai che c'è?
Te lo dico io,
Dice il Buddha.
Questi sono i cinque casino sui quali si dovrebbe meditare.
Che tu sia una donna,
Che tu sia un uomo,
Che tu sia un laico o una laica,
Che tu sia un monaco o una monaca,
Qualunque cosa tu sia,
Mettiti lì e medita.
Falle tue,
Riconoscere.
Thich Nhat Hanh diceva,
Abbracciamoli,
Abbracciamoli queste cinque rimembranze.
Ed è un po' come quando San Francesco diceva,
Nel Cantico dei Canti,
Ci parlava di sorella malattia,
Sorella morte.
Evidentemente lui sapeva bene come abbracciarli,
Come far proprio queste cose.
E noi che abbiamo queste onde lunghe del Buddha,
Queste onde lunghe di San Francesco,
Queste onde lunghe di tutte queste persone sante,
Queste persone illuminate,
Di qualunque tradizione esse siano,
Proviamo a farci un po' benedire.
Facciamoci benedire dal Buddha,
Dal Buddha che sorrideva di fronte alla morte,
Di fronte alla malattia.
Di fronte al Buddha che,
Pochi momenti prima di morire,
Sapendo che stava morendo,
Trova il tempo di ascoltare una persona che era andata da lui e che voleva farsi monaco.
E la stessa cosa fece Annata Pindica,
Un laico,
Mentre che stava morendo,
Di fronte agli insegnamenti di Sariputta,
Gli insegnamenti importanti sull'impermanenza.
E disse,
Ma questi insegnamenti normalmente ai laici non vengono dati.
Sariputta gli disse,
Non li diamo perché forse sono troppo avanzati.
Annata Pindica che stava morendo disse,
Io sto morendo ma datele a tutti i laici,
Perché anche i laici possono avere soltanto qualche grenero di polvere sugli occhi.
Pensiamo quanto è stato importante questo atto di Annata Pindica prima della morte,
Così come è stato importante l'atto del Buddha prima della morte,
L'atto di San Francesco prima della morte,
L'atto di tutte le persone,
Anche sconosciute,
Che magari un attimo prima di morire hanno mandato un pensiero di bene,
Di pace,
Di gioia,
Non solo per loro ma per tutti gli esseri.
Il Buddha ci dice qualcosa di più rispetto a questi temi.
Ci dice,
Ma perché si dovrebbe meditare,
Che sono soggetto all'invecchiamento e non sono al di là dell'invecchiamento?
Ed è bella questa cosa perché il Buddha non dà per scontato che basta che ci dica meditate su questo,
Ma ci dice pure perché lo dobbiamo fare.
Il Buddha ci risponde con una cosa che è ripresa assolutamente dalla propria vita,
Da una giovinezza bella e spensierata come è stata la sua,
Piena di ricchezza,
Di donne,
Di lusso,
Di canti,
Di poesia,
E ci dice,
Ci sono degli esseri che sono intossicati da un'infatuazione per la gioventù,
Come è tipico della gioventù.
A causa di questa infatuazione della gioventù hanno una cattiva condotta fisica,
Verbale e mentale,
Una cattiva condotta del corpo,
Della parola e della mente.
Ma quando meditano su questo argomento,
Questo della vecchiaia,
Questa infatuazione per la gioventù è abbandonata interamente e si indebolisce.
E qua si parla dell'attaccamento alla gioventù.
La stessa cosa è per la malattia,
Che ci porta comunque a sviluppare questo attaccamento all'essere sani e poi ci porta a problemi che sviluppiamo sempre con queste tre condotte,
Quella del corpo,
Quella della parola e quella della mente.
E' analogo per la morte quando ci attacchiamo in modo così forte alla vita che non vogliamo assolutamente morire,
Non vogliamo sapere nulla della morte.
E' ancora la stessa cosa per il distacco.
Ci sono degli esseri,
Dice il Buddha,
Che provano avidità per le cose che sono loro care ed attraenti.
Qua pone più l'attenzione sulle cose che sulle persone,
Ma vale anche per le persone.
E questo chiaramente conduce inevitabilmente ad avere una cattiva condotta del corpo,
Della parola e della mente.
Ma quando si medita anche su questo si indebolisce e si vive più liberamente.
Questo lo aggiungo io,
Non sta nel Sud.
Stessa cosa per il karma.
Per il karma ci sono degli esseri,
Dice il Buddha,
Che hanno una cattiva condotta fisica,
Verbale e mentale.
Ma quando si medita sul karma,
Sulle azioni,
Questa condotta si indebolisce,
Questo attaccamento si indebolisce e alla fine si abbandona completamente.
Allora,
Di tutte queste cose,
Chi fa queste pratiche,
Il Buddha ci dice,
Ora un discepolo delle nobili persone,
Nobili persone non si intende nobili di nascita,
Ma nobili di pratica,
È chi ha padroneggiato il Dhamma,
Sono gli esseri nobili.
Sono gli aria,
Quelli che si dice che fanno parte dell'aria sangha,
Degli esseri nobili,
Sangha degli esseri nobili.
Ora,
Un discepolo degli aria sangha,
Dell'aria sangha delle nobili persone considera ciò che segue.
Non sono il solo ad essere soggetto all'invecchiamento,
A non superare l'invecchiamento.
Come ci sono degli esseri passati e futuri,
Deceduti e ritornati,
Così tutti gli esseri sono soggetti all'invecchiamento.
Quando si medita su un argomento,
I fattori mentali positivi nascono,
Egli li mantiene,
Li sviluppa e li coltiva.
In questo modo le sue catene cadono,
Le sue ossessioni sono distrutte.
Che meraviglia,
Che meraviglia queste parole del Buddha.
La buona sostanza è che non ti preoccupare,
Non muori solo tu,
Non ti preoccupare,
Non sei l'unico che invecchia,
Invecchiano tutti.
Mi capitò una volta,
Alla fine di un ritiro,
C'è stato un signore che ci disse,
Io sto facendo questo ritiro,
Ne farò anche altri,
Ne ho già fatti altri,
Uno dire un altro,
Perché sto morendo,
Mi mancano pochi giorni e morirò.
E' una questione di poco tempo,
Di un mese,
Due mesi e poi morirò.
E questo lo disse a tutti quanti.
Uscendo la mia monaca del cuore,
A Giambo di Pala,
Che è questa monaca molto vecchia,
Passò vicino a lui e gli disse una cosa.
E io in quel momento,
Sebbene ci senta abbastanza male da un mezzo surdo,
Mi mesi veramente con tutti i sensi in allerta,
Perché volevo assolutamente sentire che cosa gli avrebbe detto.
Lei si avvicinò e gli disse queste semplici parole,
Ricordati che non sei l'unico a morire e stai andando via.
E per me questo fu uno shock,
Uno shock assoluto.
Io dissi,
Ma come?
Una persona più amorevole che abbia mai conosciuto,
Una persona col cuore più grande che abbia mai conosciuto,
L'unica cosa che riesce a dire a questa persona è ricordati che non sei il solo a morire.
Ma chi è questa follia?
Questo signore che era un laico ora,
Ha stato anche monaco per tanti anni,
Era stato a Giambo un venerabile di oltre dieci anni di monachesimo,
Quindi era sicuramente una persona che poteva capire quello che a Giambo di Pala le stesse dicendo.
Però è proprio questo il punto.
Noi spesso quello che facciamo è,
Cavolo sto invecchiando,
Perché proprio io?
Perché sta succedendo a me?
Perché mi sono preso questa cavolo di malattia?
Perché ho questo gene modificato che fa sì che sto male?
Perché ho queste cellule che sono impazzite e mi stanno facendo questo?
E così oltre al dolore fisico ci stiamo regalando anche tutto quanto,
La sofferenza successiva.
Allora l'insegnamento del Buddha è andiamo oltre queste apparenze,
Andiamo oltre questi corpi,
Queste menti che muoiono.
Non c'è un io che muore,
Non sei solo tu che muori.
È un processo,
È un processo in cui inevitabilmente siamo cascati vivendo e puoi aprire il tuo cuore,
Puoi aprire il tuo cuore agli altri,
Alle sofferenze degli altri,
Agli invecchiamenti degli altri.
Riconoscere che sebbene sia così abbiamo spazio per la compassione,
La compassione verso di noi e la compassione verso gli altri.
Avendo compassione per noi,
Per la nostra vecchiaia,
Per la nostra morte incombente,
Stiamo avendo compassione per tutti gli esseri.
E a Giambudipale con queste pochissime parole che disse,
Era quello che stava puntando,
Stava puntando a dire abbi compassione,
Apri il tuo cuore a te,
Apri il tuo cuore all'infinito di tutti gli esseri e vai oltre,
Vai oltre,
Vai al senza morte.
E per questo che un essere nobile come Giambudipale,
La persona che abbia conosciuto con maggiore compassione,
Può insegnare in questo modo,
Modo duro,
Il modo duro del Buddha,
Che ci dà queste cinque rimembranze che sembra che ci dia cinque frustrate sulla schiena e invece in realtà sono cinque carezze,
Cinque abbracci.
Uno degli attributi del Buddha è che il Buddha è un oceano,
Un oceano di compassione e forse di tutti gli attributi del Buddha è quello che io trovo più bello,
Più emozionante.
Il Buddha conclude questo Sutta con questa poesia,
Leggiamola.
Soggetti alla nascita,
All'invecchiamento,
Alla morte,
Le persone ordinarie trovano repellenti coloro che soffrono di questo a cui sono soggetti.
Se dovessi trovare repellente degli esseri soggetti a queste cose,
Non sarebbe adatto da parte mia,
Vivendo come fanno.
Mantenendo questo atteggiamento,
Conoscendo il Dhamma,
Ho sormontato ogni infatuazione per la salute,
La gioventù e la vita,
Come colui che vede la rinuncia come un riposo.
Per me l'energia è assurda,
Ho visto chiaramente la liberazione,
Non potrei più dividere dei piaceri sensuali.
Avendo seguito la vita santa,
Non ritornerò.
Questa poesia il Buddha ha sintetizzato una cosa che sta di fondo a tutte queste cose,
Che quando non ci piace l'invecchiamento,
La malattia,
La morte,
Il distacco,
Il dover essere soggetti alle nostre azioni,
In realtà li stiamo un po' schifando,
Li troviamo repellenti.
Buddha dice le persone ordinarie,
Ordinarie sempre non si intende in termini di ceto,
Di ricchezza,
Ma si intende in termini di persone che non conoscono il Dhamma.
Quando si parla di persone ordinarie si intende di persone che ancora non conoscono il Dhamma.
Buddha dice le persone ordinarie trovano repellenti coloro che soffrono,
Soffrono di tutte queste cose.
Allora c'è questo senso di fondo,
Di toccare tutti questi cinque aspetti,
Ma toccando questi cinque aspetti non si trovano più repellenti i vecchi,
Non si trovano più repellenti i malati,
I morti,
Le persone abbandonate o le persone che soffrono del proprio Dharma.
E non le troviamo più repellenti perché abbiamo dissolto in noi questi attaccamenti.
Quando dice prima che cadono le catene,
Cadono le ossessioni e sono distrutte,
Prendendo più queste ossessioni in noi gli occhi ci si aprono.
Allora non troviamo più repellente niente e siamo aperti a tutti,
Siamo aperti assolutamente a tutti,
Tant'è che il Buddha che ci dice?
Il Buddha ci dice che non sarebbe dato da parte sua trovare repellente tutte queste persone,
Perché lui conosce,
Lui ha la saggezza,
Appagna,
Ha sviluppato l'occhio del Dharma,
Ha sviluppato in modo infinito e quindi chiaramente fa oltre tutti questi aspetti,
Questi aspetti.
E alla fine ci dice una cosa che dice continuamente in quasi tutti i Sut,
Avendo seguito la vita santa,
Avendo condotto la vita santa,
Avendo seguito l'ottuplice sentiero,
Non ritornerò,
Non sono abbagliato dalla vita,
Non sono attaccato alla vita,
Non voglio nascere ancora.
E quindi è andato a toccare direttamente lo stato di senza morte e senza nascita.
C'è questa specie di koan che è di Thich Nhat Hanh,
Che è quello di guardare le proprie mani e dire di chi sono queste mani che muoiono.
E questa è un koan che possiamo veramente fare nostro,
Perché guardando le proprie mani diventa veramente personale.
Di chi sono queste mani che muoiono?
Chi è che nasce?
Chi è che muore?
E possiamo provare a fare nostro questo koan,
Questa domanda che serve mandarci in corto circuito,
Proprio partendo dalle cinque rimembranze.
Perché le cinque rimembranze alla fine non ci dicono se è destinato per sempre invecchiare,
Destinato per sempre avere malattie,
Morte e così via.
Ma alla fine ci dicono quello che ci punta Thich Nhat Hanh,
Di chi sono queste mani che muoiono.
E forse non era nello stile del Buddha,
Ma posso immaginare altre persone,
Altri monaci,
Altri laici che hanno grandi realizzazioni e a questo punto si metterebbero a ridere.
Una risata piena,
Una risata molto compassionevole di fronte a tutte le nostre catene.
E che però sono catene che una volta che sappiamo dove stanno sono,
Non dico facili,
Ma è possibile lasciarle cadere.
E facciamoci una bella risata e con questo concludo il mio insegnamento di oggi.
Grazie.
Incontra il tuo insegnante
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