
Riflessioni di Dharma sul lasciare un segno nell'acqua
Il paradosso di Zenone ci dice che una freccia sebbene sembri in movimento sia in realtà ferma. Quanto è vivo questo spazio fermo? Queste riflessioni partono da una similitudine che il Buddha fa della vita: Proprio come una linea tracciata sull’acqua con un bastone svanirà rapidamente, così anche la vita umana è come una linea tracciata sull’acqua con un bastone. Lungi dall’essere un pensiero deprimente, è piuttosto uno sprone a guardare in profondità, dove c’è uno spazio infinito di pace!
Trascritto
Oggi stavo davanti al mare,
E devo dire che è sempre una bella visione,
Anche perché al tempo stesso è incredibilmente monotono,
Perché sono sempre onde,
Non è che ci sia poi chissà che cosa nel mare.
C'è acqua,
C'è sabbia,
Qualche pesce,
Qualche alga.
Però,
Insomma,
Se guardiamo con attenzione non c'è mai un momento che è uguale all'altro.
A volte le onde sono basse,
A volte,
Come era oggi,
Piuttosto alte.
Era anche voglia di giocarci con queste onde alte.
E ci rendiamo conto che non c'è cosa nel mondo che non sia in realtà diversa.
E' sempre un continuo cambiare anche nelle cose più semplici.
Questi giorni Ajan Jaya Saro ha inviato questo foglietto giallo con cui lui scrive le sue riflessioni e parlava della morte in un modo anche piuttosto forte.
Dicendo appunto che la vita in un qualche modo è come la ruggiata che arriva al sole e va via e tutta una serie di altri esempi.
L'esempio che più mi ha colpito di quelli che ha fatto è quello che la vita è come fare un segno nell'acqua con un bastone.
Non si finisce nemmeno del tempo di fare il segno che già non c'è più.
Dura veramente un attimo.
E sembrerebbe in un qualche modo un'espressione particolarmente deprimente perché dice caspita,
Insomma abbiamo questa vita che dura talmente poco che non facciamo nemmeno tempo a finire di fare un segno col bastone che già non c'è più nulla.
Il segno che è il bastone è spesso quello che vogliamo fare,
Vogliamo lasciare un segno nella nostra vita,
Vogliamo far sì che rimanga poi traccia di quello che facciamo,
Che qualcuno ci ricordi.
E quindi l'idea che basta un attimo e non c'è più niente è un'idea abbastanza sconvolgente se la osserviamo con attenzione.
Però al tempo stesso questa che sembra un'espressione così pessimistica,
La vita dura poco,
In realtà è un po' l'espressione dell'osservare con cura.
Quando osserviamo con cura possiamo stare le ore a osservare le cose e ci sembreranno pochi minuti,
Addirittura pochi secondi in alcuni casi e poi ci accorgiamo guardando l'orologio che è passato molto tempo.
Talvolta ci si mette in meditazione senza l'orologio,
Si pensa di essere stati mezz'ora,
Si va a vedere che è stato magari due o tre ore senza che il corpo in un qualche modo si sia reso conto del passare del tempo.
E questo evidentemente perché il passare del tempo è fortemente collegato alla nostra mente.
Il passare del tempo lo percepiamo perché c'è un continuo cambio del mondo esterno o del mondo interno,
Perché magari ci sono tanti pensieri.
Nel momento in cui invece stiamo fermi,
Stiamo in pace,
In realtà è come se non succedesse nulla.
Il tempo quindi è difficile da riconoscere perché non c'è un aereo che passa,
Una persona che ci parla o noi che stiamo persi dietro ai pensieri uno diverso da un altro,
Ma siamo semplicemente fermi là.
Nel momento in cui siamo fermi possiamo tornare un po' ai paradossi degli antichi greci,
Il paradosso della tartaruga che se noi prendiamo il movimento,
C'era la tartaruga,
C'era la lepre,
Il movimento della lepre,
Della freccia,
C'è questa freccia che vola nell'aria,
Ma se noi andiamo a osservare la freccia possiamo dividere il tempo in due e quindi c'è sempre il tempo che si divide,
Si divide,
Finché non lo dividiamo all'infinito e quindi sembra che la freccia in realtà non si può muovere mai,
Perché dividiamo il tempo,
Se c'è un secondo fa un centimetro,
Dividiamo in mezzo secondo ne fa un altro,
Finché non arriva uno spazio talmente piccolo che la freccia dovrebbe stare ferma e non si capisce bene invece come si muove.
Ed è un paradosso interessante perché come tutti i paradossi va a toccare qualcosa che evidentemente non è del tutto facilmente spiegabile,
Perché da una parte abbiamo il movimento e da un'altra parte abbiamo la stasi,
Da una parte abbiamo il cambiare continuo della vita e da un'altra abbiamo invece la possibilità di stare fermi e far sì che il tempo si espanda o addirittura che il tempo non ci sia più.
E così come la freccia rimane ferma nell'aria con questo paradosso,
È un po' quello che succede quando siamo in meditazione,
Raggiungiamo una meditazione profonda e magari proprio con l'aiuto del respiro che è un po' la nostra freccia,
Con l'aiuto di questa osservazione dividendo il respiro pezzettino per pezzettino,
A un certo punto il respiro è come se si fermasse,
Il tempo è come se si fermasse e noi rimaniamo così,
In un modo che non è nemmeno facilmente definibile,
Che sembrerebbe una specie di piccola morte,
Però in realtà se lo strebbiamo con cura ci accorgiamo che invece è un momento di grande serenità e di grande pace.
Ci si potrebbe chiedere perché osservare il respiro,
In fondo la meditazione è talmente semplice,
Ce ne sono di talmente più complicate,
Più sofisticate,
Ci sono meditazioni di tutti i generi,
Eppure noi usiamo il tempo per seguire il respiro,
Perché il respiro è un po' come questa freccia,
È semplicemente una specie di dito che punta a qualcos'altro.
La freccia possiamo dividerla nel tempo e lo spazio per fermarla e così possiamo fare con il respiro.
E senza il respiro diventa difficile riuscire a fare questa operazione di divisione,
Perché ci serve di essere guidati da qualche cosa senza che la nostra mente si aggrappi continuamente ad altre cose.
Nel buddismo questa si chiama la mente scimmia,
Che sta sul ramo e continuamente vuole andare su un altro ramo,
Afferlare una banana,
Poi un altro ramo,
Poi saltare,
Poi magari scendere a terra,
Poi risalire velocemente lungo l'albero e così in un'agitazione continua.
Mentre qua quello che stiamo facendo è fermarci,
E sarebbe una meditazione estremamente arida se fosse soltanto stare lì fermi e stare lì volendo portare un momento di non seguire qualcos'altro,
Diventerebbe quasi una specie di avversione verso i pensieri.
In realtà quando si toglie,
Quando togliamo questa agitazione,
Togliamo questo saltare da un ramo all'altro,
Ci accorgiamo che c'è qualcosa di misterioso che sta succedendo.
Questa cosa di misterioso è questa apertura del cuore,
Questa pace che cominciamo a sentire e che ci può pervadere completamente.
Praticando questa pace riesce veramente a pervadere tutto il corpo e tutta la mente.
E lì scopriamo che c'è un fondo infinito di tranquillità,
Serenità e anche felicità.
Per cui la nostra freccia che abbiamo lanciato e che forse sta ferma nell'aria,
È una freccia che punta verso la felicità e la serenità.
Tant'è che potremmo comodamente lasciare il respiro e seguire qualcos'altro.
Se riusciamo a sentire il battito del cuore,
Possiamo sentire il battito del cuore.
Se stiamo in silenzio possiamo sentire un leggero fischio nell'orecchia,
Quello che Gian Sumeto chiama il suono del silenzio.
E anziché respiro possiamo portare l'attenzione su quel suono o su qualsiasi altra cosa,
Non c'è un oggetto che valga di più di un altro.
Potremmo accendere una candela e guardare la candela.
Potremmo mettere una pianta e osservare la pianta,
Qualunque cosa.
E che in realtà quello di cui abbiamo bisogno è la freccia.
Ti lanciare una freccia e poi,
Però in un qualche modo,
Mettere in dubbio che la freccia si stia muovendo.
E quindi con l'osservazione vedere che la freccia diventa sempre più lenta.
Finché non diventa completamente ferma.
C'è la freccia ma è ferma.
E dietro la freccia,
Come se si fosse aperto un varco,
C'è questa tranquillità e questa serenità.
Se adesso ci fermiamo un attimo,
Proviamo a farlo.
Facciamo semplicemente tre respiri.
Tre respiri lunghi,
Provando semplicemente ad osservare se questi respiri ci danno un po' di tranquillità in più.
Proviamo a farlo.
Quello che abbiamo fatto è semplicemente smettere di credere che la freccia stia andando avanti.
E tornando al bastone di Ajahn Jayasaro,
Smettere di credere che la vita sia esclusivamente quel segno che facciamo nell'acqua e che smette in un istante.
Così come la freccia in sé non esiste.
Non esiste nemmeno il segno nell'acqua e non esiste nemmeno questa vita così come freneticamente ci passa addosso.
Per far questo dobbiamo provare semplicemente ad osservare se possiamo rallentare e trovare rifugio in qualcosa di più stabile che una freccia che si muove,
Un segno nell'acqua o la vita frenetica che facciamo tutti i giorni.
Con la meditazione è più facile toccare questa cosa perché basta che facciamo tre respiri e già sentiamo un pochino di pace in più.
Se stiamo in meditazione mezz'ora lo sentiamo ancora di più.
Però è evidente che la meditazione e l'allenamento non può essere il fine.
Il fine è quello di essere continuamente consapevoli e di morare continuamente in questa pace.
Il fine è quello di stare in mezzo al mondo e come dice il Metta Sutta,
Stare nel mondo senza essere condizionati dal mondo.
Che è il momento di raggiungimento della massima felicità,
Della massima serenità del Nibbana.
E questo lo facciamo semplicemente toccando il nostro cuore.
Con la meditazione possiamo sentire la pace e possiamo sentire come il cuore,
Il cuore e la mente siano sereni.
E con un po' di pratica possiamo sentire come siamo sereni anche quando la mente è piena di pensieri e piena di disturbi.
Non sempre le meditazioni sono tranquille,
Ci sono meditazioni con pieni di ricordi,
Pieni di problemi,
Pieni di pensieri che vengono continuamente.
Non è che quella meditazione vale di meno,
Vale esattamente come una meditazione tranquilla.
Quello che vale è riuscire però a stare seduti nel nostro rifugio e osservare anche tutta questa confusione,
Tutti questi pensieri,
Tutti questi problemi,
Osservando che c'è la pace e ci sono pensieri e tutte le altre cose,
Tutti gli altri disturbi.
Ma c'è sempre la pace sotto,
C'è sempre questo strato continuo che ci consente di osservare.
Allora quel segno nell'acqua che è la nostra vita possiamo vederlo come qualcuno che fa il segno nell'acqua e possiamo vederlo osservando quel qualcuno che fa il segno nell'acqua.
E il segno cambierà,
Ma quello che osserva non cambia.
Questo colui che osserva,
Quella che osserva lo possiamo toccare in meditazione e toccare pian piano in ogni momento della nostra vita,
Prendendoci proprio uno spazio specifico,
Mettendocelo come buona intenzione che quando ci sentiamo più disturbati,
Quando ci sentiamo più toccati da qualcosa che ci è stato detto,
Da una situazione che stiamo vivendo,
Di fermarci un momento a fare questi tre respiri e vedere se c'è ancora quel rifugio dove ci possiamo fermare,
Rimanendo stabili un attimo in quel rifugio,
Anche se la situazione è complicata,
In particolare se la situazione è complicata,
Prendere rifugio anche per soli tre respiri,
Ci concentrati a toccare questo stato per cui non c'è segno,
Non c'è bastone,
Non c'è acqua,
E quindi la vita non è più così fugace e la vita non è più apparentemente illusoria,
Ma addirittura possiamo sentire come,
Stando serenamente fermi nel nostro cuore,
Possiamo affrontare qualunque cosa.
Quando osserviamo un mare in tempesta,
Possiamo osservarlo stando direttamente nell'acqua,
Nel mare,
E allora il mare in tempesta ci può fare paura,
Oppure possiamo stare in una casa con una bella vetrata,
Al caldo,
Al sicuro,
E osservare la tempesta da lontano.
E la cosa incredibile è che mentre la tempesta prima ci faceva assolutamente paura,
Assolutamente ci esponeva a tutti i rischi,
Adesso osservandola più da lontano ci sembra addirittura una cosa bella,
Con queste onde molto alte,
Con questo mare che cambia così rapidamente e così pieno di energia.
L'abilità è di riuscire ad osservare il mare in tempesta,
Osservare la nostra vita che spesso assomiglia a un mare in tempesta,
Come se fossimo dietro un vetro al sicuro di una casa,
Anche quando stiamo invece su una barchetta in mezzo al mare,
Completamente in balia delle onde,
Perché comunque se portiamo l'attenzione sul nostro cuore,
Sul nostro centro,
Anche la barchetta,
Anche la vita,
Riesce a darci tranquillità e serenità.
E anche le cose pericolose,
La paura,
Il rischio,
Diventano semplicemente espressioni del mondo,
Espressioni interessanti da osservare.
E anche il nostro corpo che cambia,
Che invecchia,
Che si ammala,
Diventa semplicemente una specie di onda che si muove,
Ma noi possiamo osservare l'onda e possiamo osservare il corpo,
E possiamo sentire che quello che osserva l'onda,
Il corpo,
La pace,
Non è né l'onda né il corpo,
Ma è solo pace.
E con la pratica della meditazione possiamo sempre di più dimorare,
Dimorare in questa pace,
Fino a portarla continuamente con noi.
Questo è l'augurio che faccio a tutti noi e che faccio a tutti gli esseri,
Che questa nostra pratica sia di buon auspicio a noi e che sia di buon auspicio a tutti gli esseri.
E così concludo le mie riflessioni.
Grazie.
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