
Meditazione sulla saggezza e la compassione
Questa “Meditazione sulla saggezza e la compassione” è stata insegnata da Ajahn Amaro, abate del Monastero Theravada della Foresta di Amaravati, in Inghilterra. Ci permette di ascoltare nostro cuore, aprendolo all’empatia – karuna in lingua Pāli, per entrare in contatto con il mondo esteriore e quello interiore, conoscendolo a fondo fino a sviluppare la saggezza. Grazie ad Ajahn Amaro per questa bella meditazione!
Trascritto
Troviamo una posizione comoda con una postura che ci permetta di essere seduti in modo che il corpo si possa riposare senza preoccupazioni senza dover preoccuparci che appendiamo troppo a destra troppo a sinistra proviamo ad allungare pian piano la schiena e anche la testa il collo in modo tale che siano lungo un asse e tutto il peso si scarichi sulla base del cottage se stiamo su una sedia appoggiamo i piedi a terra altrimenti sediamoci sul cuscino sul panchetto come preferiamo sentiamo come allungando la schiena e allungando anche il collo la testa magari facendo dei piccoli movimenti verso l'alto già l'attenzione diventa più diva c'è più energia e permettiamo così al corpo di riposarsi e alla mente di riposarsi sul corpo proviamo a osservare il corpo e a permettere a tutto il corpo a tutte le parti di rilassarsi sentiamo se ci sono blocchi nel collo nelle spalle nello stomaco nella schiena e ispirando ed espirando permettiamoci semplicemente di mollare lasciare andare far riposare portiamo l'attenzione sul respiro sentendo come entra ed esce dal nostro corpo osservando nel punto in cui lo sentiamo di più che siano nei narici nel torace nell'addome al centro della testa nelle mani non importa osserviamo tutto il corpo e sentiamo dove più di tutto avvertiamo il respiro che entra e il respiro che esce e poi seguiamo il respiro senza cambiarlo ispirando ed espirando ispirando ed espirando se la mente si distrae osserviamo dire cosa si è distratta e poi con un piccolo sorriso ritorniamo al respiro riconoscendo che è abitudine della mente distrarsi ed è una buona consapevolezza essersene accorti e poi invece stimoliamo proprio la mente con questa meditazione vogliamo conoscere quello che passa nella mente riconoscere cos'è che entra nel nostro panorama il panorama della mente e quindi osserviamo se ci sono pensieri osserviamo se ci sono storie se non c'è nulla possiamo addirittura chiamarle pensando quello che vorrei è questa cosa quello che mi fa paura che temo è quest'altra cosa quello che voglio è quest'altra cosa ancora osserviamo i pensieri osserviamo come da un pensiero se ne sviluppa un altro e poi un altro ancora permettendoli di andare di lasciarle andare ma osservandoli potremmo pensare che in questo momento questa storia questi pensieri non sono adatti che potevamo aver pensato cose migliori più belle ma non importa osserviamo semplicemente quello che c'è vogliamo sviluppare la qualità dell'accogliere del riconoscere non vogliamo allontanare nulla vogliamo dare a tutti i pensieri a tutte le emozioni uno spazio in cui esprimersi e poi una volta che l'abbiamo osservate ispiriamo ed espiriamo e ritorniamo alla calma del respiro al silenzio del respiro ispirando nel silenzio ispirando nella calma ispirando ed espirando silenzio calma abbiamo cercato questi pensieri di quello che vogliamo di quello che temiamo osserviamoli con il cuore aperto osservando che anche il cuore cambia quando ci sono questi pensieri cambia il battito cambia il ritmo e il cuore che ci dice come rispondiamo alle cose che passano nella mente il cuore cambia quando le cose vanno via nel cuore cambia quando le cose entrano e osservando questi pensieri permettiamo al cuore di aprirsi sempre di più respiro dopo respiro sempre più accogliente sempre più stabile ispirando osserviamo cosa c'è nella mente ispirando il cuore si apre ispirando osserviamo come le cose agiscono sul cuore ispirando il cuore diventa più stabile più sereno senza osservare troppo il contenuto senza badare troppo se questi pensieri ci piacciono o non ci piacciono se sono pensieri amorevoli o di avversione senza osservare troppo se li sentiamo come i nostri pensieri o come pensieri stranieri qualunque cosa siano permettiamoli di essere di riconoscerlo di portare nel cuore se ci distraiamo ritorniamo al respiro facciamo un respiro poi un altro poi un altro ancora e poi torniamo a osservare i pensieri le emozioni le memorie ricordi e qualunque cosa ci sia permettiamoli di stare qui nel cuore un cuore largo capiente che non si fa coinvolgere un cuore stabile che accoglie tutto ma non si perde di dire niente un cuore accogliente come un prato d'estate nel sole caldo luminoso e si entra una persona piacevole una persona spiacevole quel prato non fa nulla che le cuore non fa nulla offre lo spazio alle persone piacevoli alle persone spiacevoli e permette a queste persone di stare un po e poi di allontanarsi il prato e il cuore ha colto tutto ha colto la presenza ha colto l'assenza non serve che questo prato abbia un nome non serve che questo prato pensi di essere essere speciale ma è semplicemente così c'è questo spazio questo calore questa accoglienza osserviamo che pensieri ci sono ora in questo momento sono pensieri spiacevoli osserviamoli semplicemente così lasciando il cuore fermo stabile è un cuore che osserva se ci sono pensieri memorie sensazioni piacevoli lo stesso non ci facciamo trasportare osserviamole facciamole stare nel nostro cuore finché ad un certo punto non svaniranno e con l'aiuto del respiro continuiamo ad osservare osservare quello che c'è accogliendo tutto osservando tutto ispirando ed espirando osservando che il cuore non cambia è diventato stabile i pensieri si presentano stanno e poi vanno via ma il cuore che li contiene non cambia non li segue non si lascia trasportare dalla bellezza o dalla bruttezza possono essere pensieri di nascita di bellezza di gioia e li osserviamo così riconoscendo che c'è nascita bellezza gioia possono esserci pensieri di paura rabbia morte riconosciamo che ci sono non facciamo finta di niente ma le riconosciamo ma anche in questo caso non cambiamo semplicemente osserviamo che ci sono finché ci sono e quando non ci sono più riconosciamo che non ci sono più osserviamo questo fluire questo cambiare ogni respiro diverso dal respiro precedente diverso dal respiro successivo e le sensazioni di pensieri la coscienza cambiano in continuazione ma il cuore il processo di osservare rimane stabile e vediamo che questo filo questo processo che lega tutto non ha bisogno di un nome non ha bisogno di un se possiamo fare questa pratica portiamo alla mente il nostro nome diciamo io sono si rimedo maria anna giacomo quello che sia io sono il nome e poi ascoltiamo gli echi di aver detto io sono questo possiamo portare nel nostro cuore tutte le cose che ci sono attaccate a questo nome la storia il genere maschi femmine quel che sia giovani vecchi studenti disoccupati dirigenti artisti riconoscere che sono solo vibrazioni vibrazioni intorno al nome nulla di più ripetendo ancora io sono questo nome io sono questo nome vedere come il nome il se non è nient'altro che un disegno una strazione e che il cuore il filo va oltre il nome va oltre il se infinitamente largo infinitamente puro ripetiamola ancora io sono questo nome e quello che arriva facciamolo posare nel cuore permettiamo di riposarsi di abbandonare questa armatura permettendo al cuore di riposarsi davvero nell'infinito spazio nell'infinita luce e continuiamo così fino al suono della campana
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