
Rilassamento - Donarsi al mondo
Ciao. In questo episodio, lavoriamo sul donarci al mondo. Sperimenteremo come lasciandoci andare siamo più pronti per donarci al mondo e diventare parte di esso. Rilassamento con musica rilassante. Buon rilassamento!
Trascritto
Prepariamo il nostro corpo,
Lo lasciamo andare,
Lo abbandoniamo a terra,
Come se il nostro tappetino,
Lì dove siamo adagiati,
Non faccia altro che accogliere il nostro corpo.
Il nostro tappetino ci permette di abbandonarci e noi ci lasciamo andare.
Divarichiamo la punta dei piedi all'esterno,
Taloni all'interno,
Le mani sono completamente ruotate verso l'alto,
Portiamo l'attenzione alle scapole che sono ruotate all'esterno,
Questo permette alle nostre mani di ruotare verso l'alto.
La punta dei piedi all'esterno,
Taloni all'interno,
Le braccia sono leggermente divaricate dal corpo,
Così come anche i piedi,
Divaricati uno dall'altro,
Semplicemente scivoliamo dentro noi stessi.
Possiamo osservare come il nostro corpo sia rilassato e lo sentiamo,
Lo percepiamo,
Lo osserviamo da quei punti di appoggio al tappetino,
Troviamo il tallone sinistro,
Il polpaccio,
Il gluteo,
Tutta la gamba sinistra che è appoggiata e che lasciamo andare,
Tallone destro,
Polpaccio destro,
Gluteo destro,
Entrambe le gambe si abbandonano,
Ne percepisco il peso che definisce in maniera uguale e contraria l'accoglienza che il tappetino fa del mio corpo.
Posso decidere,
Posso decidere di trattenere gamba sinistra e quella destra e se lo faccio mantengo le tensioni,
Mantengo tutto quello che non mi serve,
Oppure posso decidere di lasciarle andare e se lo faccio sento,
Percepisco un beneficio,
Un abbandono,
Un assoluto silenzio che mi permette di continuare a osservare vertebra dopo vertebra la colonna che al tappetino si abbandona,
Ritrovo la spalla sinistra quella destra,
Ritrovo il braccio destro,
L'avambraccio,
La mano,
Le dita della mano,
Primo dito,
Secondo,
Terzo,
Quarto,
Quinto dito,
Braccio opposto,
L'avambraccio,
La mano,
Le dita delle mani ed infine la nuca.
Il mio corpo è abbandonato,
Nell'abbandono ho questo senso di accoglienza,
Questa accoglienza che arriva da fuori,
Mi sento al caldo,
Quel caldo di primavera tipico di quelle giornate in cui il primo sole si fa vedere,
Quelle tipiche giornate di primavera in cui arrivando da un inverno lungo il corpo percepisce quel calore che gli permette di lasciarsi andare come quando proprio in quella giornata assolata di primavera eravamo sdraiati su un prato,
Abbandonati su un prato,
Il nostro corpo piano piano si scioglie al tappetino e davanti a noi osserviamo come ci siano,
Ci siano dei passaggi,
Dei momenti,
Delle dimensioni e delle trasformazioni in atto davanti a noi della neve,
Della neve che baciata dal sole di primavera si scioglie,
Diventa acqua,
Ritorna nel cerchio normale della natura,
Si lascia andare,
Diventa acqua e scorre sprofondando verso la terra osserviamo una goccia che da quel pezzo di neve si trasferisce a un filo d'erba,
Filo d'erba che accompagna quella goccia giù verso la terra,
Abbiamo la possibilità di trattenere,
Di mantenere o di aprirci,
Donarci a qualcuno che accoglie e lo facciamo come quella goccia di rogiada che semplicemente si lascia andare verso la terra e sdraiati come siamo immaginiamo di sollevarci,
Di alzarci,
Facciamo qualche passo a piedi nudi su questo prato,
Qualche passo a piedi nudi su questo prato,
Percepiamo il fresco del prato,
Dell'erba umida,
Il calore del sole,
Davanti a noi un albero,
Le foglie nuove sui rami,
Ci avviciniamo e lo abbracciamo,
Abbracciamo l'albero e percepiamo la sensazione dell'approccio,
Doniamo il nostro corpo all'approccio,
Facciamo spazio per percepire le sensazioni di quello che ci dona l'approccio,
Osserviamo il nostro corpo,
Sentiamo respiro,
Profumi,
Gli odori,
I rumori e poi piano piano ritorniamo e ci risdraiamo e anche noi,
Anche noi ritroviamo il nostro corpo,
Ritroviamo le mani e i piedi,
Ritroviamo il nostro corpo e gli permettiamo di fare qualche movimento,
Prima lento,
Poi sempre più presente,
Diamo la possibilità di muoversi,
Di muoverci e senza fretta quando ce la sentiamo,
Ruotiamo su un fianco e ci portiamo seduti a gambe incrociate.
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