
Ansia: lo spazio intermedio per gestirla
Vediamo insieme come possiamo imparare a gestire l’ansia in quello spazio intermedio tra attivazione del sintomo e senso. Sono Matteo Mannucci: Dottore in Discipline Psicosociali, Dottore in Informatica Umanistica, Conoscitore in psicosomatica, Poeta, Studioso di filosofia e psicologia del profondo
Trascritto
Ciao,
Sono Matteo e come te sono sul sentiero,
Così come gli alpinisti lasciano un segno a chi arriva prima o dopo,
Ti lascio queste riflessioni emerse durante una lezione sull'ansia che ho avuto occasione di tenere presso un i3 a Livorno.
In questa seconda parte vediamo insieme come possiamo imparare a gestire l'ansia.
In quello spazio intermedio tra attivazione del sintomo e senso,
Per dirlo con Jung nel 1916,
Scriveva la vita psichica è un sistema pluralistico e dinamico,
Un'autoregolazione che si basa sull'equilibrio tra tutte le funzioni e sulla presenza di un confine tra la coscienza e l'inconscio che consente la necessaria distinzione.
Tuttavia una linea di demarcazione troppo netta potrebbe essere tale da provocare un eccesso di distanza,
Da rendere impraticabile o inefficace la funzione trascendente.
Vediamo adesso come possiamo diminuire la distanza tra coscienza e inconscio e pensare la possibilità di trascendere l'ansia.
La grecità è un qualcosa che noi oggi come occidentali dovremo recuperare perché nella cultura greca,
Dalla cultura greca noi nasciamo e purtroppo abbiamo abbandonato completamente le nostre origini.
La cultura greca è una cultura del limite,
È una cultura della natura,
È una cultura della ciclicità,
È una cultura delle stagioni,
Non è una cultura come può essere poi da lì nasce il cristianesimo.
Il cristianesimo invece è una traiettoria,
Quello che oggi è presente deve essere migliorato per un futuro e il passato è sempre da cancellare perché è qualcosa di primitivo.
La grecità invece aveva un discorso di ciclicità e da lì la nostra mitologia,
La mitologia anche quella di scoprirla e sentirla come ci abita in noi.
Il nostro mito personale,
Il mito dell'eroe,
Il mito della conquista di sé,
Il mito della conquista di sé ma anche la conquista che oggi mi chiama quello,
Oggi mi chiama quell'altro,
Riesco dieci minuti a dire no,
Prendo dello spazio per me,
Quello divento eroe,
È come se fosse un Ulisse,
Torno a casa mia,
Una casa interiore.
Per tornare al discorso di Epimiteo e Prometeo,
Erano questi due fratelli titani,
Titani sono prima degli dèi e Epimiteo aveva distribuito a tutti le creature delle qualità,
Ai volatili,
Alla vegetazione,
A qualsiasi creatura vivente aveva dato delle qualità per esistere.
Epimiteo però,
Più lento,
Epimiteo lo dice la parola stessa,
Rispetto al fratello Prometeo,
Prometeo è qualcosa che va in avanti,
Qualcosa che va incontro a,
E allora Prometeo cosa fece,
Chiese al fratello ma tu all'uomo ci hai pensato,
Gli hai dato qualcosa all'essere umano e Epimiteo gli disse no,
Io all'essere umano me lo sono dimenticato,
Non gli ho dato nessuna qualità,
Allora Prometeo cosa fece,
Andò sull'Olimpo in una situazione di banchetto tra gli dèi,
Rubò il fuoco a Zeus e lo dette all'essere umano,
Questo fatto del fuoco rubato e donato all'essere umano è quel momento in cui per molti filosofi,
Tra cui Gallimberti,
Si scatena l'era della tecnica,
Per cui da lì si forgiano i metalli,
Si cuoce il cibo e si entra in una dimensione prometeica,
Progettuale che ha innestato poi quei meccanismi per cui l'essere umano ancora una parte di sé di Epimiteo,
L'essere umano non è così calcolatore,
Non è così avanti,
Non riesce a intuire tutto,
A essere un programma,
A funzionare come un programma,
È ancora lento per tanti aspetti perché è ancora umano,
Invece lo vogliamo essere macchina per questa corsa al futuro,
Ad un futuro che però non si può toccare,
Non si può pensare,
Poi il covid ci ha insegnato che nonostante tutto siamo in un ecosistema,
Siamo tutti interconnessi esattamente come sono interconnessi i neuroni che si trovano dentro di noi,
Perché siamo esattamente speculari come esseri,
Come creature,
A tante creature,
Non dobbiamo pensarci tanto diversi dalla natura che continuamente invece manipoliamo,
Infatti lo stesso Galimberti appunto dice che l'agricità ci aveva insegnato a pensare la natura come ambiente,
Noi l'abbiamo trasformata in un bancomat,
In un qualcosa di eternamente da sfruttare e poi siamo andati appunto incontro a questo eccesso di benessere,
Di piacere,
A questo eccesso di dopamina e poi la struttura collassa alla fine,
Ma perché collassa?
Perché esattamente come quando noi stessi su di giri euforici per una determinata situazione abbiamo bisogno di riposarci e così l'ambiente,
La terra stessa,
In una situazione di continuo esubero tende a quella che si chiama in psicologia omeostasi,
Cioè un ribilanciamento della situazione perché appunto si torna a dire all'agricità,
Alla circolarità e poi noi abbiamo il confine importante dell'agricità ma se noi andiamo a toccare i greci piano piano possiamo arrivare fino all'oriente a quei livelli di pensiero eccellente che poi ci hanno portato a noi la mindfulness e la meditazione che noi dovremmo fare tesoro,
Il problema anche qui che non dobbiamo stare molto attenti perché in una cultura assolutamente capitalistica la mindfulness è diventata,
Si chiama proprio il mcdonald della meditazione per cui ci sono corsi palestre e anche lì fai quello fai quell'altro oggi cosa si fa?
Mentre la mindfulness dovrebbe essere un qualcosa di tutti i giorni in modo ripetuto e ripetitivo perché ogni forma di lavoro è ripetitiva concedersi dieci minuti al giorno per ascoltare con tutto il corpo il proprio respiro senza pensare ad altro ma per stabilizzare la mente,
Il problema è che noi come canali della televisione dopo un po' che abbiamo visto quel canale dobbiamo cambiare e allora lì andiamo a cercare i centomila corsi invece quello che ci insegnano appunto le culture orientali che prima dell'occidentale,
L'occidentale è stroflesso ha cercato tutto nella tecnica l'orientale è più introverso,
Noi dovremmo mettere insieme questi due aspetti farli esistere in noi perché questi aspetti sono importanti sono interessanti ma bisogna andare avanti portandoci dietro il limite,
Il limite di essere umani e di pensarci all'interno di un corpo perché io sono limitato perché finisco qua non è che posso andare oltre invece purtroppo ci pensiamo illimitati a partire da quanto noi godiamo dei piaceri e di noi stessi e allora all'interno di questo limite dove accolgo anche la mia ansia perché rimango appunto non la mando via con farmaci e cose ma rimango qui sicuramente se resto qualcosa o dell'ansia o di qualcos'altro che io non riesco a decifrare magari posso quando sono preso da qualcosa posso metterlo su un disegno chi se ne frega cosa ne viene fuori viene fuori uno scarabocchio non importa poi piano piano quello scarabocchio si trasformerà in una parola riflettere su se stessi abbiamo degli esempi eccellenti dante la divina commedia è un grandissimo percorso di autoanalisi ovviamente c'è stato dante ma anche la mitologia ulisse lo stesso anche lì si parla proprio di un conosci te stesso conosci te stesso è questa bella frase che 2.
500 anni fa nel tempio di apollo era scritto conosci te stesso e però anche c'era scritto resta nel limite non andare oltre perché allora si arriva un po a toccare il concetto della perché devo conoscere me stesso perché quando ho conosciuto me stesso quando ognuno si capisce anche un po meglio di noi stessi anche cosa ci fa star bene magari quello non mi piace più non mi interessa più o sai mi piace scrivere mi sono inventato una storia la porta avanti solo per me solo perché ho piacere di e allora si va a toccare quella che per i greci era la vera felicità la felicità che chiamavano i greci era la felicità euda monica euda monia è coltivare il demone inteso come angelo che ti abita e non una felicità edonica che era la felicità dei sensi quella che la società oggi ci propina perché chiaramente spendi perché chiaramente muovi un'economia ma è logico che l'economia quando hai comprato una penna e un foglio non la muovi più quando inizi a scrivere storie che però ti fanno stare bene o fare dei dipinti o fare dei disegni cosa succede che lì c'è un gesto corporeo che si trasmette senza il pensiero e si dà sul supporto su una tela sul foglio e poi grazie alla nostra tranquillità interiore noi possiamo concederci questo spazio e poi dopo possiamo riflettere possiamo pensarci o perché è venuto fuori questa forma piuttosto che un'altra e di lì procedere è uno spazio importante tra il tempo del sogno e il tempo che ora noi stiamo vivendo c'è uno spazio di percezione anche uno spazio di percezione tra il dolore per tornare al dolore alla pancia e poi al pensiero c'è una comunicazione anche c'è uno spazio e Jung lo chiamava il mondo intermedio tra il gesto su un supporto fatto spontaneamente e il tempo in cui lo rifletto perché se io penso a cosa devo fare a cosa è giusto fare a cosa starebbe bene fare non faccio niente ma invece c'era un pittore Emilio Vedova ad esempio mi è venuto in mente questo esempio che di fronte alla tela bianca una tela bianca in cui l'artista doveva comporre qualcosa in quello spazio intermedio lì tra io che ho fatto il dipinto e io che non ho fatto niente Emilio Vedova in quanto appunto maestro prendeva un secchio con il proprio pennello e dava una pennellata sulla tela la imbrattava come per dire ci sono passati prima di te c'è già stato qualcuno prima di te non ti preoccupare di questa è la traccia per andare avanti questo è un bellissimo esempio per capire che c'è uno spazio intermedio che noi dobbiamo imparare a accogliere in noi perché più cogliamo questo spazio più cerchiamo entriamo in contatto con noi stessi ecco giusto alcuni piccoli spunti che sono molto poetici però se si possono cogliere davvero sono importanti come ad esempio questo in un incontro di filosofi sul concetto di libertà ecco per tornare all'ansia l'ansia potrebbe sembrare la catena qualcosa mi incatena a me me ne voglio liberare prendo il farmaco invece sotto un'altra prospettiva possiamo vedere le catene come strumento della liberazione perché senza catene nessuna libertà cioè senza il fatto delle catene la libertà non esisterebbe perché non esisterebbe di fatto invece le catene quindi l'attivazione fisiologica l'ansia qualcosa che non mi piace di me che io sento come catena è lì che mi si apre la possibilità davvero della libertà come possibilità e quindi lo smarimento di Dante nella selva Dante si trova perfettamente incatenato cerca di procedere ma le belve lo frenano le belve il cervello rettiliana questa attivazione del sistema limbico che buca come se fosse una belva che mi tocca ma non so cos'è non ne ho idea e allora cosa succede che Dante incontra Virgilio Virgilio è un osservatore accompagna Dante nella mindfulness si diventa osservatori di noi stessi è come se un Virgilio ci accompagnasse e ci dicesse che di qua non si può andare ma possiamo arrivare da un'altra parte e comincia appunto il viaggio il viaggio dantesco che poi da l'inferno dopo aver conosciuto gli stati più inferi di noi e quindi è un'evoluzione un trascendere ma perché alla base di tutto appunto c'è un'anima una psiche che ha preso un corpo e che chiede di realizzarsi e quei sogni che magari arrivano sono sogni di una psiche la psiche fuori dal tempo per cui è fuori dal tempo è anche la plasticità neuronale cioè il fatto di modificare le nostre sinapsi non hanno tempo tutto si può modificare esattamente come la psiche è un concetto assolutamente fuori dal tempo quindi il tempo dovrebbe diventare una dimensione relativa e non assoluta perché esiste un tempo come dicevo prima che è un tempo intermedio un tempo della possibilità e la possibilità è sempre concessa e tutto può essere modificato e ce lo dicono anche le neuroscienze di cui si parlava prima se cambi abitudini se anziché fa girare tutti i canali del televisore lasci da perdere il televisore e inizi a leggere un libro il libro è un grandissimo maestro fateci caso a volte il libro che si sceglie qualcosa da raccontarci mi è capitato tante volte e recalcati ha scritto proprio un libro sul libro e su come l'incontro del libro possa essere l'incontro tra un Dante e un Virgilio perché nella scelta qualcosa altro si muove perché l'io non lo sa che libro prenderà ho visto mi ha ispirato la copertina ma poi questo è quello che mi racconto nella storia che io andrò a leggere e a vivere c'è qualcos'altro che in qualche modo una parte della psiche aveva intuito prima che io aprissi quel libro e leggessi di quella storia per cui è quello spazio intermedio di cui vi parlavo prima cercare di abbandonare ogni tanto se possibile la società e ritagliarsi degli spazi per un dialogo analogico analogico vuol dire proprio della similarità con se stessi e non del digitale del macchinico ma l'analogia è una metafora è la stessa analogia per cui ho un pensiero lo metto su carta senza concettualizzare senza giudicare e ci sarà un'analogia tra quel pensiero messo su carta una poesia uno scalabocchio un dipinto un romanzo e quella cosa che mi sia attivata tutti i romanzi sono tutte le storie sono assolutamente autobiografiche come lo sono i sogni cercare di ritagliarsi degli spazi interni nella nella alla società perché ovviamente è logico che dobbiamo stare nel mondo però dobbiamo anche regolare il nostro darci costantemente agli altri e al mondo l'altro può essere anche il figlio la figlia la compagna compagno marito eccetera bisogna anche sapere che c'è una parte di noi che chiede di noi e che è nella nostra psiche che dobbiamo imparare a conoscere la beatrice la beatrice per dante ma beatrice in quanto anima e l'anima non ha sesso cioè la beatrice è il femminile per eccellenza che sia uomo che donna dovrebbe riscoprire in una società assolutamente maschile assolutamente dell'io riconquistare una dimensione di accoglienza fa sì che anche il maschile che è in una società occidentale come la nostra è estremamente sviluppato possa prendere sotto braccio il femminile e dire al femminile prenditi un po di spazio e farlo oggi e farlo anche domani questo è un buon dialogo tra opposti infatti jung scrive per chiudere il discorso sull'angoscia l'angol l'ansia si trasforma in angoscia quando nella persona il maschile e il femminile non sono a giusta tensione grazie per aver ascoltato questo contributo che aveva come obiettivo la modalità per la gestione dell'ansia a presto e buona meditazione buona riflessione buona vita
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