53:29
53:29

Essere Genitori Imperfetti

by Ian Ritter

rating.1a6a70b7
Valutazione
4.9
Group
Attività
Meditazione
Adatta per
Tutti
Riproduzioni
101

Essere genitori è complicato e spesso ci riempie di ansie su ciò che potremmo sbagliare. In questo episodio ti racconto delle situazioni più frequenti che riguardano l’essere genitore, le difficoltà che si incontrano ed i patemi che fanno nascere in noi. Tutto questo per darti delle indicazioni utili affinché tu possa affrontare questo difficile, ma bellissimo ruolo con più serenità e strumenti a tua disposizione.

Trascritto

In questo episodio ti parlo di genitorialità.

Negli anni ho lavorato con centinaia di persone,

Molte delle quali genitori,

E alcune tematiche si sono rivelate ricorrenti.

Un paio di queste sono la convinzione che per crescere dei figli sani e sereni si debba essere infallibili,

E che se i nostri figli manifestano dei comportamenti anomali rispetto a ciò che è considerato normale,

Questo significa implicitamente che abbiamo sbagliato qualcosa e che dunque non siamo dei buoni genitori.

Con questo episodio mi auguro di riuscire a rassicurare tutti coloro che mettono in dubbio le proprie capacità di genitori e al contempo dare qualche indicazione che possa aiutare a trovare una propria direzione per poter accompagnare efficacemente i nostri figli con amore.

Ti parlerò di cosa bisogna un bimbo,

Non perché io sia un esperto di bambini,

Bensì basandomi sugli adulti con cui ho lavorato in questi ultimi vent'anni,

E di ciò che mi hanno raccontato della loro infanzia e di come ancora oggi pesa su di loro.

Ti parlerò anche dei bisogni dei genitori,

Basandomi su ciò che mi hanno raccontato tante persone,

Soprattutto mamme.

Sono Ian Ritter,

Sono un counselor Brennan e ti do il benvenuto.

Questo è il mio podcast,

Dove offro spunti di riflessione per chiunque voglia portare maggiore consapevolezza e autenticità nella propria vita.

Se vuoi ascoltare altre mie condivisioni ed introspezioni durante la settimana,

Puoi unirti al mio canale Telegram,

Ian Ritter Evolution,

Dove potrai anche pormi le tue domande se vorrai.

Buon ascolto.

Comincio con una premessa.

Non sono genitore e non sono pedagogo.

Dunque perché mi è venuto in mente di fare un episodio sulla genitorialità?

Beh,

Perché in questi anni ho lavorato e parlato con centinaia di persone che erano genitori o che genitori volevano diventare,

E ho potuto vedere quanto e in quali modi questo rimandasse in crisi.

Non solo.

Al di là dell'essere genitori o meno,

Con quasi tutte le persone con le quali ho lavorato,

Ho affrontato tematiche che in qualche modo sono state a loro volta innescate dal rapporto coi propri genitori.

Chi conosce il mio lavoro e i miei workshop sa che lavoro molto con la parte di bambino interiore che tutti possediamo.

Dunque quotidianamente e in seduta lavoro con adulti e con quelle parti bambine di loro che hanno bisogno di un'altra parte interiore.

Dunque nel momento in cui ci rendiamo conto che buona parte delle nostre difficoltà personali nasce nella nostra infanzia e in qualche modo deriva dal rapporto con i nostri genitori,

Quando a nostra volta diventiamo padri o madri,

Ma soprattutto madri,

Siamo assaliti dall'angoscia di sbagliare qualcosa e condannarli a decenni di terapia.

Perché dico soprattutto madri?

Perché non è solo il fatto che abbiamo avuto un'angoscia di sbagliare qualcosa,

Ma soprattutto madri.

Perché nella nostra società e cultura,

Sebbene le cose siano cambiate negli anni,

Nelle nostre teste la donna è ancora la principale responsabile di casa e figli.

Non solo.

Per forza di cose il periodo di gestazione,

L'allattamento e la simbiosi nei primi mesi di vita rendono il rapporto tra il bambino e la madre unico ed inevitabilmente più stretto che non con il padre,

Con il quale il rapporto si sviluppa più in là negli anni.

Pertanto,

Volenti o nolenti,

Il senso del dovere,

E di conseguenza il senso di colpa in merito ai figli,

È particolarmente marcato nelle donne.

Pertanto in questo episodio parlerò comunque di tutti i genitori,

Anche se mi rivolgerò soprattutto alle mamme.

Una delle tematiche ricorrenti è il fatto che spesso i genitori si sentono responsabili al 100% di ciò che i propri figli sentono ed esprimono,

Un po' come se essi fossero una loro copia fedele.

Questo si manifesta con due principali paure.

Una è quella di aver sbagliato qualcosa nella propria educazione nel momento in cui i figli manifestano disagio o comportamenti disfunzionali di qualsiasi tipo.

L'altra è la paura del giudizio degli altri,

Che osservando i nostri figli potrebbero trarre delle conclusioni sulle nostre capacità genitoriali o comunque su di noi come persone.

Le aspettative e le pressioni che i genitori ripongono su se stessi ed i conseguenti livelli di stress a cui si sottopongono sono enormi,

Al punto che non è raro sentire frasi come «mannaggia a me e quando ho fatto figli» o più diplomaticamente «tornando indietro,

Non so se lo rifarei».

Ma non perché non vogliano bene ai loro figli,

Quanto per il fatto che questi livelli di stress protratti nel tempo portano all'esaurimento psicofisico.

E questo accade indistintamente per chi ai figli li sta crescendo,

Per chi li ha già visti uscire di casa,

Ma anche per chi li deve ancora avere,

Poiché ho lavorato e lavoro periodicamente con persone che stanno pensando di avere figli ma che sono già talmente piene di ansia per il fatto che non sono certe che riusciranno a fare un lavoro adeguato,

Che spesso continuano a rimandare.

È ricorrente il fatto che come genitori si pensi di dover avere le competenze di professionisti,

C'è l'aspettativa verso se stessi che per essere buoni genitori si debba essere una combinazione di educatori,

Logopedisti,

Nutrizionisti,

Psicologi infantili,

Psicomotricisti,

Pediatri,

Medici d'urgenza,

Neuropsichiatri infantili,

Chiaroveggenti e santi,

Perché sennò quando perdiamo la pazienza poi ci sentiamo in colpa.

Naturalmente dobbiamo anche essere infallibilmente presenti e contemporaneamente avere tempo anche per casa e marito.

E il bello è che negli anni molti dei miei clienti sono stati proprio medici,

Psicologi,

Neuropsichiatri e professionisti della salute di vario tipo,

Anch'essi spesso genitori,

E anch'essi immancabilmente con gli stessi patemi nei confronti della crescita dei propri figli.

È un po' come se ci fosse l'assurda aspettativa che i bambini debbano stare sempre bene a livello fisico,

Emozionale e psicologico.

Altrimenti vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa.

C'è questa diffusa convinzione che i nostri figli siano il diretto risultato del nostro operato,

Che dobbiamo pertanto crescere creature perfette e che se ciò non accade siamo a nostra volta imperfetti e dunque abbiamo fallito.

Un cocktail esplosivo di delirio di onnipotenza,

Perfezionismo e ansia da prestazione.

E poi ci stupiamo che siamo completamente esauriti.

È ovvio che un po' di preoccupazione ci possa essere nel momento in cui i bimbi non stanno bene,

Su qualsiasi livello.

Ma troppo spesso questa apprensione è caricata dall'angoscia di essere noi le cause del loro malessere,

Perché siamo stati incompetenti o distratti.

E sento che è il momento di fare un piccolo inciso,

Perché probabilmente alcune di voi staranno pensando,

E allora cosa faccio?

Me ne frego del benessere dei miei figli e faccio finta di niente?

È frequente avere la convinzione che se non siamo costantemente preoccupati per la crescita dei nostri figli,

Allora vuol dire che ce ne stiamo fregando.

Ed è vero,

Ci sono genitori che veramente se ne fregano e trascurano i propri figli su tutti i livelli.

T'ho però per scontato che questo tipo di genitore non si fa troppe domande sull'impatto che il proprio comportamento può avere sul benessere dei propri figli e manco si sogna di ascoltare i podcast di Ian Ritter.

Se mi stai ascoltando in questo momento,

Dunque,

È più probabile che tu non sia il tipo di genitore che se ne frega,

Ma piuttosto quel tipo di genitore che se ne fa troppe di domande e che troppo spesso si mette in discussione.

A questo punto tu giustamente mi dirai,

È tutto molto bello,

Ma se io mi guardo dentro e mi guardo attorno,

È pieno di gente bella problematica.

Io vorrei evitare tutto questo ai miei figli,

Per questo non mi devo distrarre un attimo e rimanere sul pezzo.

Come se non bastasse,

Mi hai anche sentito dire più volte che i bambini imparano per imitazione,

Non per educazione.

Dunque si aggiunge il peso e la responsabilità del fatto che noi stessi possiamo essere per loro dei cattivi esempi che,

Imitandoci,

Potrebbero portarli a diventare adulti disagiati.

Quindi,

O perché sbagliamo nel crescerli o perché siamo sbagliati noi,

L'angoscia della possibilità di rovinare i nostri figli è sempre presente.

Per questo mi piacerebbe offrirti due prospettive,

Una scientifica e una spirituale.

Russell Barkley è neuropsicologo clinico e professore di psichiatria negli Stati Uniti.

Queste le sue parole durante una conferenza nella quale si rivolgeva ai genitori nel pubblico.

Ciò che abbiamo imparato negli ultimi vent'anni di ricerca nel campo delle neuroimmagini,

Della genetica del comportamento,

Della psicologia dello sviluppo e della neuropsicologia,

Si può ridurre a questa frase.

Il vostro bambino nasce con più di 400 tratti psicologici che emergeranno man mano che maturano e non hanno nulla a che vedere con voi.

Quindi l'idea che possiate progettare la personalità,

Il quoziente intellettivo,

I stati accademici e tutte queste cose,

Semplicemente non è vera.

Il vostro bambino non è una tabula rasa su cui potete scrivere.

Una prospettiva migliore è che il vostro bambino è un mosaico genetico della vostra famiglia estesa,

Il che significa che si tratta di una combinazione unica di quei tratti che caratterizzano la vostra famiglia.

Mi piace l'immagine del pastore.

Voi siete dei pastori,

Non progettate le pecore.

La visione ingegneristica vi rende responsabili di tutto,

Tutto ciò che va bene e tutto ciò che va male.

Questo è il motivo per cui i genitori vengono da noi con un enorme senso di colpa,

Più di quanto abbiamo mai visto nelle generazioni precedenti.

Perché i genitori di oggi credono che tutto dipenda da loro e da quello che fanno e che se non lo fanno bene o se il loro bambino ha una disabilità,

Allora hanno fatto qualcosa di sbagliato.

Mentre in realtà è vero il contrario.

Questo non ha nulla a che fare con il vostro particolare modo di essere genitori,

Quindi preferirei che smetteste di pensare a voi stessi come un ingegnere e faceste un passo indietro e vi vedeste come il pastore di un individuo unico.

I pastori sono persone potenti,

Scelgono i pascoli in cui le pecore pascoleranno,

Si svilupperanno e cresceranno.

Determinano se sono nutrite in modo appropriato,

Si assicurano che siano protette dai pericoli.

Il contesto familiare è importante,

Ma non progetta le pecore.

Nessun pastore trasformerà mai una pecora in un cane.

Non succederà mai.

Beh,

Niente male,

Vero?

Rispetto alla visione per la quale noi siamo responsabili al 100% di tutto ciò che nostro figlio sperimenta nel bene e nel male,

È una prospettiva decisamente più tranquillizzante.

Il carico di responsabilità è significativamente minore.

Ovviamente,

Se posso esprimere un parere personale,

Ritengo che Russell Barclay abbia voluto essere così assoluto nella sua affermazione per compensare a questo dilagante senso di colpa e senso del dovere che il genitore moderno tende a mettere su di sé.

Probabilmente c'è una compartecipazione sia dei tratti genetici pregressi che dell'ambiente familiare nel quale crescono,

Ma sicuramente non è tutto al 100% nelle mani di un genitore.

Un'altra prospettiva che vorrei offrirti è più di natura spirituale,

Ma arriva comunque da un approccio più scientifico.

Ciascuno di noi è naturalmente libero di credere in ciò che vuole,

E di fatto,

A livello religioso e spirituale,

Ognuno ha i propri sistemi di credenze nei quali si sente a proprio agio.

E anche se non ti interessa la spiritualità,

Ti invito comunque ad ascoltare perché comprenderai tra poco perché te ne parlo in questo episodio.

Vorrei parlarti del dottor Michael Newton.

Il dottor Newton era uno psicologo e ipnoterapeuta che si definiva uno scettico per natura,

E lontano da tutto ciò che riguardava gli aspetti metafisici.

Verso la fine degli anni Sessanta ha ricevuto in studio un uomo che soffriva di un male alla spalla ritenuto psicosomatico perché nessun altro approccio medico aveva trovato la causa del suo dolore.

Egli aveva dunque deciso di rivolgersi al dottor Newton per provare con l'ipnoterapia.

Durante una delle loro sessioni,

Mentre l'uomo era in uno stato di profonda trance,

Newton lo invitò ad andare alla fonte del suo dolore,

Supponendo che ci fosse qualche forma di trauma inconscio alla base di questa condizione fisica.

L'uomo si ritrovò in una scena della Prima Guerra Mondiale,

Nella quale veniva trafitto alla spalla da una baionetta in trincea durante la battaglia della Somme,

Durante l'estate del 1916 nella Francia settentrionale.

Newton fece all'uomo ogni genere di domanda sulla sua unità militare,

Sull'ufficiale comandante e persino sui distintivi della sua uniforme,

Prima di desensibilizzare il dolore e risolvere il problema alla spalla.

L'uomo se ne andò sconcertato,

Sia per i ricordi emersi che per il dolore alla spalla che era sparito.

Nei giorni successivi,

Newton,

Scettico ma incuriosito,

Decise di scrivere ai custodi dei registri di guerra a Londra e ricevette qualche settimana dopo,

Con ferma,

Dei dettagli forniti e dunque della storia raccontata dall'uomo.

Questo fu per lui un momento estremamente significativo,

Che segnò l'inizio di un nuovo approccio terapeutico.

Da quel momento,

Decise di provare a vedere se anche altre persone,

Nel momento in cui gli veniva richiesto di farlo,

Fossero in grado di accedere a questo tipo di memoria.

Sistematicamente,

Questa cosa avveniva.

Ma ciò che ha reso il lavoro del dottor Newton così importante,

A mio avviso,

È iniziato nel 1968,

Quando si è rivolta a lui una donna che soffriva di depressione.

Durante la regressione,

Dopo averla invitata ad andare alla fonte del suo dolore,

Anziché andare nella sua vita precedente,

La donna andò nel periodo prima di nascere in questa vita,

Nel quale faceva parte di uno stretto gruppo di anime dalle quali si è separata la nascita.

La sua profonda esperienza di solitudine generata da questo distacco e che aveva generato la depressione,

Venne risolta dopo aver ristabilito il contatto con questo gruppo di anime.

La donna si rese conto che aveva scelto di separarsene per imparare l'indipendenza.

Quest'evento segnò l'inizio della seconda importante svolta professionale del dottor Newton.

Laddove ci sono diversi terapeuti e autori che hanno scritto numerosi libri sul tema delle vite precedenti,

Quello che ritengo rendere il lavoro di Michael Newton così importante è il fatto che ciò su cui si è specializzato non è tanto la stessa cosa che ha fatto.

Il fatto che ci sia specializzato non è tanto l'aspetto della vita precedente quanto quel periodo che intercorre tra la fine di una vita e l'inizio di un'altra.

Nell'arco di 35 anni e oltre 7000 pazienti,

Newton ha esplorato quel periodo che lui ha definito Life Between Lives,

Vita tra vite,

Raccogliendo migliaia di testimonianze da persone che non si conoscevano tra loro e che appartenevano a religioni,

Filosofie e religioni diverse tra loro.

Dunque,

Ogni volta che ha una determinata domanda su ciò che accadesse nelle varie fasi dopo la morte e prima della vita,

Nel momento in cui centinaia di persone di credo,

Culture e religioni differenti gli davano la stessa risposta,

Questo gli dava la conferma che ciò che affermavano non poteva che essere vero.

E ha raccolto queste testimonianze in due libri che anni fa,

Quando li ho letti per la prima volta,

Mi hanno profondamente toccato.

Journey of Souls e Destiny of Souls,

Oppure i titoli italiani sono Il Viaggio delle Anime e Il Destino delle Anime.

Ma perché ti parlo di questi libri in un episodio dedicato alla genitorialità?

Beh,

Perché voglio invitarti a considerare una serie di possibilità.

E se ognuno di noi si scegliesse la prima parte della nostra vita,

Bella o brutta che sia,

E se i tuoi figli ti avessero scelta,

Se avessero deciso che tu eri la persona giusta per loro per sperimentare esattamente ciò che volevano sperimentare nella prima parte di questa vita,

Può essere che tu fossi perfetta esattamente come eri quando loro erano piccoli per poter vivere quelle esperienze che gli servivano per le lezioni che si erano scelti per questa vita?

Se dunque qualsiasi trauma o mancanza abbiano subito fosse esattamente ciò che volevano?

E se dunque il tuo ruolo non fosse quello di impedire a tutti i costi che loro vivano qualsiasi forma di trauma o di disagio?

Quando anni fa stavo facendo la mia formazione,

Ricordo che a lezione hanno riportato il caso di una persona la cui ferita d'abbandono era avvenuta quando era nella culla e la loro mamma gli stava facendo le coccole e ad un tratto è squillato il telefono nell'altra stanza e lei si è allontanata per rispondere.

In un momento di tale intimità e connessione con la mamma,

Quel distacco è stato sufficiente a generare una profonda ferita d'abbandono.

A quanto pare,

Un trauma può avvenire semplicemente così,

In un attimo.

Come possiamo aspettarci dunque di salvaguardare i nostri figli da qualsiasi trauma?

Rischiamo di diventare maniaci del controllo,

Monitorando qualsiasi attività,

Persona con cui entrano in contatto,

Comportamenti,

Parole,

Toni,

Umori,

Ma a quel punto la nostra spontaneità,

La nostra morbidezza e il nostro cuore,

Che spazio hanno nel nostro rapporto con i nostri figli?

E se il desiderio di questi bambini,

Incarnandosi sulla Terra,

Fosse proprio quello di avere un'esperienza di imperfezione?

E se tutti noi avessimo voluto genitori imperfetti?

E se dunque anche i nostri figli volessero proprio quello?

E se l'esperienza terrena avesse come sua parte intrinseca una qualche misura di trauma e di ferita che andiamo ad elaborare via via nel corso della nostra vita?

E se il nostro compito come genitori non fosse quello di essere perfetti e di insegnare la perfezione ai nostri figli,

Quanto quello di imparare ad essere serenamente ed amorevolmente imperfetti?

E se il nostro compito fosse quello di insegnare ai nostri figli ad essere a loro volta genitori inevitabilmente inadeguati,

Ma che stanno semplicemente facendo del loro meglio?

E se i nostri figli ci avessero scelti non perché eravamo perfetti,

Ma perché eravamo perfetti per loro?

Poiché anche i genitori sono esseri umani,

Anche essi hanno le proprie tematiche irrisolte.

Avere figli spesso amplifica queste dinamiche perché sentiamo di avere delle grosse responsabilità nei loro confronti.

Non sempre però questi malesseri siamo consapevoli di averli,

Oppur sapendolo non ce ne prendiamo cura adeguatamente.

Questo può ricadere sui nostri figli e sul loro processo di crescita,

Perché ci concentriamo su di loro e ci dimentichiamo di occuparci di noi stessi,

Trascurando degli elementi importanti per noi e per loro.

Thich Nhat Hanh ha detto,

«L'eredità più preziosa che un genitore può lasciare ad un figlio è la propria felicità».

Dunque,

Trovare il modo di star bene con noi stessi è il regalo più grande che possiamo fare ai nostri figli.

Con questo naturalmente non intendo dire che se hai dei malesseri e hai delle tematiche irrisolte,

Allora stai rovinando la vita ai tuoi figli.

Quello che questa frase significa è che forse è quasi più importante che,

Anziché essere al 100% focalizzata sui tuoi figli,

Tu sposti questo focus su di te e sulle tue tematiche irrisolte,

E dare il giusto equilibrio di spazio e presenza di qualità ai tuoi figli quando te la chiedono.

Quello che spesso accade,

Invece,

È che siamo governati dallo stress e cerchiamo di salvaguardare i nostri figli da qualsiasi pericolo,

Reale o immaginario.

Questo fa sì che cerchiamo di essere onnipresenti,

Ma con una scarsa qualità di presenza,

Poiché siamo carichi di ansia.

Dunque le nostre interazioni saranno frequenti,

Ma di natura ansiosa,

E di conseguenza genereranno ansia anche in loro.

Se a questo abbiniamo anche la nostra latente paura di sbagliare,

E dunque di rovinarli,

Allora ci rendiamo conto che un reale contatto a cuore aperto non può avvenire,

Poiché la paura inevitabilmente lo chiude il cuore.

Nel momento in cui come genitori abbiamo delle tematiche irrisolte che ci portano ad avere forti ansie e paure,

Allora queste vanno immancabilmente a ricadere sui nostri figli.

Questo non lo dico per spaventare o far sentire in colpa nessuno,

Naturalmente,

Ma perché ho lavorato con fin troppe persone che ancora oggi stanno smaltendo i postumi di genitori che chiamavano amore la loro ansia e apprensione,

E nel nome di questo amore gliene hanno fatto subire le conseguenze,

Usando il pretesto dell'ordine,

Dei compiti,

Del comportamento in pubblico,

Della sicurezza o di qualsiasi altro contesto nel quale incanaliamo il nostro stress interiore.

Se dunque ci rendiamo conto che come genitori stiamo avendo questo genere di difficoltà,

Potremmo anche scontrarci con la nostra vergogna e paura di essere imperfetti.

Pertanto cercheremo di nascondere queste nostre difficoltà,

Cosa che ancora una volta ricade sui nostri figli.

Se dunque veramente teniamo al loro benessere,

Anziché buttarci sul pensare a loro per non vedere le nostre difficoltà,

Facciamo un respiro profondo e con grande umiltà riconosciamo a noi stessi di avere un problema e rivolgiamoci a qualcuno che possa aiutarci ad elaborarlo.

E non devono necessariamente essere problemi enormi o patologie di chissà quale portata,

Anche delle forme minori di malessere legato a qualsiasi aspetto della nostra vita.

Se ci accorgiamo che ci portano in uno stato di ansia più o meno continua,

Allora può valere la pena di prendercene cura,

Sia per permetterci di vivere più serenamente il nostro rapporto con i nostri figli,

Sia per garantire a loro una presenza meno stressante possibile.

Non ti dimenticare che la paura può creare dipendenza.

Dunque potremmo essere dei tossici da ansia e lì trovare paradossalmente la nostra zona di comfort,

Nella nostra testa creando costantemente scenari e possibilità terrificanti.

Anche questa è una tematica molto diffusa sulla quale si può lavorare.

Non ultimo,

Come ho menzionato a più riprese,

I nostri figli impareranno per imitazione,

Non per educazione.

Questo significa che 1.

Impareranno a gestire il proprio stress proiettandolo sugli altri come facciamo noi e 2.

Impareranno che è così che si crescono i figli e dunque adotteranno questo stesso comportamento quando avranno figli a loro volta.

Un altro aspetto importante è quello del genitore che ha paura di quel che possono pensare gli altri.

Che siano i nonni,

Che siano i vicini,

Che siano le maestre,

Le mamme a scuola o che siano dei perfetti sconosciuti per strada,

Spesso siamo molto preoccupati di cosa penseranno gli altri perché vediamo i nostri figli come uno specchio di noi e dunque qualsiasi comportamento che esce dagli schemi del bravo bambino ci espone alla possibilità di essere giudicati come cattivi genitori.

Se siamo genitori con questo tipo di insicurezza,

Non solo essa ci porterà a vivere in uno stato di continua apprensione,

Ma ci porterà anche ad essere controllanti e limitanti nei confronti dei nostri figli.

Apprensione e controllo non ci permettono di avere il cuore aperto e non permettiamo ai nostri figli di essere spontanei e comportarsi in maniera naturale,

Perché muoviamo loro costanti rimproveri e direttive su come dovrebbero comportarsi ed essere in generale.

Questo naturalmente non vuol dire che dovremmo farli fare quello che vogliono,

Ma il criterio con cui scegliamo ciò che si può e ciò che non si può fare in questi casi è dettato dalla paura anziché dall'amore,

Quindi dalla mente anziché dal cuore.

Nel cuore risiede il nostro intuito ed è da lì che noi vogliamo condurre i nostri figli.

La nostra mente non sa cosa sentiamo giusto per loro.

La nostra mente ci dice ciò che pensiamo essere giusto per loro secondo una serie di parametri e doveri che abbiamo acquisito dai nostri genitori o dal contesto sociale nel quale siamo cresciuti.

In questo senso è fondamentale che come genitori impariamo a distinguere tra ciò che ci dice la testa e ciò che ci dice il cuore.

Tra quella che è la paura di fare brutta figura è quello che è invece il nostro sentire di un comportamento perfettamente lecito secondo i nostri personali parametri di giusto e sbagliato.

È sempre una questione di equilibrio tra il rispettare le altre persone e la società nella quale viviamo ed il rispettare il nostro sentire l'indole del bambino momento per momento.

E se ci accorgiamo di essere spesso in apprensione per ciò che potrebbero pensare gli altri,

Allora può essere utile andare a vedere queste insicurezze con una figura professionale di qualche tipo per vedere cosa c'è sotto e trovare gli strumenti per pacificare questa che è fondamentalmente una parte bambina di noi che chiede aiuto.

Spesso non è necessario fare dieci anni di analisi naturalmente,

Ma dedicare qualche mese ad una tematica come questa può dare in futuro grandi benefici sia a noi che ai nostri figli.

Un altro aspetto ricorrente è quello dei genitori che hanno bisogno dell'amore dei propri figli.

Anche questa è una tematica legata alla nostra parte di bambino interiore,

Che ha spesso radici nella nostra infanzia ed è poi rimvigorita dalle relazioni successive.

Accade frequentemente che un adulto,

Non sentendo di aver ricevuto sufficiente amore nella propria vita,

Investe pesantemente nel rapporto con i propri figli,

Creando l'aspettativa che da loro debba venire quell'affetto e quella complicità che sentono essergli venuta a mancare.

Questo porta a rapporti simbiotici anche dopo che la simbiosi dovrebbe essersi conclusa,

Pieni di aspettative dove i bambini si sentono caricati di un'enorme responsabilità,

Ovvero quella di fare felice la mamma o il papà.

A questo punto il bambino si renderà conto che i propri comportamenti hanno grande impatto sugli stati d'animo del genitore e questo farà sì che ne senta la responsabilità,

Anzi il dovere,

Di far star bene l'adulto.

Questo porterà il bambino a sentirsi bravo se ciò che dice e ciò che fa porta la mamma a sentirsi bene,

Mentre si sentirà cattivo se,

A seguito di un proprio comportamento o parola,

La mamma starà male e gliene darà implicitamente la colpa.

È importante che possiamo renderci conto che queste forme di amore,

Tra virgolette,

Non sono sane e non aiutano i nostri figli a crescere bene.

Quella di renderci felici non è una loro responsabilità.

Questo tipo di vuoto del genitore va affrontato e colmato in separata sede e non ad opera dei nostri figli.

Ancora una volta,

Se ti rendi conto che c'è questo tipo di meccanismo,

Il consiglio è di rivolgerti ad una figura professionale che possa aiutarti a riempire queste lacune in maniera efficace,

Anche perché sebbene nella nostra testa l'amore dei nostri figli sia la soluzione a quel problema,

Semplicemente non funziona.

Siamo comunque sempre in deficit e non è caricandoli di aspettative che potremo mai riuscire a trovare a pagamento a quel tipo di bisogno.

I bambini,

Più di ogni altra cosa,

Hanno bisogno di amore incondizionato.

Hanno bisogno di essere visti per quelli che sono,

Non per quello che fanno.

Hanno bisogno di sentire che li amiamo per chi loro sono a prescindere da quello che fanno.

E questa è una distinzione fondamentale.

Quante volte abbiamo sentito che l'amore dei nostri genitori o di chi si prendeva cura di noi è venuto a mancare per qualcosa che possiamo aver fatto o detto?

Sulla base di questa loro reazione,

Abbiamo sentito che non andavamo bene così come eravamo.

Addirittura,

Ci sono nonni e genitori che usano frasi come «se fai così non ti voglio più bene».

Ma quante volte ci siamo sentiti dire «sono molto arrabbiato per quello che hai fatto perché non va bene,

Ma ti amo comunque tantissimo».

Quanti di noi si sono sentiti rassicurati che,

Nonostante ciò che potessimo aver fatto,

L'amore dei nostri genitori non vacillava.

È fondamentale poter trasmettere ai nostri figli il concetto che chi loro sono non ha nulla a che vedere con ciò che loro fanno.

Il nostro amore e la nostra accettazione di chi loro sono deve essere sempre chiara e verbalizzata.

Ciò che poi fanno,

Se va bene glielo si dice,

Se non va bene idem.

Fare leva sull'amore per far sì che i nostri figli facciano quello che noi pensiamo essere giusto è assolutamente devastante per la loro autostima e il loro benessere psicologico ed emozionale.

Questo tipo di approccio fa sì che loro non sentano la differenza tra chi sono e ciò che fanno,

Per cui si sentono spinti ad agire in determinati modi per poter sentire il proprio valore,

Che nei primi anni di vita proviene unicamente dai loro genitori.

Agganciare il nostro valore a ciò che facciamo è deleterio,

Perché diventiamo dipendenti dalle nostre attività per sentire di valere.

Quindi ci buttiamo sul lavoro,

Sullo studio,

Sulle faccende di casa,

Sulla crescita dei figli o qualsiasi altra cosa ci sia stato insegnato essere ciò che ci dava un valore.

Ovviamente ogni genitore è anche un essere umano,

Dunque non è in grado di dare sempre amore incondizionato.

Però c'è una differenza fra il non essere in grado in alcuni momenti e il non volerlo fare perché si vuole impartire una lezione.

Questo modello educativo è decisamente datato e fallimentare,

Perché laddove magari fa sì che obbidiscano,

Di certo non aiuta i bambini a crescere,

Anzi provoca degli arresti evolutivi importanti che poi dovranno affrontare più in là negli anni con percorsi terapeutici e di crescita personale.

Un altro fattore emerso nel lavoro con gli adulti,

Su ciò che della loro infanzia li ha più fatti soffrire e di cui ancora oggi risentono,

È il non aver avuto genitori sufficientemente presenti.

Ma non tanto come quantità di ore,

Quanto come qualità del tempo che trascorrevano con loro.

Che si trattasse di una mamma che era sempre presente in casa,

Oppure di un papà che lavorava tutto il giorno e c'era solo la sera,

Non faceva alcuna differenza.

I bambini sono estremamente sensibili e nel momento in cui sentono che un genitore è presente ma non c'è con la testa,

Sentono di non essere sufficientemente importanti perché qualcuno voglia stare con loro e dedicare loro del tempo.

Ci sono tante mamme che stanno tutto il giorno con i propri figli,

Ma che poiché ci sono mille altre incombenze,

Tra cui le faccende di casa,

I pasti,

Le commissioni,

Magari anche un lavoro part-time o da libera professionista,

Allora i figli diventano uno dei tanti impegni quotidiani.

Questo i bimbi lo percepiscono.

Sentire di essere una delle tante faccende di cui esse si devono occupare,

Ed in alcuni casi anche un impedimento allo svolgimento di queste faccende,

Li fa sentire di troppo e di conseguenza si sentono sbagliati.

Ed è per questo che spesso si sentono spinti a diventare i classici bravi bambini,

Che non disturbano e magari che si rendono anche utili e disponibili ad aiutare la mamma in questi doveri quotidiani.

Lo stesso vale per quei papà che sono al lavoro tutto il giorno e poi,

Quando tornano a casa,

Ci sono,

Ma vogliono prendersi del tempo per sé,

E dunque si dedicano al giornale,

Alla partita o al telefonino.

Anche in questo caso,

Il bambino sente che ci sono altre cose più importanti di lui e può iniziare ad adottare comportamenti di vario tipo per attirare l'attenzione su di sé.

Possono essere comportamenti di sottomissione come il fare il bravo bambino,

Oppure il cercare di mettersi in mostra facendo vedere quanto è bravo a fare una cosa o l'altra.

Allo stesso modo,

Può iniziare ad adottare comportamenti aggressivi,

Facendo i dispetti ad una sorellina,

Oppure facendo cose che i genitori gli hanno detto di non fare.

Come conseguenza,

Magari attirano le ire o anche la violenza dei genitori che reagiscono negativamente a questi comportamenti.

Allo stesso tempo,

Il bambino è riuscito ad attirare le attenzioni del genitore,

Seppure in modo disfunzionale,

E questo è meglio di niente.

Hjalmar Soderberg,

Nel suo romanzo Dr.

Glass,

Scrive «Le persone vogliono essere amate,

Non riuscendoci essere ammirate,

Non riuscendoci essere odiate e disprezzate.

Vogliono evocare qualche tipo di sentimento.

L'anima trema di fronte al nulla e cerca connessione ad ogni costo».

Ancora una volta,

Non voglio mettere pressione sui genitori che mi stanno ascoltando,

Perché se non danno abbastanza attenzioni faranno dei danni irreparabili.

È naturalmente importante che dei genitori possano svolgere il loro lavoro per portare a casa il denaro necessario per mantenere la famiglia,

Per tenere la casa in uno stato decente e perché vengano preparati i pasti affinché tutti possano mangiare.

È anche necessario,

Anzi indispensabile che un genitore possa prendersi dei momenti per sé per riposare e per staccare.

Ciò che però fa la differenza è che nel momento in cui il genitore decide di trascorrere del tempo con i propri figli,

Cerchi di farlo dedicandosi a loro quanto più possibile.

È indispensabile trasmettere loro che per noi,

In quel momento,

Sono una priorità rispetto a tutto il resto.

La bimba deve sentire che quando il papà è lì,

Lei è la cosa più importante per lui.

Se continuano ad arrivare avvisi sul telefono e lui continua a prestargli attenzione,

Lei sente che non è la cosa più importante e questo va a impattare sul suo senso di valore e quanto sente di essere meritevole di amore e attenzioni.

Quindi che si tratti di poche ore o anche poche decine di minuti,

È importante essere quanto più possibile presenti e dedicati.

Ed è per questo che nel prossimo capitolo ti parlo di quali sono invece i bisogni di un genitore.

Se dovessi dire qual è la circostanza che incontro con più frequenza a livello genitoriale,

È quella di una madre che è completamente esaurita sia a livello di energie fisiche che psicologiche,

Ma non sente di avere il tempo o il diritto di dedicare spazio a se stessa.

Questo porta a diversi stati d'animo,

Il sentirsi stanca,

Frustrata e risentita.

E più va avanti,

Meno energie ha e più questo senso di sfinimento diventa esasperazione e poi disperazione.

Spesso non si sente aiutata da chi è attorno e può essere vero che per la mole di lavoro che sente di dover affrontare non percepisce di avere il supporto necessario.

Ci sono mamme che hanno praticamente tutto sulle spalle,

Dalla gestione dei bambini alla gestione della casa,

Alla spesa,

Alle bollette,

Ai bucati,

Ai gatti,

Al cane,

Al criceto,

Al pesce rosso,

Ai nonni,

Alla vicina con la sciatica,

Oltre che al marito e ai propri doveri coniugali nei suoi confronti naturalmente.

Al contempo è anche vero che molte di queste persone hanno dei sistemi di credenza precisi in merito a quelli che sono i loro doveri all'interno della propria famiglia,

Che però sono sproporzionati rispetto a quelle che sono le loro reali responsabilità.

E se non ti è chiara la differenza fra responsabilità e dovere,

Ti invito ad ascoltare l'episodio che ho registrato su questa importante distinzione.

In sintesi,

La nostra responsabilità è mossa dall'amore ed è il nostro reale ruolo all'interno di una relazione.

Il senso del dovere è basato su una serie di dettami culturali e familiari ed è mosso dalla paura di sbagliare e delle conseguenze nel momento in cui non si aderisce al nostro ruolo secondo questi parametri.

A molti di noi sono stati insegnati dei modelli molto specifici di quelli che sono i doveri di una donna e quelli di un uomo,

Ma purtroppo il rovescio della medaglia del senso del dovere è il senso di colpa.

Pertanto,

Nel momento in cui non adempiamo rigorosamente a tutti i doveri che ci sono stati inculcati,

Ecco che da dentro emerge il senso di colpa che ci dice che siamo delle brutte persone.

In base al livello di intensità del giudice interiore di ognuno,

Questo può dirci che stiamo sbagliando,

Così come dirci che siamo i genitori peggiori del mondo se pensiamo di voler riposare.

Per questo motivo,

La maggior parte di noi va avanti col pilota automatico nello svolgere i propri doveri cercando di non dare l'opportunità a questa voce giudicante di emergere da dentro.

Se però ci fermiamo un attimo a pensare con un pizzico di razionalità,

Tutti possiamo concordare sul fatto che portarsi all'esaurimento non aiuta nessuno.

Non ci permette di svolgere alcuna mansione particolarmente bene e di certo,

Visto che parliamo di genitorialità,

Non ci permette di avere la pazienza e le energie necessarie per dedicare del tempo di qualità ai nostri figli.

Quindi che si fa,

Visto che nessuno è Mary Poppins e la casa non si mette a posto con uno schiocco delle dita.

Uno dei passi più importanti che deve,

E sottolineo deve,

Fare un genitore è quello di imparare a prendersi cura di sé.

In primo luogo,

Per lo stesso motivo per cui in aereo ci invitano ad indossare la nostra mascherina e poi metterla ai bambini,

Perché se sveniamo non possiamo essere d'aiuto a nessuno.

In secondo luogo,

Perché non è quella la nostra reale responsabilità verso i nostri cari.

Non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo immolarci per le nostre famiglie.

Essere martiri non è una condizione necessaria per essere madri.

È indispensabile riuscire a fare un elenco di priorità,

In cima al quale ci sono prima i bambini che non sono in grado di fare nulla in autonomia e subito dopo però dobbiamo venire noi.

Di solito invece mettiamo i nostri bisogni ben dopo quelli del pesce rosso di qui sopra.

È necessario confrontarci con la nostra realtà per poter fare un elenco oggettivo di quelle che sono le vere priorità e di quelle che invece sono le priorità che ci indica il nostro senso del dovere e quindi il nostro senso di colpa.

Ma più importante ancora è imparare ad ascoltare noi stessi e riconoscere come stiamo e di cosa possiamo avere bisogno momento per momento.

Se siamo all'1% di batteria non possiamo imbarcarci nella pulizia di tutti i vetri di casa.

Un gesto del genere è al limite dell'autodistruzione.

Mi è capitato di parlare con mamme che diventavano isteriche prima di accorgersi che avevano bisogno di bere o di fare pipì da ore e non se n'erano accorte.

Siamo a questo punto di non ascolto del nostro corpo e dei nostri bisogni e questo deve poter cambiare per il nostro bene e per quello dei nostri figli che come ti ricordo sempre imparano per imitazione più di ogni altra cosa.

Per questo è essenziale imparare a riconoscere lo zampino del nostro giudice interiore nel momento in cui consideriamo la possibilità di concederci del tempo per noi anziché a sacrificare anima e corpo per la nostra famiglia.

Il senso di colpa è una voce assolutamente irrazionale che fa leva sull'erroneo principio che se ti trascuri hai un valore.

Se ti prendi cura dei tuoi bisogni prima di quelli degli altri invece sei un egoista.

Naturalmente questo è falso ed è semmai vero il contrario.

Prenderti cura di te stessa ti permette di essere più serena e dunque il tempo e l'impegno che metti a disposizione degli altri sarà con il cuore più aperto e dunque di maggiore qualità.

Sicuramente la voce dentro la tua testa ti dice che per staccare veramente dovresti spararti tre mesi di vacanza alle Maldive e meno di così sarebbe inutile e forse questo ti dà un'idea del livello di stanchezza accumulata negli anni che hai ma di fatto non è così.

Spesso basta anche soltanto prendersi dei piccoli momenti nel corso della giornata per riportare ad un buon livello la nostra energia e la voglia di stare al mondo e se poi abbiamo bisogno di qualcosa di più non è un crimine prendersi un weekend per staccare da tutto per ricaricare le batterie.

Non esiste una formula standard quindi per fare questo abbiamo bisogno di sapere quando siamo stanchi,

Cosa ci fa bene,

Cosa ci rigenera e cosa ci aiuta a riportarci in equilibrio e per farlo è necessario imparare ad ascoltarci prendendo l'abitudine più volte possibile nel corso della giornata di prenderci pochi secondi per connetterci con il nostro corpo e semplicemente domandarci come ci sentiamo senza giudizio e senza dover per forza farne qualcosa.

La consapevolezza di come ci sentiamo è sufficiente per poi elaborare delle strategie su cosa possiamo fare per rispondere ai nostri bisogni.

Ascoltarci comporta anche inevitabilmente sentire quei sensi di colpa che potrebbero emergere nel momento in cui pensiamo di dedicare del tempo a noi stessi e questo va bene riconoscere il senso di colpa non significa poi esserne per forza vittima anzi vedere le false credenze che esso ci propina ci permette di vederne la falsità e dunque di ridurne l'impatto sul nostro sistema diversamente se cerchiamo di non sentirlo facendo finta di niente esso opera a livello inconscio e ha molto più potere di imporci la sua direzione fare il genitore è estremamente impegnativo per questo è estremamente importante imparare a prendersi cura di sé in chiusura mi piacerebbe riassumere non necessariamente in ordine di importanza cinque di quelli che ritengo essere i punti più importanti per affrontare un ruolo difficile come quello del genitore 1 siamo tutti genitori incompetenti soprattutto quando siamo giovani ed inesperti ed in quanto umani siamo tutti imperfetti per definizione eppure ci aspettiamo di essere gli unici genitori perfetti esistenti al mondo è quindi il caso di abbassare le nostre aspettative sia perché non potremo mai essere perfetti sia perché i nostri figli ci imiteranno e cercheranno di essere perfetti a loro volta fallendo immancabilmente sentendosi frustrati di conseguenza se dunque vogliamo evitare un bel po di stress a noi stessi a loro lasciamo andare questa assurda pretesa siamo anche inadeguati per definizione perché in ogni istante un bambino ha talmente tante esigenze a livello psicologico emozionale affettivo fisico fisiologico che pensare di essere in grado di rispondere ad ognuna di esse in ogni momento in cui questa emerge è assoluta follia i nostri figli hanno bisogno di noi così come siamo non perfetti ma presenti e possibilmente rilassati e se riusciamo anche di buon umore se siamo costantemente impegnati a cercare di essere perfetti però sicuramente saremo costantemente frustrati perché non ci staremo riuscendo quindi accetta la tua imperfezione e molla la presa rilassati e cerca di esserci più che cercare di essere perfetta accetta il fatto che farai degli errori e perdonati perché assolutamente umano nel momento in cui ti rendi conto che non riesci a lasciare andare il tuo perfezionismo e sei quasi ossessiva compulsiva nel tuo lavoro di madre considera la possibilità di rivolgerti ad una figura professionale che ti aiuti a comprendere l'origine di questa malsana tendenza e ti aiuti a mitigarla per il tuo bene e quello della tua famiglia 2 non sei tenuta ad essere santa tutti perdono la pazienza ed i figli sono in grado di tirare fuori il peggio di ognuno di noi questo avviene sia perché in alcune fasce d'età iniziano a sfidare un po l'autorità dei genitori sia perché vogliono verificare che il genitore sia una presenza solida che nel momento in cui viene attaccata non cede ma regge la spinta sia per verificare se verrà amato nonostante il proprio comportamento sia perché i maschietti tendono a essere più aggressivi sia perché fa parte del carattere di alcuni sia perché ritengono che quello sia l'unico modo di attirare la nostra attenzione e ce ne sono molti altri di fatto i nostri figli tirano fuori il lato oscuro di ognuno di noi o per questo comportamento provocatorio oppure perché ci fanno semplicemente da specchio sono delle mini versioni di noi che magari esprimono quell'emozione e atteggiamenti che noi possiamo avere represso dentro di noi questo sbatterceli in faccia naturalmente ci scuote e così come li reprimiamo dentro di noi reagiamo e cerchiamo di reprimerli anche dentro di loro e così come tirano fuori la nostra rabbia poi inevitabilmente emerge il nostro senso di colpa perché abbiamo perso la pazienza ci sono tematiche irrisolte per ognuno di noi se non fosse per i nostri figli queste tematiche non le affronteremo magari mai quindi ringraziamo di questa cosa perdoniamoci e lavoriamo su quelle tematiche che sentiamo essere ancora in sospeso 3 la paura di sbagliare c'è e ci sarà sempre ed è anche sana se usata con parsimonia ma vivere nel costante terrore di rovinare i propri figli o di averli già rovinati è assolutamente controproducente farsi qualche domanda sul proprio operato è utile farsene mille al giorno no all'apparire di un qualsiasi comportamento fuori dagli schemi o diagnosi per un qualsiasi disturbo dell'apprendimento andiamo in tilt chiedendoci cosa abbiamo sbagliato non prendiamo queste come pretesto per mettere in dubbio il nostro operato a meno che non ci venga detto specificamente che è colpa nostra e anche lì magari chiediamo un secondo parere tanto più che ormai ne salta fuori una ogni giorno di diagnosi e non mi sorprenderei se domani scoprissero il disturbo dei bambini che usano troppo il pastello blu per il quale ci vuole un ciclo di 32 sedute tutti i giorni domenica compresa e giù sensi di colpa e autoflagellazione perché ho sbagliato tutto e ora mio figlio al dbc utp il disturbo dei bambini che usano troppo il pastello blu se senti di stare facendo del tuo meglio datti pace smetti di metterti in dubbio non dare retta a tutto quello che senti in tv dalle altre mamme da facebook dalla commessa degli alimentari sotto casa che figli nemmeno ne ha scegliti poche persone di cui ti fidi fra cui magari anche una professionista e quando ti senti la madre peggiore del mondo chiedi a loro e poi fidati di quello che ti dicono devi imparare ad essere tu la prima persona in grado di tranquillizzarti gli altri devono poter contribuire a questo tuo meccanismo virtuoso se diversamente tu sei la persona che più ti terrorizza allora dai agli altri un compito quasi impossibile nel momento in cui ti devono rassicurare ricorda che l'intuito di una madre è uno strumento potente e meraviglioso ma dal quale non puoi attingere se sei in costante paura e angoscia quindi nel dubbio fai tutto il possibile per stare tranquilla perché agitarti non aiuta né te né i tuoi figli e se non senti di riuscire a farlo fatti aiutare da una figura professionale di qualche tipo che ti possa aiutare ad imparare ad affrontare le tue paure esistono strumenti efficaci per la gestione dello stress ed elaborare quelle parti di te che vivono in costante apprensione 4 il solo fatto di diventare genitore non vuol dire che una persona smette di avere bisogno anzi forse è il momento in cui una persona ha più bisogno soprattutto nei primi due anni di genitorialità perché sono i più faticosi sia per le poche ore di sonno sia per la relativa novità dell'esperienza se sia il primo figlio è dunque essenziale una rete di sostegno di persone che possano esserci d'aiuto nella crescita e gestione quotidiana dei figli che siano nonni zii babysitter o amici che possono tenerli così come delle figure professionali come maestre pediatre logopediste psicomotriciste di cui ci fidiamo e alle quali possiamo delegare delle diagnosi piuttosto che cercare di improvvisarci terapeuti quindi non perdere di vista i tuoi bisogni anzi proprio perché sarai talmente impegnata su tanti fronti fatti un punto di prestare attenzione a te stessa domandati spesso come mi sento e ascoltati per poi domandarti cosa posso fare o cosa posso chiedere per rispondere a questo bisogno ricorda che non c'è nessuna gloria nel fare tutto da soli e se ti accorgi che non c'è assolutamente nessuno che possa aiutarti allora è necessario domandarti nel perché perché non c'è nessuno su cui puoi appoggiarti perché non ti fidi di nessuno perché pensi che nessuno possa occuparsi bene come te del tuo bambino o perché hai fatto terra bruciata intorno a te perché ti sei isolata perché hai paura che verrai giudicata rispondere a queste domande ti aiuterà a fare il passo successivo e magari parlandone con una figura professionale di qualche tipo anche a trovare delle possibili soluzioni 5 accetta il fatto che tuo figlio crescerà e avrà le sue tematiche personali da elaborare e questo non sarà necessariamente colpa tua al contempo accetta con umiltà il fatto che alcune di queste saranno a causa tua accetta che anche questo fa parte dell'esperienza umana e tutti ci feriamo in qualche modo ricorda che colpevolizzarti per qualcosa che puoi avere fatto magari decine d'anni fa non ha alcun senso troppe volte mi sono sentito dire se queste cose le avessi sapute vent'anni fa non ha senso rammaricarci di ciò che non siamo stati in grado di dargli quando erano piccoli perché forse ci hanno scelti perché di quello avevano bisogno all'epoca perdonati per qualsiasi cosa tu pensi di aver fatto o non fatto se non per te stessa per i tuoi figli che ti guardano e imparano da te e sono sicuro tu non voglia insegnarli che non dobbiamo perdonare i nostri stessi errori siamo convinti di dover salvaguardare i nostri figli dal malessere e dal fallimento ma questo approccio significa che noi stessi non siamo in grado di tollerare l'uno o l'altro per questo poiché i bambini ci imitano vedranno e assorbiranno il modo con cui noi stessi ci relazioniamo agli eventi negativi della vita il nostro ruolo è insegnarli a vivere in maniera sana questi eventi che sono inevitabili peraltro non impedire che accadano il nostro ruolo è sì di salvaguardarli nei limiti del possibile ma in realtà di essere al loro fianco quando malessere fallimento inevitabilmente si presenteranno nella loro vita aiutandoli a rimettersi in piedi e a trovare gli insegnamenti in questi eventi e tanto di ciò che impareranno sarà da noi e da come noi affronteremo i nostri di fallimenti e malesseri se colpevolizzandoci o con pazienza dando amore e perdono a noi stessi fidati di te e del tuo intuito femminile e materno che è la parte più saggia che hai fidatene più che di chiunque altro e se ti accorgi che non riesci o non riesci più a connetterti con questa parte di te che magari durante la gravidanza c'era e poi è sparita fatti aiutare da qualcuno perché sarà lo strumento più prezioso in assoluto per navigare il difficile ma bellissimo mare della genitorialità

4.9 (12)

Recensioni recenti

Alice

September 24, 2025

Nonostante sia a conoscenza di tutto ciò per via delle mie ricerche continue ... riesco a piangere per il suono delle parole così profonde che toccano il mio essere mamma. Mi riconosco nel passato con tutti i sensi di colpa... mi riconosco adesso nel accettazione ...eppure continua a far male vedere mio figlio sofferente.Grazie ! I tuoi podcast sono la chiave di mille riflessioni e aiuto.

sarah

September 3, 2024

GRAZIE

© 2026 Ian Ritter. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

Trusted by 35 million people. It's free.

Insight Timer

Get the app

How can we help?

Sleep better
Reduce stress or anxiety
Meditation
Spirituality
Something else