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Coltivare Presenza Mentale

by Federica Mauro

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La presenza mentale non appartiene soltanto ai momenti in cui ci sediamo a meditare. Questa pratica guidata invita a ritrovarla nella vita quotidiana: mentre aspettiamo in fila, nella sala d’attesa di un medico, durante un pasto, mentre camminiamo o ogni volta che ci accorgiamo di esserci allontanati da noi stessi. Attraverso il respiro, possiamo creare un piccolo spazio di ascolto e tornare, con gentilezza, a ciò che sta accadendo qui e ora.

Trascritto

Una delle pratiche fondamentali della meditazione consiste nel portare l'attenzione alle sensazioni del respiro che entra e esce dal nostro corpo.

Il respiro viene spesso scelto come oggetto di meditazione per diverse ragioni.

Innanzitutto non è necessario credere in nulla per poterlo sentire.

Finché respiriamo possiamo meditare.

Inoltre il respiro è sempre con noi.

Possiamo imparare ad essere presenti e consapevoli non soltanto quando siamo seduti formalmente in meditazione,

Ma anche mentre aspettiamo in filo al supermercato.

Ovunque siamo,

Finché respiriamo,

Possiamo tornare alla consapevolezza.

In questa pratica portiamo l'attenzione al naturale fluire del respiro,

Così come entra e così come esce dal nostro naso o dalla nostra bocca.

Non è necessario renderlo più profondo,

Più lento o diverso da com'è.

Lasciamo semplicemente che il respiro si presenti spontaneamente,

Momento dopo momento,

Osservando anche il modo in cui naturalmente cambia.

Questa pratica meditativa ha lo scopo di rafforzare la concentrazione e raccogliere l'attenzione.

Nella vita quotidiana siamo spesso dispersi,

Distratti,

Trascinati lontano dal momento presente.

Possiamo allora comprendere il valore di riunire tutte queste energie,

Di raccogliere un'attenzione abitualmente frammentata e riportarla verso un unico punto.

È un modo per ritrovare un centro,

Per sentirci più integri e meno dispersi.

E così anche un oggetto semplice e ordinario come il respiro può aiutarci a sperimentare un senso più profondo di presenza,

Stabilità e anche coesione interiore.

Per alcune persone tuttavia concentrarsi sul respiro può non essere piacevole o adatto,

Per ragioni fisiche o emotive.

E va bene così.

In questo caso è possibile scegliere un altro punto di ancoraggio,

Qualcosa che sia già presente nel corpo e che accada naturalmente.

Come per esempio la sensazione delle mani che si toccano o il contatto delle mani appoggiate sulle ginocchia.

Le stesse indicazioni che utilizziamo per il respiro possono essere applicate anche a queste sensazioni.

Per cominciare trova una posizione comoda e lascia che il corpo si rilassi.

Non devi prepararti a fare qualcosa di particolare o insolito.

Lascia semplicemente che tu possa essere qui così come sei.

Può essere utile mantenere la schiena eretta,

Ma senza rigidità e senza sforzo.

Puoi chiudere gli occhi oppure lasciarli aperti,

Scegliendo ciò che in questo momento ti fa sentire più a tuo agio.

Ora porta delicatamente l'attenzione al respiro e osserva dove lo percepisci con maggiore chiarezza.

Potrebbe essere alle narici,

Nel petto oppure nell'addome.

Non devi modificare nulla,

È semplicemente il tuo respiro naturale.

Quando hai individuato il punto in cui le sensazioni del respiro sono più evidenti,

Lascia riposare lì la tua attenzione.

Prova a sentire un solo respiro dall'inizio alla fine.

Se porti l'attenzione alle narici,

Potresti percepire un leve formicolio,

Una vibrazione,

Una sensazione di freschezza.

Se senti invece maggiormente il respiro nell'addome,

Potresti avvertire movimento,

Pressione,

Espansione,

Distanzione,

Rilascio.

Non è necessario dare per forza un nome a ciò che senti,

Limitati a percepirlo.

E quando rimarrò in silenzio sarà semplicemente un invito a mettere in pratica ciò che ti ho appena suggerito.

Sentire un solo respiro.

Questo respiro.

Non è necessario pensare a quelli che sono già passati,

Né anticipare quello successivo.

Solo questo respiro.

Durante la pratica possono emergere pensieri,

Emozioni,

Sensazioni,

Immagini.

Se non sono abbastanza intensi,

Da allontanarti completamente dalla percezione del respiro,

Puoi semplicemente lasciarli passare continuando a respirare.

Non devi seguirle.

Non devi combatterli puoi semplicemente lasciarli essere e tornare ad Espino.

È un po' come riconoscere un amico in mezzo a una folla.

Non è bisogno di spingere via tutte le altre persone,

Di farle scomparire.

La folla può restare lì.

Semplicemente la tua attenzione e il tuo interesse sono rivolti al tuo amico.

Ecco il mio amico,

Ecco il respiro.

Ecco il respiro.

A volte può sorgere un pensiero,

Un'emozione,

Una sensazione o qualsiasi altra esperienza abbastanza intensa da catturare completamente la tua attenzione.

Potresti accoggerti di esserti perso o persa in una fantasia,

Di aver seguito a lungo un pensiero o persino di esserti assopito o assopita.

Quando te ne accorgi non c'è bisogno di giudicarti.

Puoi semplicemente lasciar andare e ricominciare.

E tornare alla sensazione del respiro.

E ricominciare da qui.

E quando ti senti pronta o pronto gradualmente riapri gli occhi se li avevi chiusi.

Morabì!

Un po' col corpo per scegliere la posizione e riprendi contatto con ciò che ti circonda.

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