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Il Respiro Come Punto Di Ritorno

by Stefano Baldacci

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Questa meditazione ti aiuta a tornare al respiro quando la mente inizia a correre. Attraverso l’attenzione al corpo e alla respirazione, potrai osservare pensieri ed emozioni senza seguirli automaticamente. Non si tratta di svuotare la mente, ma di riconoscere ciò che accade e ritrovare uno spazio di presenza. Un invito semplice a fermarti, respirare e tornare qui, momento dopo momento.

Trascritto

Scegliamo una posizione confortevole ma che possa anche aiutarci a creare e mantenere la nostra attenzione.

Un'attenzione rilassata,

Sostenuta momento dopo momento da un'intenzione gentile.

Se siamo seduti su una sedia,

È utile mantenere la schiena distante dallo scenale,

Così che possa sostenersi retta naturalmente.

Le mani rilassate sono posate sulle ginocchia,

In modo da non trattenere nessuna tensione sulle spalle o sulle braccia.

Le gambe sono separate ad una distanza pari a quella del nostro bacino ed i piedi sono ben saldi sul pavimento.

Se invece siamo seduti a gambe introciate su un cuscino,

Cerchiamo allora una posizione ben radicata,

Stabile,

Attraverso il contatto,

Se possibile,

Del bacino con il pavimento.

Allo stesso tempo percepiamo,

A partire dalla sommità della testa,

L'elevazione verso l'alto della colonna vertebrale.

Un'elevazione che possa sostenerla in una posizione eretta.

Ora proviamo pure a chiudere gli occhi per ritirarci in una dimensione interna dell'esperienza.

Se però preferiamo tenerli aperti,

Può essere utile mantenere lo sguardo su un punto per sostenere la nostra attenzione attraverso la stabilità oculare.

Poi,

Quando abbiamo trovato una posizione del corpo confortevole ma dignitosa,

Lasciamo che l'attenzione penetri gentilmente all'interno.

Provando a notare così le sensazioni del respiro spontaneo,

Così come appaiono proprio in questo momento.

Non è importante avere un respiro particolare.

Apriamo l'attenzione al respiro naturale,

Quello che si esprime nel corpo momento dopo momento,

Sia esso corto o lungo,

Superficiale o profondo.

Proviamo ad osservare adesso le zone del corpo in cui il respiro si fa più saliente,

Aprendoci di fatto con curiosità alle sensazioni fisiche collegate ad esso.

Può essere il contatto dell'aria con le narici,

O la sensazione dell'aria che attraversa la gola,

O ancora la sensazione di riempimento dei polmoni,

Oppure potrebbe essere l'espandersi e il contrarsi del torace o dell'addome.

Non c'è un luogo specifico dove incontrarlo,

C'è solo il respiro all'interno del corpo,

Così come si esprime liberamente.

Un respiro alla volta,

Un istante alla volta,

Qui,

Ora.

Può accadere di distrarci,

Di notare l'attenzione attratta da un pensiero,

Muoversi altrove,

Magari ad indugiare su un'emozione o su un'immagine o su delle associazioni istantanee.

Tutto questo è naturale per la nostra mente,

Dunque non preoccupiamocene,

È un processo spontaneo del suo esprimersi.

Possiamo invece congratularci con noi stessi per il fatto di aver notato una distrazione da cui siamo stati attratti,

E poi con gentilezza riportare il focus della nostra attenzione direttamente all'esperienza del respiro.

Ogni momento di distrazione è una buona occasione per coltivare gentilezza verso noi stessi e allo stesso tempo sostenere l'impegno e la pazienza nei confronti della pratica.

Ogni volta che osserviamo o ritorniamo sul respiro dimoriamo nel qui ed ora.

Ispirando siamo consapevoli che stiamo ispirando.

Rimaniamo ancora qualche istante in questa esperienza di consapevolezza,

Provando ora ad allargare il campo dell'attenzione a tutto il nostro corpo nella sua globalità.

Un respiro per volta la nostra consapevolezza abbraccia le sensazioni corporee di essere nel qui ed ora,

Nell'ambiente che ci accoglie.

Momento dopo momento osserviamo un respiro e lasciamo aprire un po' di più il panorama della consapevolezza gradualmente,

Disponendoci ad un contatto globale con il qui ed ora.

Rimaniamo ancora qualche istante in questa pratica.

Al suono della campana possiamo,

Se lo vogliamo,

Riaprire lentamente gli occhi lasciando andare così questa esperienza,

Oppure se lo vogliamo possiamo restare ancora un po'.

© 2026 Stefano Baldacci. All rights reserved. All copyright in this work remains with the original creator. No part of this material may be reproduced, distributed, or transmitted in any form or by any means, without the prior written permission of the copyright owner.

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