
MEDITANDO CON CHANDRA
Lettura meditativa tratta da "Questo immenso non sapere" di Chandra Candiani: Breviario di meditazione. Una lettura che ci dà le basi della pratica. Una pratica meditativa attraverso le parole di un testo. Musica "Peaceful morning", by Wisdom. Foto di Navi su Unsplash
Trascritto
Meditando con Chandra,
Tratto da questo immenso non sapere di Chandra Kandyani breviario di meditazione Cominciamo a prendere una posizione comoda per entrare in questa pratica meditativa tratta dal testo di Chandra Kandyani Una volta che mi sono accomodato,
Accomodata e ho preso e assunto una posizione dignitosa mi inchino tre volte,
Cercando rifugio nel risveglio,
Il Buddha che vive in me,
Nella capacità di accogliere le cose così come sono,
Il Dharma,
Nell'etica che accumula,
Shambha.
Mi siedo e presto attenzione a dove sono,
Alla luce che c'è,
All'atmosfera,
Ai suoni.
Scelgo una postura dove la schiena possa stare facilmente dritta,
Come il tronco di un albero e le gambe incrociate le siano radici.
Sento i punti di appoggio,
Lascio cadere le spalle,
Socchiudo leggermente le labbra,
La macella si ammorbidisce.
Poso le mani sulle gambe o una sull'altra,
Sento il tocco dei vestiti con la pelle e quello dell'aria dove la pelle è nuda.
Sento la postura del cuore,
Posso prepararmi ad accogliere tutto quello che verrà,
Delicatamente lascio che si chiudano gli occhi,
Le palpebre leggere come petali.
Porto una morbida attenzione al respiro come farei con una farfalla,
Ne osservo i particolari,
Il respiro entra in me,
Seguo il suo percorso nel corpo,
Avverto la piccola pausa e poi l'ispirazione,
Seguo il suo uscire nel mondo,
Lo accompagno,
Avverto la pausa prima che ritorni una nuova ispirazione.
Sto con il respiro come un filo sacro,
È in me dalla nascita,
Lo benedico,
Lo accompagno con attenzione devota,
Gli sorrido.
Se la mente è irrequieta dico parole parole senza astio ma con avvedutezza e lascio delicatamente andare tornando alla conoscenza intima con il respiro.
Quando la mente si acquieta invito quello che duole o che è rimasto sospeso o che crea irrequietezza a venire al cospetto del cuore.
Non sono né pro né contro,
Lascio essere assaporando nel corpo l'impatto con l'emozione.
Non mi lascio portar via,
Non commento,
Non nego,
Sto respirando e aprendomi alla visita.
Se cambia lascio che cambi e avverto come nel corpo il cambiamento.
Frequentemente chiedo cosa sento e lascio che il corpo mente cuore sappia di sentire e risponda.
Se mi distraggo senza riproverarmi torno al respiro e se c'è quiete posso chiedere dovvero cosa mi ha rapito e lascio essere nel corpo mente cuore quel che si rivela sempre solo sotto forma di sensazione non di commenti o di spiegazioni.
Se i pensieri iniziano a proliferare torno alla semplicità del respiro,
Se c'è ottusità o sonnolenza investigo cosa sei,
Dove sei,
Da cosa fuggo senza rispondere.
Quando il cuore è presente e ben spazzato posso continuare la pratica del non agire,
Lasciare essere e lasciar passare fino alla fine della seduta oppure visitare una delle quattro dimore divine quella che più si adatta al momento.
Gentirezza amorevole se sento mancanza o avversione,
Compassione se sento dolore o dispiacere mio o di qualche di un altro,
Gioia empatica se avverto invidia o confronto insano,
Equanimità se sento il bisogno di equilibrio e di giustizia,
Di accoglienza senza prendere posizione contro o a favore.
Da quella dimora invio a me e ad altri l'augurio,
La benedizione che sento necessaria.
Termino la pratica con la dedica dei meriti,
Dell'energia che sia risvegliata a tutti gli esseri senza distinzione oppure a tutti gli esseri che sono in emergenza e se ho qualcuno che mi sta a cuore e sta soffrendo posso aggiungere il suo nome.
Di nuovo cerco i trarifugi negli inchini,
Sono pronta a continuare a praticare nella vita,
Questo è il momento.
Grazie Chandra,
Grazie a tutti voi per avere praticato con me.
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