
Riflessioni Sul Vesak E I Suoi Mantra
Il Vesak è una festa buddhista che celebra la nascita, l'illuminazione e la morte del Buddha storico Siddhārtha Gautama. Durante questa celebrazione, ci riflettiamo sulle profonde qualità del Buddha e troviamo ispirazione nella sua saggezza e compassione. La festa si celebra nei monasteri o centri di pratica, e si effettua un gesto simbolico di omaggio al Buddha girando tre volte intorno a una statua o un albero raffigurante il Buddha, recitando i mantra Buddho, Dhammo e Sangho. Questo momento offre l'opportunità di coltivare la consapevolezza, la compassione e la saggezza nelle nostre vite, seguendo gli insegnamenti del Dharma.
Trascritto
Namo tassa bhagavato arahato sammasambuddhassa.
Buddham namam sangham namassamim.
Tra pochi giorni ci sarà la festa del Vesak che verrà tenuta al monastero Santa Cittarama l'ultima domenica del mese,
Quindi questa domenica che accade fra due giorni che è anche la data ufficiale in Italia per festeggiare il Vesak come festa religiosa per i buddhisti.
Per cui se uno è buddista può chiedere un giorno di ferie di spostare le cose in quanto c'è il Vesak.
La data a lunare credo che sia quella del 3 giugno quest'anno perché questo corrisponde a quella che tipicamente è la luna piena di maggio ma in questo caso l'unione è piena di maggio essendo calendario lunare non corrisponde con maggio e finisce il 3 di giugno.
C'è un calendario che è possibile trovare sul sito del Forest Sangha dove ci sono indicate tutte le lune e tutti i festeggiamenti tra cui c'è anche questa Vesaka Puja,
Questa festa del Vesak che è una festa che raccoglie fondamentalmente i momenti salienti della vita del Buddha che sono quello della nascita del Buddha della sua illuminazione e del raggiungimento del Pare Nibbana il Nibbana completo,
Il Nirvana completo che è quello che si raggiunge al momento in cui il corpo il corpo si scompone al momento della morte ed è una festa particolarmente bella,
Particolarmente sentita perché chiaramente consente di portare la mente al Buddha in tutte le sue espressioni ci sono altre feste in cui si festeggia il Sangha e altre feste in cui si festeggia il Dharma ma questa invece è dedicata in particolare alla figura nobile del Buddha la figura nobile del Buddha che ci ispira in modo assoluto nel buddismo parliamo dei tre rifugi come il rifugio nel Buddha,
Nel Dharma e nel Sangha naturalmente anche il Dharma e il Sangha sono espressioni del Buddha stesso però quando parliamo di rifugio nel Buddha parliamo proprio del Buddha in quanto persona in quanto persona fisica che è nato e riuscito a trovare da sé la strada verso l'illuminazione e poi generosamente l'ammessa a disposizione di tutti nel buddismo telavada il Buddha è un termine che si utilizza non soltanto per il Buddha Shakyamuni il Buddha storico ma per chiunque abbia raggiunto da sé l'illuminazione tant'è che si parla anche di altri Buddha sia del passato che del futuro ad esempio c'è il Buddha Maitreya che è un Buddha che già noto che verrà in futuro per cui colui il quale riesca a illuminarsi da sé senza supporto esterno viene considerato un Buddha alcuni dei versi ad esempio c'è il verso molto famoso in cui si dice di fare le cose salutari,
Fare le cose buone,
Di non fare le cose non salutare,
Le cose non buone e di purificare la mente e poi si aggiunge nel Dhammapada che questo è l'insegnamento di tutti i Buddha non di Buddha soltanto ma di tutti i Buddha perché tutti i Buddha hanno sempre dato questo insegnamento di purificazione della mente in altre tradizioni come quella mayana invece Buddha si utilizza per quello che nella tradizione antica nella tradizione del canone Pali,
Quella dravada si utilizza invece il termine Arhant,
Illuminato quindi quando si dice che ci sono tantissimi Buddha nel buddismo mayana si intende genericamente illuminati quindi persone che hanno riscoperto la propria natura di Buddha nel buddismo dravada Buddha si utilizza soltanto per chi si è illuminato da sé una volta chiesero a Bhikkhu Bodhi se ci fossero altri Buddha e lui come al solito si è messo molto a ridere Bhikkhu Bodhi è una persona che ride tantissimo questo monaco americano così importante per le sue traduzioni oltre per la competenza infinitamente elevata che ha della Bidhamma e pressoché di qualunque altra cosa del buddismo avendo tradotto tutto il canone Pali penso che abbia una conoscenza quasi unica e si mise molto a ridere dicendo beh forse qualcuno che sta nel più profondo della foresta può darsi che sia un Buddha ma è difficile chi ha posto questa domanda non sapeva di questa distinzione che appunto Buddha si intende solo che si illumina da sé non capì nemmeno precisamente la risposta rimase perplesso rimase perplesso perché fortunatamente siamo in un periodo storico in cui gli insegnamenti del Buddha sono diffusi sono quantomeno accessibili un momento che avrà delle difficoltà ma abbiamo questo grande e eccezionale dono di avere a disposizione il Dharma e poterlo conoscere in tutte le sue espressioni conoscendo tutti quanti i sutta che sono arrivati tramite il canone Pali addirittura possiamo leggerli negli altri canoni in cui sono stati registrati come nel canone cinese,
Nel canone tibetano,
Nel canone sanskrito addirittura ultimamente anche nei testi che sono stati trovati nella zona tra Afghanistan,
Pakistan e Algandara in cui sono testi molto antichi quindi abbiamo a disposizione un'infinità di insegnamenti che il Buddha ha dato e che sono stati registrati e portati fino a noi quando si parla del Buddha tipicamente si espongono quelle che sono le qualità del Buddha c'è anche una parte dei canti che vengono fatti la mattina nei monasteri o che possiamo fare anche noi in cui si dice che il Dharma è ben esposto dal Beato ed è apparente qui ed ora,
Quindi il Dharma viene espresso direttamente qui ed è senza tempo,
Incoraggia l'investigazione,
Conduce all'interno e poi può essere esperito individualmente da ciascuno di noi e questo è il bello del Dharma che ci ha portato il Buddha che possiamo riconoscere come segno di ottimo odore in tutti quanti gli insegnamenti che ci sono arrivati se poi andiamo invece a vedere le qualità del Dharma,
Del Buddha si dice innanzitutto che il Tathagata,
Il Buddha è assolutamente puro ed è perfettamente illuminato è impeccabile nella condotta e nella comprensione,
Quindi comprende perfettamente il Dharma ha raggiunto l'illuminazione,
È il conoscitore dei mondi questo conoscitore dei mondi è perché si ritiene che il Buddha potesse conoscere qualunque cosa in qualunque mondo non soltanto il mondo dove viviamo ma anche tutti gli altri monti del cosmo buddista,
Della cosmologia buddista ed è perfettamente capace di addestrare chiunque voglia essere addestrato c'è questa parte interessante che non dice che è perfettamente capace di addestrare chiunque ma capace di addestrare chi lo voglia perché chiaramente non c'è peggior surdo di chi non vuol sentire poi c'è una parte interessante in cui si dice che il Buddha è l'insegnante,
È il maestro,
È il maestro degli dèi e degli umani c'è questa parte molto interessante che è anche il maestro dei Deva ed è chiaramente santo e illuminato e quindi diciamo in tutti quanti in questo mondo con dei,
Demoni,
Spiriti e così via il Buddha riesce comunque assolutamente a dare luce e illuminazione a chi sta cercando la via della verità proprio portandogli direttamente il Dharma ed ha esposto il Dharma,
Questa è una delle caratteristiche del Buddha perché ha esposto questo Dharma che è bello all'inizio,
È bello a metà,
È bello alla fine e poi si riconosce che ha spiegato la vita spirituale in perfetta purezza in tutta la sua essenza e tutte quante le sue diverse pratiche e queste sono tutte le minime qualità che si riconoscono sono minime perché ce ne sono sicuramente mille altre ma queste sono quelle forse più importanti qualità che peraltro non sono scontate perché il Buddha avrebbe anche potuto decidere di non insegnare nel buddismo antico c'è una categoria di Buddha che si chiama Pachecka Buddha che sono le persone che raggiungono da sé l'illuminazione e poi decidono di non insegnare tipicamente si ritraggono dalla vita,
Vanno a fare una vita assolutamente di romitaggio all'interno di una foresta come diceva appunto Bhikkhu Bhoti o dentro una caverna comunque seclusi e rimangono all'interno di questo romitaggio senza insegnare e questo chiaramente può dipendere da molte cose non è detto che chi raggiunga l'illuminazione sia necessariamente capace di insegnare magari una persona con poca dimestichezza del linguaggio,
Con poca dimestichezza dell'arto oratorio e quindi non riesce a trovare le parole per esprimere quello che le parole non aiutano certo a dire noi siamo stati fortunati perché il Buddha storico,
Il Shakyamuni Buddha era invece una persona completamente addestrata in tutte le arti sia le arti guerriesche che nelle arti oratorie così come in molte altre arti in quanto aveva avuto un addestramento per diventare il re almeno il re della zona in cui viveva,
La zona della famiglia di Sakya da cui appunto il nome Shakyamuni e questa capacità è riuscita a metterla in azione la storia dice con un po' di spintarella da parte di Brahma che ha detto beh forse è arrivato il momento che va a insegnare perché all'inizio il Buddha ha pensato di essere anche lui un Pacheka Buddha di non andare a insegnare e poi c'è stato questo Brahma che ha detto forse Dio Brahma ha detto forse devi ricordare che c'è qualcuno che ha soltanto poca polvere sugli occhi ed è arrivato il momento di togliere questa polvere dagli occhi e quindi consentire alle persone di illuminarsi e di queste persone ce ne sono state molte all'epoca del Buddha tantissime se pensiamo addirittura che Sariputta il suo grande discepolo raggiunse il primo livello di illuminazione soltanto parlando per la prima volta con un monaco discepolo del Buddha che vide così sereno,
Così tranquillo mentre camminava e gli chiese di chi fosse il discepolo e che cose insegnasse e questo discepolo del Buddha gli raccontò le quattro nobili verità e lui raggiunse già il primo livello di illuminazione praticamente al sentire le nobili verità,
Le verità dei nobili e poi chiaramente si fece monaco insieme al suo cugino Mogallana e tutti e due raggiunsero molto velocemente l'illuminazione completa diventarono Arhant Arhant completamente legati al Sangha di cui fecero parte integrante per tutti quanti queste decine d'anni finché non morirono entrambi il Buddha ha negato molte volte durante la sua vita il culto come persona il culto come persona perché quando i monaci si lamentavano che sarebbero rimasti orfani del Buddha spesso lui gli diceva chi è il Buddha il Buddha forse è questo corpo e i monaci ovviamente rispondevano di no il Buddha è forse queste sensazioni,
Percezioni questi pensieri,
Formazioni mentali questa coscienza sensoriale ripercorrendo i cinque aggregati i monaci ogni volta risponderono di no e allora il Buddha li prendeva anche un po' in giro e gli diceva ma come non riuscite nemmeno a sapere chi è il Buddha mentre ce l'avete davanti e pensate che scomparirà o che sarà qualcos'altro dopo la morte quindi preoccupatevi di di continuare la pratica e questo è quello che fa del Buddha un ottimo maestro qualunque momento era buono per dare l'insegnamento c'è una cosa che si fa all'università quando si interroga gli studenti agli esami e tipicamente anche se arriva un studente un po' somaro è difficile resistere alla tentazione facendomi una domanda ottenendo una risposta sbagliata di non rispiegargli un'altra volta quella cosa che non aveva capito e il Buddha penso che sia stato molto più compassionevole di quanto non lo siano un genere di professori rispiegando e rispiegando quello che penso che per lui sarà stata una cosa anche di una noia infinita probabilmente perché ha passato una vita a ripetere sempre le stesse identiche cose come ha più volte detto ha passato la vita a parlare della sofferenza e dell'estinzione della sofferenza e quindi c'è questa enorme pazienza che dobbiamo senz'altro riconoscere al Buddha così come un altro epiteto del Buddha è quello di essere un'oceano di compassione un'oceano di compassione e il Vesak può essere una festa in cui magari possiamo ritrovare un po' il Buddha ritrovare un po' il Buddha,
Toccarlo un po' quando si fanno queste feste del Vesak ai monasteri,
Non soltanto al Santa Città ma in qualunque punto una cosa che tradizionalmente si fa si prendono delle candele e dei fiori e dell'incenso a rappresentare la candela e la luce del Dhamma l'incenso,
Il buon odore del Dhamma e i fiori chiaramente sono un dono,
Un'offerta che si fa al Buddha e con questi fiori,
Con questa candela con questo incenso si fa tre giri intorno alla statua del Buddha ed è una cosa che chiaramente possiamo fare anche a casa nostra magari possiamo mettere,
Se abbiamo una statuetta del Buddha appoggiarla dentro la stanza e poi fare tre giri o anche più di tre giri intorno a questa statuetta o semplicemente possiamo andare all'aperto e magari anche senza incenso senza fiore,
Senza candela possiamo fare tre lunghi giri intorno a un albero,
Intorno a un laghetto a qualcosa di particolarmente piacevole e un buon modo per focalizzare la mente sul Buddha è quello di utilizzare questi mantra minimali che sono della tradizione Dravada facendo il primo giro con il mantra Buddha quindi alzando un piede e pensando Buddha e appoggiandolo e facendo tutto questo primo giro con questa focalizzazione sul Buddha poi potremmo fare il secondo giro invece col secondo rifugio,
Quello del Dharma e il mantra in questo caso è Dhammo e quindi si girerà sempre con Dhammo si può alzare un piede e si può appoggiare il piede in particolare osservando il Dharma all'interno degli insegnamenti del Buddha quindi come forma anche di riconoscenza al Buddha che l'ha insegnato e l'ultimo giro lo possiamo fare con il Sangha e il mantra in questo caso come è abbastanza evidente è Sangho che sono tutti e tre i nominativi di Buddha,
Dhamma e Sangha e quindi anche in questo caso sarà Sangho riconoscendo che il Sangha è un'emanazione diretta del Buddha il Sangha di cui prendiamo rifugio è il Sangha delle persone dei quattro tipi di persone che hanno raggiunto un qualche livello di illuminazione dall'entrata nella corrente fino al livello di Arahant ma possiamo anche essere del tutto riconoscenti anche ai due Sangha monastici quello dei monaci e quello delle monache e se riusciamo ad aprire il cuore ad aprire il cuore magari riusciamo ad avere un contatto più diretto con il Buddha più diretto con il Buddha perché in realtà il Buddha in quanto persona naturalmente è morto da tempo è morto il giorno in cui ha raggiunto il parinibbana ma per molti versi è ancora completamente presente presente adesso,
È presente con gli insegnamenti è presente con tutta questa energia che ha messo in moto nel momento in cui ha girato la ruota del Dharma è come se fosse esplosa una stella nel momento in cui ha esposto le quattro nobili verità e questa stella sta ancora mandando luce in tutto l'universo come quelle stelle che la sera quando è notte osserviamo che sono completamente luminose magari sono stelle ormai esplose estinte ma continuano a mandare luce soltanto che probabilmente il Buddha non è completamente estinto come quelle stelle proprio perché probabilmente non è nemmeno mai esistito in quanto raggruppamento di aggregati quantomeno le qualità del Buddha vanno al di là di queste qualità degli aggregati ma anche se il Buddha è morto se il Buddha è estinto la luce ancora risuona risuona nell'universo possiamo magari anche provare a toccare questa questa luce del Buddha in modo diretto come se avessimo una relazione diretta con il Buddha magari possiamo mettere un'immagine del Buddha una statuetta del Buddha e meditare su questa su questa immagine,
Su questo viso,
Su questo corpo che sono così riposanti sono così pieni di stabilità pieni di pace è la prima cosa che l'immagine del Buddha ci offre sempre chiunque vede l'immagine del Buddha vede proprio questo questo bell'essere bell'essere rilassato bell'essere in pace in qualche modo possiamo provare a fare nostre queste caratteristiche del Buddha anche semplicemente meditando sul corpo del Buddha quello che in Pali si chiama Buddha Rupa la forma del Buddha più che il corpo del Buddha si parla proprio di forma del Buddha che anche questa è chiaramente impermanente anche questa è soggetta alla disgregazione però anche la forma del Buddha,
Il Buddha Rupa ci può dare un insegnamento in sé ed è la ragione per cui ci sono così tante statue e così tante immagini in qualsiasi monastero e magari anche a casa nostra abbiamo immagini del Buddha possiamo anche fare una meditazione in cui anziché stare con gli occhi chiusi possiamo meditare sul Buddha Rupa e riconoscendo in queste doti del Buddha dell'essere oceano oceano di Karuna nell'essere così capace a portare il Dharma così capace di insegnare a tutti riconoscendo che anche noi abbiamo in noce queste qualità che possiamo in un qualche modo sviluppare diventando anche noi capaci di esporre il Dharma capaci di parlare del Dharma magari senza nemmeno nominarlo mai ma raccontando un po' anche alle altre persone cos'è questo Buddha Dharma questo insegnamento del Buddha portando la compassione nelle cose che facciamo portando la chiarezza,
Portando la pace e trovando queste identità con il Buddha Rupa che non è un interesse con il Buddha Rupa perché sembra che ci sia il Buddha che ci siamo noi quando il Buddha ci ha insegnato che in realtà se andiamo a vedere con precisione il Buddha nel noi e proprio riconoscendo questa assenza di realtà ultima della forma del Buddha della nostra forma è lì che possiamo incontrare più comodamente il Buddha e con l'augurio che la festa del Vesak ci porti proprio a questo a questo stato di connessione a questo stato di pace stabile questo ritrovare nel nostro cuore le caratteristiche che il Buddha era riuscito a trovare così splendidamente ha cercato per tutti gli anni della sua vita nei suoi oltre 40 anni di predicazione ha cercato di risvegliare in tutti ci possiamo augurare che arrivi presto questo stato di illuminazione per tutti noi che questo stato di illuminazione come il Buddha non è rimasto fermo a fare il Pacek Buddha seduto dentro una caverna senza insegnare possiamo anche noi aiutare gli altri esseri a illuminarsi a loro volta Buon Vesak!
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