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Riflessioni Di Dharma Sui Fiori

by Sirimedho - Stefano De Luca

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Queste riflessioni di Dharma sui fiori si basano su un haiku di Basho, che abbiamo usato per meditare: Quali dita toccheranno in futuro quei fiori rossi?- Matsuo Basho Nelle riflessioni si è parlato di impermanenza (anicca) e di non-sé (anatta).

Trascritto

Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa.

Buddham dammamsangam namassamim.

Abbiamo meditato su questa poesia di basso e vorrevo di nuovo tornare su questa breve poesia di questo monaco zen giapponese famoso per Iaiko,

Per questi componimenti di sori traversi di cui probabilmente è il più grande poeta di tutti i tempi.

In questa poesia ci dice qual dita toccheranno in futuro quei fiori rossi.

Sono semplici momenti,

Questi Iaiko sono dei momenti molto precisi,

Molto piccanti,

Ficcanti nella nostra realtà,

Ci ricordano che in qualsiasi momento possiamo essere veramente consapevoli di qualche cosa.

Pochi giorni fa mi è capitato di passare di fronte a delle piante di rosa,

Ce n'erano di diversi colori,

Ce n'erano sia rosse che rosa.

Stavamo andando a una regnone ma mi sono fermato un attimo per provare a sentire il profumo di queste rose,

Che in realtà non c'era molto,

Non profumavano tantissimo.

Ho questa abitudine di toccare molto leggermente i petali dei fiori,

In particolare quelli delle rose che sono quasi dei piccoli promemoria,

Che c'è bellezza in tante occasioni,

In tanti momenti,

Per cui come faccio pressoché sempre li ho leggermente carezzati.

E qui Bansho,

Oltre che averli probabilmente annusati e probabilmente carezzati come ho fatto io,

Si sarà anche posto questa domanda,

Chi li carezzerà in futuro?

Come saranno le dita che carezzeranno ancora questo fiore?

Magari le sue stesse dita qualche minuto dopo,

Qualche ora dopo,

Qualche giorno dopo è tornato di nuovo a quei fiori e li avrà toccati ancora.

E si sarà chiesto,

Ma queste dita che stanno toccando questo fiore sono le stesse dita che l'avranno toccato dieci minuti fa,

Un'ora fa,

Un giorno fa.

Io penso che i fiori siano dei grandi maestri,

Perché possiamo vederli in tutta la loro bellezza.

Quando li vediamo come boccioli sono un po' belli,

Spesso sono decisamente bellini,

Ma non sono mai estremamente belli.

Però ci piacciono molto perché già vediamo in loro innoce quello che sarà la bellezza del fiore.

Vediamo un bocciolo di rosa,

Magari ancora racchiuso da quelle parti,

Credo che siano i pistilli verdi che lo rinchiudono e già pensiamo a come sarà quando sarà una bella rosa sbocciata.

Quando vediamo però la rosa sbocciata non pensiamo al passaggio successivo che quella rosa sbocciata poi,

A volte anche molto velocemente,

Diventerà una rosa che perderà poi i petali e poi cadranno i petali e rimarrà soltanto la parte al centro da cui potranno però nascere dei nuovi semi.

Tendiamo ad avere una visione un po' di parte,

Così come tendiamo a fermarci a sentire il profumo delle rose ma non certo a sentire le puzze che troviamo per strada.

Andiamo a carezzare magari i petali delle rose ma non andiamo certo a carezzare dei liquami che stanno per strada oppure tutti quanti gli aculi di un riccio,

Di un istrice.

Tendiamo a vedere molto il mondo sulla base di quelle che sono le nostre sensazioni,

Di quelle che sono le nostre preferenze e anche queste sensazioni,

Queste preferenze spesso diventano così poco consapevoli,

Così poco consapevoli.

Quante volte saremo passati di fronte a dei bellissimi fiori senza nemmeno notarli,

Del bellissimo cibo senza nemmeno osservarlo,

Di fronte a una persona a cui vogliamo bene senza nemmeno farci caso.

Un po' tendiamo ad abituarci alle cose,

Per cui se ci capita di vedere un fiore esotico,

Un fiore che non abbiamo mai visto staremo lì in pienissima consapevolezza di osservarlo perché andremo a osservare quanto è strano,

Quanto è incredibilmente diverso da tutte le altre cose che conosciamo.

Se ci capita di andare a una serra in un giardino botanico potremo avere questa sensazione e magari invece non vediamo tante altre cose che ci capita di vedere tutti i giorni.

Il mondo è pieno di bellissimi fiorellini che stanno a terra,

Che sono minuscolissimi,

Magari soltanto 2-3 mm che però non guardiamo.

Però se portiamo consapevolezza,

Li fotografiamo,

Poi le persone li guarderanno e diranno ah che meraviglia questo fiore,

Ma dove stava?

Uno potrebbe dire proprio sotto i miei piedi,

Immediatamente sotto i miei piedi e ci potremo rendere conto che c'è bellezza in ogni momento della nostra vita.

E sebbene sia una bellezza che non possiamo trattenere,

Non c'è modo di mantenere un fiore di rosa per sempre bello,

Per sempre profumato,

Per sempre piacevole.

Così come non possiamo mantenere un fiore di rosa nello stato di bocciolo,

Nello stato di fiore appena sbocciato,

Ancora giovane oppure più aperto,

Già completamente pronto a dare tutto il profumo ma poi inevitabilmente cambierà,

Si dissolverà,

Come tutte le cose che sono nate inevitabilmente andrà presso la disgregazione.

E qui però abbiamo in un qualche modo una scelta abbiamo una scelta di vedere questo fluire,

Questo passare dal bocciolo alla rosa piena,

Alla rosa sfiorita alla rosa ormai senza più pedali e poi magari una pianta che diventa anche secca perché è arrivato l'inverno vederlo come una cosa che ci addolora perché abbiamo perso quel magnifico fiore,

Quel magnifico profumo oppure vederlo invece come la bellezza del fluire ci sono in realtà tante cose che ci piace vedere fluire,

Sentire fluire ad esempio quando ascoltiamo la musica,

Non è che ci piace sentire una nota soltanto ma quello che ci piace è la varietà,

Il cambiamento c'è una nota,

Poi un'altra,

C'è un ritmo,

Poi un altro inizia uno strumento,

Poi si passa ad un altro strumento e non penso che nessuno di noi si sarà mai dispiaciuto che uno strumento abbia smesso di suonare all'interno di una canzone,

Di una sinfonia perché sappiamo che quello strumento ha finito e poi ne comincerà un altro e magari quello stesso strumento suonerà poi in un altro momento e quindi non sentiamo questo smettere,

Questo finire come un abbandono,

Come una morte ma lo vediamo semplicemente come un flusso,

Un flusso anche piacevole ed è proprio il flusso che è piacevole se rimanessimo sempre a sentire un do diesis per più di 2 secondi,

3 secondi,

30 secondi probabilmente non ci piacerebbe più anche quando i cantanti lanciano un acuto e rimangono magari su quell'acuto per un po' di tempo se lo fanno per 3 secondi ci piace,

Per 10 secondi pregustiamo di sentire l'abilità tecnica di questo cantante,

Di questa cantante ma se lo facesse per 10 minuti sarebbe la cosa più noiosa dell'universo e nessuno di noi vorrebbe sentire un acuto tenuto per così tanto tempo e stiamo parlando soltanto di 10 secondi,

Di 10 minuti pensate che strazio sentire un acuto per tutto il giorno è come quando ai nostri vicini si rompe l'allarme e parte questa sirena dell'allarme che sta lì per tantissimo tempo e questa cosa ci manda veramente fuori di testa però poi abbiamo tante cose invece che desideriamo che si comportino proprio come quell'allarme rotto come quell'acuto surreale di un giorno intero di un cantante per cui vorremmo che rimanga sempre tutto uguale penso che la sensazione di andare su una barca lungo il fiume sia una delle sensazioni più piacevoli specie quando la barca va nella direzione del fiume quindi se siamo noi a pagagliare,

Se siamo noi a remare non dobbiamo fare nemmeno tanta fatica stiamo lì,

L'unica cosa che facciamo è rimettere nella direzione giusta la barca,

La canoa e ci godiamo semplicemente che cambia il panorama che cambia il profumo delle cose che stanno intorno a noi che cambia anche pian piano la luce perché magari la giornata sta andando avanti e ci possiamo interrogare perché questo piacere questo piacere dell'andare,

Del muoversi,

Dell'essere nel flusso non lo portiamo un po' in tutte le cose ma pensiamo che in un qualche modo tutto debba rimanere stabile,

Statico per piacerci quando Mazzuobascio ci dice quale dita toccheranno in futuro quei fiori rossi sembra anche un po' un gioco in realtà sembra anche un po' un gioco perché un po' ci fa pensare a questi fiori che chissà quanto tempo saranno lì presenti ma invece i fiori sono molto rapidi nell'apparire e molto rapidi nello sparire e ci possiamo chiedere poi in realtà se ci interessa di sapere quali sono queste dita che toccheranno questi fiori se ci sentiamo connessi con queste dita o forse no c'è un fiore che tocchiamo e magari poi ci sediamo su una panchina a osservarlo poi magari passa un'altra persona una persona giovane,

Una persona anziana e magari fa la stessa cosa che abbiamo fatto noi annusa quel fiore,

Lo tocca gentilmente e poi va via e magari ci sentiamo connessi con questa persona con questa persona che si è comportata come noi che ha ammirato la bellezza per quell'attimo di consapevolezza e poi anche quella persona cadrà dalla nostra attenzione la dimenticheremo oppure potremmo vedere una persona davanti a noi che guarda un fiore,

Lo tocca e ci fa venire voglia di toccarlo alla nostra volta e potremmo sentire che c'è qualcosa che ci lega che ci lega a questa persona ci lega l'attenzione,

Ci lega la ricerca del piacere ci lega la gentilezza ci lega la curiosità e magari grazie a quel fiore possiamo riconoscere che in fondo non siamo così diversi gli uni dagli altri ma che c'è veramente molto molto di simile fra tutte le persone,

Fra tutti gli esseri viventi e così un fiore può diventare una porta una porta per aprire la nostra vita in quel momento o un attimo di dharma,

Un attimo di consapevolezza che non è soltanto la consapevolezza del profumo o del colore ma la consapevolezza dello scorrere,

La consapevolezza dello scorrere del fiore e dello scorrere della nostra vita e magari in quel momento possiamo sentire il profumo del fiore e il profumo della nostra vita sapendo che quel fiore prima non era profumato e magari anche nella nostra vita ci sono stati momenti molto poco profumati sapendo che su quel fiore sono passati insetti farfalle,

Mosche e così anche noi nella nostra vita abbiamo toccato molte persone qualcuna che ci ha lasciato dei ricordi piacevoli qualcuna che ci ha lasciato ricordi meno piacevoli ma poi quando vediamo quel fiore lo vediamo risplendere e possiamo anche noi riconoscere che sebbene siamo stati toccati da mosche da insetti o anche da farfalle comunque possiamo risplendere in qualsiasi momento così come può risplendere anche una rosa una rosa che non ha più i petali ma che ha lasciato un buon seme un buon seme che darà forse effetti di un'altra rosa di un'altra bellissima rosa oppure seguendo il Dharma un seme che non ha più necessità di rinascere ma che a quel punto tira un po' un sospiro di sollievo e dice ok non serve che mi manifesto con i petali,

Mi manifesto con l'odore sono rosa anche senza petali,

Sono rosa anche senza odore e a quel punto l'odore è uno soltanto che è quello del Dharma l'odore è uno soltanto che è quello della liberazione e con l'agurio con ogni rosa che vediamo,

Con ogni fuori che vediamo ci dia un piccolo slancio verso il contatto con questo profumo assoluto con questo profumo che non smette mai del Dharma possiamo prendere rifugio nel Buddha,

Nel suo insegnamento nella comunità dei praticanti per far sì che anche la nostra vita sia una vita di sempre maggiore libertà,

Sempre maggiore liberazione e sempre più aperti alla compassione verso noi stessi e verso tutti gli altri esseri e così concludo queste riflessioni su questa poesia rapida di Basho che ha attraversato ormai quasi tre secoli e mezzo per arrivare a noi grazie

5.0 (2)

Recensioni recenti

Emanuele

August 4, 2023

Grazie 🙏🙏👋👋👋

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