
Sangha
by Nicolò Mazza
Meditare è un’esperienza profondamente personale. Ma questo non significa che debba essere solitaria. A volte, condividere il silenzio con altre persone ci ricorda che il cammino interiore non riguarda solo noi stessi, ma anche il modo in cui impariamo a stare in relazione.
Trascritto
All'inizio del mio percorso pensavo che la crescita interiore dipendesse soprattutto dall'aspetto tecnico.
Respirarne con la tecnica giusta,
Leggere,
Studiare,
Praticare con continuità.
E tutto questo è importante.
Poi però ho iniziato a meditare sempre più spesso insieme ad altre persone,
Ad altri praticanti.
E mi sono accorto di quanto fosse prezioso il fatto di sentirsi parte di un gruppo.
Di vedere che le difficoltà che vivo io,
Sia nella pratica ma anche nella vita,
Le vivono anche gli altri.
Il fatto di poter essere autentici senza dover dimostrare niente.
Tutto questo perché c'è una parte del nostro dolore che nasce nella relazione.
E molto spesso è proprio nella relazione che può iniziare a sciogliersi,
A guarire.
Per questo credo che la pratica non sia fatta soltanto di tecniche.
Ma sia fatta anche di presenza condivisa e di comunità.
Di persone che semplicemente scelgono di guardarsi dentro insieme.
E purtroppo secondo me questa è una parte della meditazione di cui si parla ancora troppo poco.
E' questo in realtà il tipo di pratica che mi interessa coltivare.
Una pratica che ci aiuta a lavorare su noi stessi,
Ma senza dimenticare che cresciamo anche nell'incontro con gli altri.
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