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Riflessioni di Dharma sul karma

by Sirimedho - Stefano De Luca

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Riflessioni di Dharma (Dhamma) sul karma (kamma), ovvero gli effetti dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Si parla degli effetti del karma sui nostri stati mentali (sankhàra-khandha)

Trascritto

Questi giorni stiamo tutti quanti forzatamente tornando a una situazione di lavoro più normale in un qualche modo e anche chi non lavora sta tornando a una situazione di vita che è la più normale rispetto a questa più strana che abbiamo avuto,

Anche chi è andato dal lavoro si è trovato in una situazione strana e chi è rimasto a casa altrettanto,

Per cui ci siamo in un qualche modo trovati a essere qualcosa di molto lontano da noi,

Bene o male abbiamo questa sensazione di essere un noi,

Di essere un qualcosa di stabile e questa situazione è stata messa molto molto in discussione dalla pandemia,

Dal blocco che c'è stato e da tutto quello che ne ha significato,

Poi credo però che un po' tutti abbiamo trovato una nuova stabilità,

Una nuova stabilità anche durante il lockdown,

Anche dovendo andare in situazioni a lavoro fuori che possono essere state tutto sommato tranquille o invece incredibilmente complicate,

Però anche quello poi alla fine è diventato il nostro modo di essere e poi adesso si è riaperto un po' tutto e ci ritroviamo di nuovo in una situazione strana,

Per cui eravamo stati strani prima e adesso siamo di nuovo strani.

Oggi mi è capitato di andare a lavoro,

Penso che sia forse la quinta volta che esco per lavoro dagli ultimi tre mesi e stavamo invece fisicamente in una stanza,

C'era una persona anche piuttosto preoccupata del covid e quindi appena uno si alzava dalla sedia lui si scostava,

Si rimetteva la mascherina e così via e quindi era estremamente difficile non ricordarsi la propria fisicità,

Per cui poi pian piano alla fine siamo diventati tutti molto più fermi,

Più più tranquilli perché abbiamo visto che questo poteva creare disagio nelle altre persone ed è incredibile come cosa che in tutto questo noi continuiamo a pensare di essere sempre noi stessi,

In realtà siamo stati veramente molto sballottati da un'immagine di noi stesse molto diversa in tutto questo tempo,

Però continuiamo ad avere questa immagine di continuità,

Anche se poi l'immagine di continuità è come un flusso,

Un flusso che cambia continuamente,

Non c'è una cosa stabile,

Se fosse una cosa stabile mi sarei comportato oggi come mi sarei comportato un anno fa,

Mentre il comportamento era molto diverso,

Mi sarei comportato oggi come mi sarei comportato da ragazzo,

Invece ormai non essendo più ragazzo di tempo,

Ormai la risposta alle parole delle persone e così via è radicalmente radicalmente cambiata,

Così come è cambiata radicalmente la risposta anche ai pensieri,

Però è chiaro che ci serve una continuità,

Se vogliamo vivere nel mondo questa continuità ci permette di funzionare bene,

Di poter relazionarci con gli altri,

Però al tempo stesso possiamo anche interrogarci se la sentiamo davvero questa continuità o no,

Se sentiamo davvero che siamo una cosa che non muta,

Che in qualche modo possiamo dire questo è quello che veramente sono,

O se invece possiamo osservare che forse siamo un processo,

Siamo un modo di rispondere a quello che il mondo ci propone,

A quello che sperimentiamo,

Che tocchiamo con i nostri sensi e ancora di più quello che sperimentiamo con la nostra mente,

Perché ogni cosa che osserviamo è inevitabilmente comunque filtrato dalla nostra mente,

Qualunque cosa sia,

Che sia un inciampo che prendo su una scala,

Oggi sono riuscito a inciampare in un modo particolarmente pittoresco,

O che sia la lettura di un libro o l'ascolto di una frase complessa,

È comunque qualcosa che passa nella nostra mente,

Un inciampo che poteva crearmi molto disagio,

Vergogna e così via,

Oggi non lo è stato,

È stata una cosa più che più che tranquilla,

In altri momenti per me sarebbe stata una grande fonte di dolore,

Di imbarazzo nell'inciampare in questo modo di fronte ad altre persone nemmeno conosciute tanto bene,

E lì possiamo fare un piccolo scatto in più e provare a osservare se l'imbarazzo ad esempio come in questo caso,

O magari invece il momento di felicità appagante di aver fatto bene qualcosa di fronte agli altri,

Quanto sia connaturato alla situazione,

Quanto sia connaturato agli altri,

O quanto invece sia connaturato al modo in cui percepisco le cose,

Al modo in cui la mente è andata a relazionare questa cosa che sta succedendo in questo momento con tutte le altre cose che sono successe,

Sono successe fino adesso.

Dal punto di vista intellettuale è piuttosto semplice come cosa,

Però ormai con la scienza che c'è oggi per noi è molto semplice dire sì,

Cambiamo continuamente,

Non c'è nulla di continuo,

Addirittura ci dicono che tutto il corpo si rinnovi ogni sette anni,

Non so precisamente se è vero,

Sembrerebbe di sì,

Ma ci sia un rinnovamento delle cellule,

Del corpo,

Addirittura anche delle ossa che vengono sostituite piano piano,

Quindi addirittura sembrerebbe che il nostro io di sette anni fa addirittura non è nemmeno fisicamente lo stesso da adesso,

E la domanda potrebbe essere ok,

Allora se non è lo stesso da dove viene?

E se non siamo noi a controllare questa sostituzione,

Chi siamo noi per poter pensare di esserci stessi?

Però oltre all'osservazione semplice potrebbe essere interessante anche osservare,

Proprio perché è la nostra mente che filtra tutte quante queste cose,

Se la nostra mente ci può soccorrere in qualche modo a vedere il mondo più da vicino,

Più così com'è.

Quando ci mettiamo tranquilli,

Sereni,

Seduti senza fare niente,

Ad esempio in meditazione possiamo star seduti senza nessuna preoccupazione,

Senza nessuna riflessione particolare,

E quello in un qualche modo lascia lo spiraglio aperto,

Lascia la porta aperta per entrare qualche bella intuizione,

Qualche bel momento di perfetta visione del mondo,

Che inevitabilmente è un senso di libertà,

È un senso di apertura del cuore per cui dici ah,

Adesso ho capito.

Non è mai accipicchia così,

È una cosa tragica,

Ma è sempre qualcosa che si sblocca,

Qualcosa che ci permette di stare un po' più comodi con noi,

Un po' seduti,

Un pochino più comodi,

Un po' più sereni senza dover far fatica a preoccuparci delle cose del mondo.

E allora l'osservazione,

Questa mente che è così irriquieta,

Ci può portare però aiuto in un qualche modo,

Cos'è che ci tiene bloccati in questa posizione di scomodità,

In questa necessità di dover sbloccare qualche cosa,

Se c'è qualcosa da sbloccare significa che in un qualche modo ci siamo bloccati.

Se andiamo a vedere questa cosa scopriamo che quello che succede è che tutte le precondizioni che ci sono state hanno fatto sì che noi siamo arrivati in questo momento,

In questo esatto modo e tutte queste precondizioni sono state fatte così,

Sono state vissute così,

Non perché erano oggettivamente così,

Ma perché ci siamo attaccati un po' una cosa,

Un po' un'altra,

Un po' un modo di essere tale che ci ha condotto poi ad arrivare in questa situazione.

Qualche anno fa un artista ha fatto una targa che ha messo alla stazione di Milano in cui c'è scritto tutti i passi della mia vita mi hanno portato in questo posto,

In questo momento,

Quindi uno va in giro e trova questa targa e dice tutti i passi della mia vita mi hanno portato esattamente in questo modo,

Momento e in questo luogo.

Questa è una cosa che vale anche per noi adesso,

Tutti i passi della nostra vita ci hanno portato esattamente in questo momento a stare dove siamo e ad essere così come siamo ed è incredibile pensare che non è soltanto l'ultimo passetto che ci ha portato a questa cosa,

Ma c'è stato tutto un lungo lungo percorso che veramente comincia con la nostra nascita se non addirittura prima e che pian piano ci ha condotto a essere quelli che siamo.

Potremmo chiederci se come siamo adesso ci piacciamo o meno,

Se ci piace essere quello che siamo o se non ci piace essere quello che siamo,

Però possiamo anche chiederci osservando davvero come siamo se questa è una domanda che ha veramente senso.

Osservare in profondità il Vipassana vuol dire utilizzare al meglio la saggezza,

Utilizzando al meglio la saggezza vediamo che abbiamo fatto tutti quanti questi passi,

Non soltanto l'ultimo passo per arrivare qui e che tutti quanti questi passi hanno congiurato per farci essere quello che siamo.

Allora se osserviamo con saggezza forse non ha senso parlare di mi piace o non mi piace come sono,

Sono contento o non sono contento di quello che sono,

Ma sicuramente possiamo lasciare spazio a dire sono così,

Posso però lasciare andare e sentire senza modificare,

Senza dover cambiare tutto dal profondo,

Posso provare a lasciare andare e vivere la mia vita maggiormente in serenità.

Magari posso aggiungere un filino di serenità adesso,

Poi ne posso aggiungere un altro pochino domani e poi continuare così,

Però a un certo punto mentre che siamo qui possiamo fare quel tac che ci consente veramente di raggiungere una felicità più più stabile.

Quello che ci ha portato qui è di fatto il karma,

Il karma è semplicemente la legge di causa-effetto,

La legge di causa-effetto che ci porta a dire che avendo vissuto certe cose,

Avendo toccato le cose in certo modo,

Poi dopo ci sono stati degli effetti.

Non è una cosa particolarmente misteriosa né una cosa particolarmente soprannaturale,

Però ha un aspetto particolarmente,

Particolarmente sottile che va oltre la semplice regola di causa-effetto fisica.

Se pensiamo soltanto a una causa-effetto fisica,

C'è un gradino,

Inciampo sul gradino e casco,

C'è un corrimano,

Mi poggio sul corrimano,

Non casco più,

Va bene ed è già un'operazione estremamente,

Estremamente utile perché se lo facciamo con cura questo già ci dà delle ottime indicazioni su noi stessi.

Ma quello che possiamo osservare meglio è questa cosa che sto facendo,

Questo modo di vivere le cose come sto facendo,

Mi ci sto grappando,

Lo sto apportando dentro la mia personalità,

Il karma quello che ci suggerisce è che noi possiamo anche vivere e agire senza karma.

Si dice che gli illuminati non sviluppino karma,

Ma se il karma è la legge di causa-effetto,

Come fa l'illuminato a non generare karma?

Anche il Buddha cammina,

Se camminate entro la pozzanghera si sporcherà i piedi e camminando nella pozzanghera farà le onde,

Anche quello è causa-effetto.

Però continuiamo a dire,

Continuiamo a trovare che gli illuminati,

Non soltanto il Buddha,

Ma tutti gli illuminati,

Illuminati ed illuminate possono vivere senza karma.

Perché senza karma?

Perché il karma è attaccamento,

È causa-effetto collegato all'attaccamento,

Mentre se io riesco a scardinare questo attaccamento potrò fare delle cose senza portarmelo al mio interno,

Senza portarlo all'interno del mio flusso di personalità,

Di questo flusso che cambia continuamente.

Se io inciampo e nell'inciampare mi vergogno tantissimo,

Mi sto attaccando a qualcosa,

Mi sto attaccando un'immagine di me,

Un'immagine di me di fronte agli altri eccetera,

Oltre che soffrire in quel momento,

Avrò creato un'immagine in me di questa sofferenza,

Che mi porterà poi questa immagine,

Questo blocco,

Questo nuovo nodo che mi sono andato a creare,

Mi porterà poi qualche effetto successivo.

Potrebbe essere un effetto che magari avrò paura di camminare e quindi starò,

Magari nemmeno vorrò più uscire di casa,

Oppure se vedo le scale di quel tipo non lo voglio far più,

O potrebbe portarmi addirittura che invece deciderò di fare un corso di danza per non fare più che io caschi.

Non è detto che gli effetti siano apparentemente sempre negativi,

Possono essere anche apparentemente positivi,

Possono essere anche assolutamente salutari e assolutamente non salutari,

Però sono in un qualche modo effetti che non sono saggi,

Non sono effetti che nascono da una condizione di libertà.

Mentre possiamo inciampare serenamente e dire ok ho inciampato e lì finisce la cosa.

C'è una storia zen molto molto famosa e molto molto carina di un monaco anziano e un monaco giovane,

Sono due monaci zen e quindi stanno in giro per l'Oriente e in certo punto trovano la strada che è tutta inondata di acqua,

Di fango e c'è una ragazza che sta sul bordo che è preoccupata,

Non riesce a passare perché ha paura di sporcarsi il vestito.

Allora il monaco anziano arriva,

La prende,

La prende in braccio,

Voi sapete che i monaci non possono toccare le donne così come le monache non possono toccare gli uomini,

La prende in braccio e la porta al sicuro dall'altra parte,

Poi la posa e continuano semplicemente a camminare.

C'è il monaco giovane che continua a stare al suo fianco e lo guarda,

Lo guarda,

Insomma non riesce poi a star zitto.

Dopo un po' di chilometri,

Un monaco comunque ben addestrato quindi dopo 10-15 chilometri si ferma e dice maestro te lo devo assolutamente chiedere ma quella ragazza che tu hai preso,

Il monaco anziano non lo fa nemmeno continuare e gli dice,

Quale ragazza?

Io l'ho posata lì giù la ragazza,

Tu evidentemente te la sei portata ancora fino a qui giù,

La ragazza ancora qui con te,

Io l'ho già appoggiata da un pezzo.

Ecco in un qualche modo diciamo quello che possiamo fare col karma è proprio quello che ha fatto quel monaco anziano cioè di vivere le cose con semplicità facendole e posandole cercando chiaramente di fare del meglio della nostra vita in modo tale da portare il massimo della serenità della pace a noi a tutti quanti gli esseri e cercando di ridurre il carico di dolore a noi a tutti quanti gli esseri però provando a essere anche più leggeri,

Fare le cose e poi lasciarle andare,

Fare le cose e non soltanto non farci condizionare nell'immediato ma nemmeno farci condizionare a livello mentale e per far questo l'unico modo è quello di osservare le cose con con saggezza osservare che fare una cosa ha un effetto ma che questo effetto può essere anche abbandonato in questo modo possiamo pian piano cominciare a lasciare andare anche tutto quanto il karma che abbiamo accumulato che non è una cosa fisica è semplicemente tutta quanta quella lunga serie di azioni che ci hanno portato oggi come i nostri passi a essere esattamente dove siamo esattamente come siamo e che però tutto sommato possiamo anche pian piano cominciare a ritenere ormai ormai inutili e quindi permetterci di star seduti di vivere come se fossimo seduti calmi e comodi e quindi lasciandoci la possibilità di vivere osservando il mondo esattamente così com'è nella sua piena nella sua piena luce nella sua piena splendidezza splendezza il suo pieno splendore queste sono le mie riflessioni di oggi grazie

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Emanuele

May 26, 2024

Grazie 🙏🙏

Sandra

July 24, 2020

grazie Stefano è stato mto interessante ascoltarti. .sono riflessioni nuove per me..ma le trovo mto coerenti e concrete

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