
Commento al Sutta Sull'Impermanenza
In questo commento al sutta sull’impermanenza, ho letto l’anicca sutta e offerto delle riflessioni di Dharma su di esso. Ho tradotto il sutta nella traduzione dall’inglese da Bhikkhu Bodhi. Questo è uno dei sutta più importanti, sul tema importantissimo di anicca, l'impermanenza.
Trascritto
Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa Namo tassa bhagavato arahato samma sambuddhassa Buddham dhammam sangham namassamim Allora oggi vorrei leggere un sutta un sutta che è molto importante che è il sutta sull'impermanenza si chiama Anicca Sutta Anicca è uno dei tre stati che nella prima nobile verità il Buddha ci dice che sono in un qualche modo parte integrante del mondo prima di raggiungere l'illuminazione o meglio il primo stato il primo segno è quello dell'insoddisfazione della sofferenza che adducca e questo diciamo può essere sradicato dall'illuminazione gli altri due stati invece sono in un qualche modo più stabili sono quelli di non se che non vuol dire né che non c'è un se né che il se c'è in modo permanente ma è uno stato di abbandono diciamo dell'attaccamento uno stato di se e lo stato di impermanenza che vuol dire che tutto è mutevole tutto cambia o più precisamente tutto ciò che nasce è soggetto poi a svanire e il Buddha in realtà non dice che tutto è impermanente ma ci dice che tutto ciò che nasce è impermanente che è molto diversa come cosa leggiamo però questo sutta piuttosto breve Asawati bhikkhu bhikkhu vuol dire monaci ma in senso stesso anche monache e laici e laiche insomma ci si rivolge alla comunità che sta ascoltando il discorso bhikkhu la forma è impermanente ciò che è impermanente è sofferenza ciò che è sofferenza è non se ciò che è non se dovrebbe essere visto come realmente è con la retta saggezza è in questo modo questo non è mio questo non sono io questo non è il mio se quando si vede questo così come realmente è con la retta saggezza la mente diventa spassionata ed è liberata dalle contaminazioni grazie al non attaccamento allo stesso modo la sensazione è impermanente la percezione è impermanente le formazioni mentali le formazioni evolutive sono impermanenti la coscienza è impermanente ciò che è impermanente è sofferenza ciò che è sofferenza è non se ciò che è non se dovrebbe essere visto come realmente è con la retta saggezza in questo modo questo non è mio questo non sono io questo non è il mio se quando si vede questo così come realmente è con la retta saggezza la mente diventa spassionata ed è liberata dalle contaminazioni grazie al non attaccamento e se bicco la mente di un bicco è diventata spassionata verso l'elemento della forma viene liberata dalle contaminazioni mediante il non attaccamento se la sua mente diventa spassionata verso l'elemento della sensazione verso l'elemento della percezione verso l'elemento delle formazioni mentali verso l'elemento della coscienza la mente è liberata dalle contaminazioni mediante il non attaccamento essendo liberata la mente è stabile stando ferma è contenta appagata essendo contenta non è agitata non essendo agitata il bicco raggiunge personalmente il nibbana egli comprende distrutta è la nascita la vita santa è stata vissuta ciò che doveva essere fatto è stato fatto non c'è più niente per questo stato di esistenza come vedete questo sutta è molto simile anche come formulazione alla Natalakana Sutta quella del sutta del non se però in questo caso il Buddha prende spunto da questa impermanenza e in realtà non è un'impermanenza generica applicata a tutte le cose ma è un'impermanenza legata ai cinque aggregati ai cinque khandha e qui parliamo come sempre dell'aggregato della forma che possiamo in un modo grossolano fare almeno in parte risalire al corpo quindi la forma in realtà è relativa a tutte le forme non soltanto a quelle del corpo ma anche ma anche il corpo quindi c'è l'aggregato della forma poi c'è nel momento in cui avviene il contatto c'è la sensazione dalla sensazione che ci dice se una cosa è piacevole,
Spiacevole oppure se è neutra si sviluppa pressoché in modo simultaneo anche il riconoscimento di quell'oggetto oggetto di contatto che è la sensazione la percezione,
Scusate e una volta raggiunta la sensazione e la percezione si sviluppano tutti quanti i vari pensieri emozioni,
Ricordi e così via che fanno parte delle formazioni mentali che qui BQBody traduce come formazioni volitive perché sono in un qualche modo determinate dal karma e quindi il karma fa sì che ci sia una volizione che ci sia un'intenzione e quindi queste formazioni mentali sono anche formazioni volitive una volta raggiunto in questo stato sempre in tempi estremamente rapidi c'è la coscienza che in questo caso qui è la coscienza sensoriale qua il Buddha ripete pressoché le stesse cose dell'altro sutta,
Quello del non se dando però due elementi particolarmente ghiotti per noi che insomma stiamo cercando di lavorare sulla nostra mente il primo elemento ghiotto è che ci dice che tutti quanti questi aggregati sono impermanenti impermanente disgraziatamente non è una parola così utilizzata in italiano quindi di fatto poi diventa una parola tecnica Ajahn Chah definiva questo termine come inaffidabile perché è qualcosa su cui non possiamo fare affidamento è come se noi volessimo fare affidamento al nostro corpo,
Poi diventiamo vecchi e malati e il nostro corpo non è più capace di darci alcun affidamento eravamo capaci a correre e a saltare poi a un certo punto le ginocchia vanno male il cuore non ce la fa più e quindi non riusciamo più essere soddisfatti dal corpo e la stessa cosa chiaramente avviene in poco con tutte le cose eravamo abituati alla sensazione piacevole di mangiare del buon miele e poi il miele finisce e magari si sente un amaro perché magari era anche un miele un po' rovinato e quindi anche la sensazione rimane rimane così insoddisfacente la percezione e il riconoscimento quindi già non ha un grosso livello di soddisfacimento all'inizio perché semplicemente dire c'è miele,
Non c'è miele riconosco che questa cosa che sto mangiando è miele ma poi chiaramente anche questa sensazione anche questa osagna come si chiama in pali scompare perché poi andiamo a toccare magari la forchetta e altre cose quindi abbiamo altre percezioni i pensieri poi sono ancora meno soddisfacenti perché cambiano ruotano,
Vorticano a velocità della luce quindi non possiamo certo far sì che i pensieri rimangono stabili e affidabili ma ieri abbiamo pensato una cosa che ci sembra una cosa così geniale,
L'attimo dopo ce la siamo dimenticata oppure abbiamo pensato una bella poesia e l'attimo dopo ci casca la penna sull'alluce ci fa male e il pensiero della poesia se ne va da qualche altra parte ma non sta più lì al suo posto questo per quanto riguarda le cose positive ma anche insomma se abbiamo pensieri di tristezza,
Di depressione poi fortunatamente anche questi sono instabili e scompaiono la coscienza chiaramente è ancora più stabile perché la coscienza che ho in questo momento di vedere riflessa la mia camicia bianca nel momento in cui mi giro e guardo dall'altra parte è una percezione che scomparirà perché magari invece sto osservando questa tazza e quindi ho la percezione della tazza,
Ho la percezione del sentire il ronzio del computer e così via nessuno di questi sembra sufficientemente stabili e il Buddha dice tutto ciò che è inerentemente inaffidabile,
Tutto ciò che è inerentemente instabile e queste cose che sono così,
Sono appunto le cinque ganda non ci danno la possibilità di essere intrinsecamente felici,
Non avendoci questa possibilità sono invece destinati a portarci sofferenza questo è quello che sembra detto dal dal sutta ed è quello che effettivamente il Buddha letteralmente dice per cui sembrerebbe che i cinque aggregati siano inerentemente sofferenza e quindi sembra che questo mondo in cui viviamo sia un mondo inerentemente instabile,
Inaffidabile e sofferente ma il Buddha poi ci dice però che quando si vedono le cose così come sono,
Cioè quando sappiamo che la forma il corpo le sensazioni,
I pensieri e così via sono inaffidabili,
Impermanenti e riconosciamo che sono inaffidabili impermanenti la mente diventa spassionata ed è libera dalle contaminazioni e poi aggiunge alla fine che essendo liberata da queste contaminazioni la mente diventa stabile ed essendo stabile diventa appagata diventa contenta ed essendo contenta non è più agitata non essendo agitata si raggiunge il nirvana,
Il nibbana e questo sembra un po' contraddire la prima parte ma come?
Prima mi dici che la forma è sofferenza e tutto il resto è sofferenza e poi mi dici però la mente è appagata e si raggiunge il nibbana come è possibile in un mondo intrinsecamente dominato dalla sofferenza che si possa raggiungere la pace incrollabile del nibbana è che in realtà il Buddha non ha mai detto che tutto è sofferenza il Buddha ha detto tutto è sofferenza finché ci aggrappiamo a queste cose,
Finché pensiamo di poter basare la nostra vita su queste cose nel momento in cui sappiamo che non ci possiamo basare su questo sappiamo che le cose sono impermanenti,
Instabili,
Inaffidabili allora semplicemente diciamo vabbè,
Ok oggi mi sono comprato una banana e questa banana non è stabile la forma della banana non è stabile perché se la lascio lì una settimana quando la vado a prendere trovo una bella banana tutta nera e anche un bel po' marcia e quindi vado a mangiarla,
L'unico effetto è che magari mi sento pure male magari forse non dopo una settimana ma se aspettiamo un mese sicuramente sì questo implica che la banana è sofferenza?
Io direi proprio di no implica semplicemente che se ci aspettiamo dopo un mese che abbiamo comprato le banane ce le andiamo a mangiare e le troviamo buone,
Bianche e saporite come quando le abbiamo comprate evidentemente stiamo nel pieno dell'illusione nel pieno di non aver capito precisamente come funzionano le banane se però sappiamo che le banane si rovinano,
Le banane cambiano da quella che era una banana poi diventa un agglomerato in forma che magari se lo buttiamo dentro un vaso poi diventa il concime per una pianta allora non c'è più sofferenza che sofferenza c'è?
È la banana,
La banana fa la sua vita da banana se prendiamo il corpo e vediamo che il corpo a un certo punto diventa malato,
Diventa vecchio non siamo più capaci di fare i salti nel giravolta che facciamo quando avevamo sei anni che c'è di strano?
È un corpo,
È fatto così non c'è niente di strano in tutto questo accettando questa cosa magari semplicemente possiamo dire ok,
C'è un corpo il corpo sta in qualche modo cambiando,
Non è stabile cambia,
Non mi ci posso fidare,
Quei muscoli che avevo fatto andando in palestra dopo un anno che sono andato in palestra non ho fatto più niente,
Non ci stanno più ho fatto una bella cura dimagrante,
Ero diventato esile come un fuscello l'ho ripreso a mangiare e sono diventato cicciottello questo però fa parte della esistenza del corpo tanto che il corpo possiamo considerarlo come tale,
Un aggregato come tale il Buddha in realtà ci invita pure ad andare oltre e considerare il fatto che probabilmente non esiste un corpo come tale,
Così come non esiste una banana come tale e in quanto anche noi non esistiamo come tali il Buddha su questo sutta che è solo semplicemente semplice,
Gioca molto su questi due livelli,
Un livello in cui ci dice le cose con il linguaggio convenzionale e un livello in cui ci dice le cose invece con il linguaggio assoluto.
Il linguaggio convenzionale è il linguaggio per cui parliamo di banane parliamo di persone con un nome,
Parliamo di esistenza condizionata e così via,
Mentre con il linguaggio della verità,
Il linguaggio del Dharma parliamo di cose che sono invece assolutamente vere c'è un punto particolarmente interessante in cui il Buddha dice quando la mente è stabile costante,
Contenta non agitata il bicco raggiunge personalmente in Libana,
E qui c'è un punto particolarmente ghiotto per noi che leggiamo,
Ma come fa a raggiungere personalmente in Libana,
Quando in tutto il resto del sutta hai detto che la forma non è il mio se la sensazione non è il mio se,
La percezione non è il mio se le formazioni mentali tantomeno la coscienza non parlavano neppure,
Allora se non è nulla di queste il mio se come fa il bicco personalmente a raggiungere in Libana,
Qual è il se di chi raggiunge in Libana,
Che è un po' una versione in miniatura dell'altro annoso dilemma del se non c'è un se,
Come fa a crearsi una nuova rinascita in realtà il Buddha ce l'ha spiegato nei passaggi precedenti in cui dice praticamente quando si vede così come le cose sono,
Con la retta saggezza,
Quando si vede che appunto questo non è mio questo non sono io,
Questo non è il mio se succede che quello che personalmente è il mio se nella realtà convenzionale viene smontato da questi tre passaggi,
In cui ogni tre passaggi il Buddha ci dice in ogni passaggio relativo ai 5 schiandi,
Il Buddha ci dice che tutto quanto questo,
Vedendolo con saggezza è da dire,
Questo non è mio questo non sono io,
Questo non è il mio se e quindi c'è un po' questo giochino apparentemente incoerente,
In cui si dice personalmente,
Quindi con il mio se convenzionale,
Riesco a vedere in profondità che niente di tutto quanto quello che forma la mia esistenza attuale è mio sono io ed è il mio se e quindi in un qualche modo il passaggio è quello di abbandonare il mio se convenzionale quello che ho visto come una sorta di aggregazione più o meno stabile e lasciarla andare verso la liberazione che messa così sembra una cosa un giochetto logico-matematico di questi che si possono fare sono anche molto belli c'è un logico-matematico per me molto importante che si chiama Raymond Smullyan che ha fatto sì che da ragazzino mi appassionassi la logica matematica ha scritto tutta una serie di libri molto affascinanti tipo questo libro non ha titolo era il titolo del libro e così via hanno scritto tantissimi altri e leggendo questi libri che erano tutti libri su dove si prendevano delle situazioni abbastanza complicate e poi venivano gestite tramite la logica matematica per vederle comprese alcune parti c'era un altro libro in cui parlava dei fantasmi dimostrava che c'è la possibilità logica dell'esistenza dei fantasmi continuavo io mi sono molto appassionato la logica matematica è stata la mia luce per tanti anni molti anni dopo ho scoperto che Raymond Smalley era un taoista e ha scritto un libro anche molto bello che disgraziatamente non è stato tradotto che si chiama Il Tao e Silenzio Tao is silent insomma lì ho cominciato a capire che i logici matematici e le pratiche spirituali verso Nirvana sono piuttosto collegati tant'è che un altro professore di cui avevo studiato il libro è stato la parte più importante dei miei studi di logica sul lambda calcolo di Barandret è l'insegnante di Vipassana e lo fa ancora adesso conosce anche l'italiano e li fa anche in Italia però quello che facciamo noi non è un gioco logico matematico quello che facciamo noi è un gioco di andare a vedere la vita veramente com'è per cui il Buddha dice prova un po' a smontare quello che succede che sembra appunto una cosa così drammaticamente nuova ma in realtà di drammaticamente nuova non c'è niente se noi prendiamo un fiore prendiamo un fiore,
Lo guardiamo e diciamo c'è un bel fiore se quel fiore non cambiasse mai non ci piacerebbe più diventerebbe estremamente poco piacevole se noi vediamo una rosa una vera rosa che abbiamo staccato dal dal roseto che abbiamo che abbiamo piantato con le radici che l'abbiamo innaffiato e così via,
Apprezzeremo molto quella rosa quella rosa sarà all'inizio un bocciolo,
Poi si aprirà comincerà a profumare ancora di più poi a un certo punto diventa una rosa un po' più aperta finché non cominciano a cadere i petali e dopo un po' non rimane più nessun petalo petalo della rosa e quindi questa rosa che prima ci piaceva tantissimo a un certo punto la prendiamo e la buttiamo al secchio potremmo pensare perché la rosa non rimane sempre bella,
Stabile come ci piace in realtà c'è qualcosa che rimane almeno per un tempo molto più lungo stabile che sono le rose di plastica ma nessuno di noi piace le rose di plastica ci piace la rosa proprio perché è impermanente proprio perché riusciamo a vederne l'impermanenza ci piacciono questi fiori proprio perché vediamo che in un qualche modo sono un po' la sintesi di quella che è la nostra vita quindi guardando una rosa noi sappiamo bene che cos'è l'impermanenza a Giambodipala questa monaca cambogiana che è monaca della tradizione della foresta appena diventata monaca il suo insegnante,
Il suo maestro gli disse questo è un pesce prenditi questo pesce e tiettilo davanti agli occhi finché non rimangono soltanto le lisce senza toccarlo quindi osservando tutto quanto il processo di disfacimento di questo di questo pesce lei si è messa lì in meditazione è stato diversi giorni giorno e notte a guardare questo pesce finché il pesce che inizialmente era tutto intero completamente pesce ha cominciato a degenerare fino a diventare un mucchietto di ossa e questo è come dire una strada molto molto veloce verso vedere l'impermanenza nei corpi ma quello che possiamo fare con i pesci lo possiamo fare con le rose lo possiamo fare semplicemente osservando i cambiamenti che ne so della nostra pelle la pelle è un altro dei soggetti di meditazione ai monaci tipicamente si danno cinque elementi di meditazione dall'inizio che sono la meditazione sui peli,
Sui capelli sulle unghie sulla pelle e sulle ossa perché sono elementi abbastanza facili,
Delle 32 parti del corpo si prendono queste e se andiamo a osservare le unghie vediamo come queste s'allungano diventano lunghe poi prendiamo le forbicine e le tagliamo i peli crescono poi diventano bianche,
Cascano insomma c'è un processo di continuo cambiamento se ci dispiace tantissimo che i capelli cascano e così via,
Non è colpa dei capelli,
Non è colpa dell'impermanenza è colpa del fatto che non abbiamo utilizzato questa dritta che c'è dal Buddha in quanto ci dice questo non è mio,
Questo non sono io,
Questo non è il mio se,
Mi cascano i capelli in un qualche modo io mi identificavo in questi capelli avevo creato un se pieno di capelli e che nel momento in cui cascano io sento che il mio se sta andando in disfacimento il Buddha ci dice prima che ti cominci a dispiacere che i capelli ti cascano questo è particolarmente vero per i maschietti prima che ti dispiace considera che questi capelli in realtà puoi dire che non sono i tuoi capelli non li controlli,
Quindi non sono certo i tuoi non sei tu i capelli non c'è questa identificazione con i capelli non è accettabile perché poi i capelli cascano e che cosa succede?
Se ci fosse il mio stabile non potrebbero cadere e di fatto ci dice pure non sono il mio se in realtà il Buddha ci dice semplicemente prenditi la vita un po' più rilassata prenditi la vita un po' più rilassata,
Non ti attaccare a queste cose lascia andare riconosci questo senso di continuo continuo mutamento l'altra volta avevamo detto che la parte di non se di Anatta e la parte di Aniccia sono intrinsecamente correlate e qui il Buddha ce lo dice in modo molto esplicito quando ci dice appunto che vedendo che le cose sono impermanenti dove c'è Aniccia allora non c'è un se e non essendoci un se c'è sofferenza ed essendoci sofferenza questo qua significa che non c'è un se non c'è un se è considerato un elemento di sofferenza in quanto abbatte l'idea erronea che ci fosse un'identità a cui fare riferimento però anche qui dobbiamo sempre stare attenti a rimanere sulla via mediana sulla via mediana che ci ha indicato il Buddha il fatto che ci sia impermanenza è drammatico se noi vogliamo che le cose rimangono stabili ma può essere addirittura piacevole se lo prendiamo come un flusso continuo come una sorta di musica quando sentiamo la musica non vogliamo che la musica sia sempre stabile non è che vogliamo che l'orchestra si mette lì e ci faccia un do per due ore filate si mette lì col violino per tutto il tempo una cosa estremamente tediosa mentre se c'è chiaramente l'alternarsi di suoni,
Di musica prima uno strumento poi l'altro e così via troviamo addirittura piacere questa cosa in questo caso l'impermanenza non ci risulta essere un elemento di sofferenza perché in realtà non stiamo avendo attaccamenti a questa musica a questi suoni sappiamo che la musica comincia sappiamo che viene suonata per un po' che poi a un certo punto non ci sarà più musica sappiamo bene che in questa musica non c'è un io,
Non c'è un mio non c'è un se e quindi in realtà stiamo già sperimentando semplicemente sentendo un concerto semplicemente sentendo una canzone se riusciamo a sentirle in modo consapevole senza identificarci troppo in questa musica sappiamo già fare quello che il Buddha ci ha consigliato da te che la mente il Buddha diventa spassionata liberata dalle contaminazioni qua sono i tre veleni di attaccamento,
Avversione e illusione però la nostra vita è piena è piena già di elementi di spassionata visione delle cose e che noi siamo pieni di elementi di sprazzetti di nibbana in cui vediamo le cose in modo spassionato e siamo pieni ancora di più di cose in cui invece ci attacchiamo e vogliamo che le cose rimangono permangono e ci affidiamo a ciò che non è intrinsecamente stabile la sofferenza nasce perché vediamo stiamo affogando,
Vediamo una corda ci attacchiamo alla corda pensando che la corda sia stabile,
Poi tiriamo e scopriamo che la corda non è attaccata a niente e quindi affoghiamo se sappiamo che la corda non è attaccata a niente nemmeno la prendiamo e magari anziché cercare di annaspare e così via,
Possiamo fare un po' i morti a galla,
Semplicemente stare un po' più nel flusso e a quel punto non affoghiamo più e magari diventa addirittura piacevole stare lungo la corrente in cui magari questo fiume ci porta un po' più delicatamente fino a l'altra riva e possiamo metterci comodamente a prendere il sole senza sperare che il sole duri all'infinito ma godendo del sole,
Godendo delle stelle quando poi usciranno godendo del fatto di essere vivi,
Pur sapendo che non sapremo,
Sempre vivi mantenendo sempre questo questo triplice cartina al tornasole,
Questo triplice strumento che ci da il but questo non è mio questo non sono io,
Questo non è il mio se ma se stiamo fluttuando lungo il fiume,
Se stiamo facendo i morti a galla a mare,
Che spero che tutti noi l'abbiamo provato stiamo già sperimentando che questo non è mio,
Questo non sono io,
E questo non è il mio selo,
Stiamo sperimentando con quella calma,
Con quella tranquillità che una volta resa stabile è quella che fa del bicco pronto a raggiungere l'Ibana,
E con la speranza che il nostro stare a galla nel mare diventi una cosa stabile in qualsiasi situazione,
Sia col mare calmo che col mare col mare grosso concludo le mie riflessioni di oggi grazie
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