
Concentrazione E Consapevolezza Del Respiro
Questa pratica unisce l'addestramento alla concentrazione con l'apertura della consapevolezza facendo affidamento su una risorsa preziosa che è sempre a nostra disposizione in qualsiasi momento: il nostro respiro. Quante volte, però, ce lo dimentichiamo e ritornare presenti a noi stessi e alla nostra esperienza ci sembra un'impresa sovrumana? In questa pratica, aiutiamo la mente a concentrarsi sul respiro e, una volta stabilizzata la nostra attenzione, ci espandiamo per includere tutti gli aspetti del respiro in uno sguardo più ampio, curioso e giocoso. La pratica include momenti prolungati di silenzio che possono aiutare ad approfondire l'esperienza.
Trascritto
Iniziamo a percepire la presenza del corpo,
A sentire il corpo.
A sentire l'appoggio del corpo sulla sedia.
Il peso proprio del corpo.
Siamo Notare quali parti del corpo sono più pesanti.
Curiosità,
Come se stessimo facendo un esperimento scientifico.
Le braccia sono pesanti,
Forse?
E mani!
Magari la testa è pesante.
Le gambe.
O magari sentiamo che è più il cuore a essere pesante.
L'emozione.
Senza cambiare niente,
Lasciamo solo che questa pesantezza vada giù,
Come tutte le cose pesanti.
Che si adagi sul pavimento,
Sulla sedia.
È sempre in modo curioso,
È quasi come se fosse un gioco anche.
Proviamo a notare dove sentiamo il nostro respiro.
Che ha più esperienza di pratica modale.
Sente subito il respiro nel corpo da qualche parte?
Allora va bene concentrarsi su quel punto del corpo.
Oppure anche cercarlo adesso.
Magari a un punto diverso.
Di solito.
Si sente il respiro nell'addome,
Nella pancia che si alza e si abbassa.
Oppure nel petto.
Oppure nel naso.
Vicino alle narici.
Troviamo questo punto nel corpo dove sentiamo il respiro in modo più chiaro.
E invitiamo la mente a stare in quel punto.
Se vogliamo possiamo appoggiare delicatamente una mano sulla pancia e sul tetto.
Per vedere se questi sono i punti dove sentiamo il respiro.
Poi ne scegliamo uno.
Dove riposare.
E non ci preoccupiamo di com'è il nostro respiro,
Se è veloce,
Se è lento,
Se è fluido,
Oppure ci sono ostacoli.
Semplicemente notiamo dove è più chiaro.
Nel corpo.
E usando questo respiro come oggetto di concentrazione.
Riportiamo qui la mente tutte le volte che si allontana.
Questo singolo punto Respiro dopo respiro.
Anche se la mente si distrae mille volte,
Non importa,
Non dobbiamo essere bravi.
Tutte le volte che ci accorgiamo della distrazione.
Riprendiamo la mente come se fosse un piccolo occhio.
Cunciolo di un animaletto che ci piace.
Un po' come se fosse un piccolo bambino E la riaccompagniamo,
Bonnattu.
Con gentilezza.
Nel punto dove sentiamo il respiro.
E osserviamo.
Osserviamo più da vicino.
Questo punto dove sentiamo il respiro.
Se l'addome la pancia che si alza e si abbassa,
O se è il petto.
Che un po' si solleva.
E poi si abbassa o qualunque altro punto che abbiamo individuato.
E notiamo semplicemente il momento dell'inspirazione e dell'espirazione.
E inspirirò.
Espira.
E inspiro ispira inspiro e ispiro.
Possiamo anche usare questa etichetta.
Per accompagnare.
Del nostro respiro,
In modo leggero,
Senza.
.
.
Senza sforzarci troppo.
Inspiro.
E ispiro.
Oppure usare un'altra etichetta che ci viene più facile.
Magari se stiamo osservando l'addome potrebbe essere.
Sollevare Abbassare.
Sollevare.
Abbassato.
Qualcosa che proprio ci viene naturale.
Può anche essere semplicemente dentro,
Fuori.
Dentro fuori.
Così il respiro è un oggetto di concentrazione.
Non vuol dire che dobbiamo essere concentrati.
Magari siamo distrattissimi.
L'oggetto di concentrazione è solo il punto dove torniamo tutte le volte.
Dopo esserci persi.
Torniamo al centro,
Torniamo all'oggetto.
Inspiro,
Espiro.
Quando ci dimentichiamo di seguire il respiro.
E' un'ottima occasione di tornare presenti,
Senza giudicarci perché ci siamo distratti,
Ma semplicemente riaccompagnando la mente.
Inspiro,
Espriro.
E piano piano adesso lasciamo andare l'etichetta che stiamo usando,
Se ne stiamo usando una.
Lasciamola semplicemente sfumare,
Non ci serve più e rimaniamo un attimino in compagnia con il nostro respiro.
Mi respiro così con me senza cambiarlo.
Senza renderlo più profondo o migliore.
Uno sguardo affettuoso verso il nostro respiro.
Vediamo com'è fatto.
Se vogliamo rimanere nel punto dove lo sentiamo meglio.
O anche allargare un po' di più.
Il nostro sguardo.
Se è una cosa che viene naturale,
Da risentire il respiro in tutto il corpo.
O magari che fa un tragitto lungo il nostro corpo.
E con curiosità vediamo come!
È un tragitto,
Un percorso.
.
.
Fluido.
Ci sono delle interruzioni magari nel respiro.
Un respiro dopo l'altro.
Con curiosità e con uno sguardo di gioco,
Di leggerezza.
Non stiamo facendo la posta al nostro respiro,
Non lo stiamo sorvegliando com'è.
Come dei carcerieri.
Ma siamo curiosi,
Stiamo facendo un esperimento.
Questo respiro.
E poi questo respiro.
E poi questo respiro.
Un respiro dopo l'altro.
Solo a sentire.
Fin dove arriva il nostro respiro.
Magari un respiro è più profondo,
Mentre un altro è più superficiale.
Magari non sono tutti uguali.
Se c'è un respiro lungo.
Siamo consapevoli che c'è un respiro lungo.
Se c'è un respiro corto.
Solo consapevole che c'è un respiro corto.
Se c'è un respiro leggero.
Sono consapevole di un respiro leggero.
Se c'è un respiro affannoso.
Sono consapevole di un respiro affannoso.
Se la mente si distrae dal respiro,
Sono consapevole che la mente si è distratta.
Senza giudicare la mente.
Anzi dicendole se ci riesce anche a magari.
.
.
Grazie!
Perché è tornata.
Tornata consapevole,
Si è svegliata.
Dalla distrazione.
L'aria accompagniamo su questo flusso di respiro.
Il respiro così come è.
Se c'è un respiro piacevole,
Sono consapevole di un respiro piacevole.
Se c'è un respiro spiacevole.
Sono consapevole che c'è un respiro spiacevole.
Se il respiro non è né piacevole né spiacevole.
Ora forse è per quello che la mente è tentata a distrarsi.
Si allontana più facilmente.
Allora sono consapevole che il respiro è né piacevole né spiacevole.
E riporto la mente su questo respiro.
Questo respiro.
Questo respiro.
E anche lo spazio tra un respiro e l'altro.
Cosa c'è in quello spazio?
C'è uno spazio se c'è come fatto.
Magari non c'è uno spazio,
Lo dobbiamo trovare.
Per forza qualcosa.
Magari ogni ciclo respiratorio è collegato a quello di prima senza nessuno spazio.
O magari c'è uno spazio.
Ognuno ha la sua esperienza.
Se c'è mostrazio.
Riposiamo in quello spazio per qualche istante.
Ogni volta che arriva quello spazio possiamo riposare lì dentro e vedere com'è.
E se non c'è nessuno spazio allora semplicemente riposiamo in tutto il respiro.
Che fluisce.
Momento dopo momento.
E negli ultimi istanti di questa pratica Lasciamo andare qualsiasi tipo di sforzo.
Di impegno.
Permettiamoci semplicemente di essere così come siamo.
Permettiamo anche alla mente di essere così com'è.
Magari una mente attiva.
Piena di discorsi,
Di cose interessanti che ci sta dicendo.
Lasciamola parlare.
Magari una mente silenziosa.
Lasciamola essere silenziosa.
E piano piano possiamo iniziare a muovere le dita delle mani un po'.
E muoverò un po' i piedi.
Roteare un po' le spalle poi il collo.
A prenderci qualche minuto per uscire dalla pratica con calma.
E aprendo piano piano poi gli occhi.
Facendoci un complimento per aver meditato.
Dopo tutti gli impegni della giornata,
Le frette.
Così ora prima di tornare alle nostre faccende quotidiane.
.
.
Possiamo mettere un semino di consapevolezza e provare a ricordarci,
Anche nella quotidianità,
Di ritrovare questo respiro magari,
Questo spazio del respiro.
Che è sempre con noi,
Basta che ci ricordiamo.
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