
RAIN: riconoscere le emozioni per vivere meglio
La meditazione RAIN ti aiuterà a riconoscere ed osservare le tue emozioni e le tue sensazioni fisiche in modo da esplorarle e poi lasciarle andare, per fare spazio ad un senso di pace, calma ed equilibrio.
Trascritto
Ciao,
Sono Donatella e benvenuta alla meditazione R.
A.
I.
N.
R.
A.
I.
N.
In inglese significa pioggia ed è un acronimo che sta per R,
Riconoscere,
A,
Accettare,
I,
Investigare,
N,
Nutrire.
Prima di cominciare la nostra passeggiata assieme sotto la pioggia,
Vi invito a trovare una posizione che sia quanto più comoda possibile per voi,
La parola d'ordine è come sempre libertà,
Quindi potrete stare sdraiati o seduti,
L'importante è che siate al massimo del vostro comfort.
Vi chiedo se è possibile anche di disattivare le notifiche del cellulare per godere di questa passeggiata e di questo tempo assieme al massimo.
E quando siete pronti,
Vi invito a chiudere gli occhi.
Cominciamo a rilassare il nostro corpo e la nostra mente con tre respiri lunghi,
Lenti e profondi.
E lasciamo andare.
E ancora un altro.
E via tutto quello che abbiamo vissuto fino ad ora.
Lasciamo andare tutto.
E adesso ritorniamo al ritmo naturale del nostro respiro.
Affidiamoci al ritmo del nostro respiro,
Al ritmo unico,
Così come unica è il ritmo della nostra vita.
E affidiamoci.
Seguiamolo.
Seguiamo mentre l'aria entra nel nostro corpo.
E seguiamolo mentre l'aria esce dal nostro corpo.
E siamo ancora un po' così.
In compagnia del nostro respiro.
Abbracciati al nostro respiro.
E adesso cominciamo a prepararci per la nostra passeggiata sotto una pioggia.
Una pioggia che laverà via tutto quello che non ci serve più.
Cominci a pensare a qualcosa che ti ha creato un qualche fastidio.
Può essere qualsiasi cosa,
Niente di enorme,
Niente di doloroso.
Ma qualcosa anche di piccolo,
Di minimo,
Che magari ha potuto darti fastidio.
O a cui stavi pensando proprio poco prima di iniziare la meditazione.
Qualsiasi cosa,
Non c'è una risposta giusta o una risposta sbagliata.
Può essere uno screzio in famiglia,
Un litigio a lavoro.
Una persona con cui non riesci ad avere un rapporto chiaro.
Qualcosa che ti crea un certo tipo di fastidio.
Qualsiasi cosa venga in superficie va bene.
Lascia che il tuo respiro e il tuo corpo rispondano per te.
Quindi se ti è venuta in mente come prima immagine un qualcosa,
Tieni quella.
E adesso con questa immagine cominciamo la nostra passeggiata.
Cominciamo con la R di riconoscere.
Riconosciamo le sensazioni fisiche che in questo momento abbiamo.
Dopo aver pensato a quella immagine,
A quella persona,
A quella situazione.
Possiamo riconoscere le sensazioni fisiche.
Puoi sentire delle tensioni,
Un fastidio non identificato,
Un fastidio alla gola,
Allo stomaco.
Non c'è una risposta giusta o una risposta sbagliata.
E hai tutto il tempo che vuoi per riconoscere in questo momento cosa provi.
Puoi permetterti e hai il tempo di poterlo fare.
Potresti provare forse ansia o paura.
O magari invece provi indifferenza,
Noia o magari provi gioia.
In questo istante,
Mentre siamo qui insieme sotto la pioggia,
Non prima e non dopo.
Potresti anche non riuscire ad identificare cosa provi.
Va bene uguale,
Perché comunque stai riconoscendo che c'è qualcosa di strano.
E non lo stai ignorando,
Ma gli stai dando l'attenzione che merita.
Adesso andiamo sotto la pioggia della A di Rain.
La A sta per accettazione.
Un'accettazione che non significa soltanto accetto lo stato in cui mi trovo adesso.
Accetto le sensazioni fisiche o emotive che provo in questo momento.
Ma che significa anche che le lascio fluire.
Le lascio fluire senza porre ostacoli.
Continuando a respirare e affinandomi al respiro.
Sto qui,
Con queste sensazioni,
Qualsiasi esse siano.
Adesso siamo pronte per andare sotto la I di questa camminata sotto la pioggia.
La I sta per investigare.
Chiediamoci in modo curioso,
In modo gentile,
Delicato,
Ma con grande curiosità.
Parliamo con noi stessi,
Parliamo con queste sensazioni,
Dialoghiamo.
Spesso abbiamo dei dialoghi di cui non siamo consapevoli.
In questo momento abbiamo la possibilità di dialogare in modo consapevole,
In uno spazio sicuro.
Con la pioggia che ci bagna,
Con il profumo del prato bagnato a piedi scalzi.
In questo momento abbiamo questo lusso.
Che ci stiamo permettendo di dialogare e di avere il tempo e lo spazio di dialogare con queste parti di noi.
Possiamo dialogare con,
Ad esempio,
Quella gola che sentiamo un po' stretta.
Con quella che abbiamo identificato come ansia.
O con quel formicolio nello stomaco,
Quella tensione nel petto.
Chiediamo,
Guardiamo,
Guardiamo con una lente di ingrandimento cosa accade.
Cerchiamo anche di dare una forma,
Un colore,
Di fare amicizia con ciò che abbiamo dentro.
Di conoscere ciò che abbiamo dentro,
Di riconoscere ciò che abbiamo dentro in modo amichevole.
Non prendo le porte di casa a delle sensazioni che sono già casa,
Perché sono dentro di noi.
Dobbiamo solo dargli la giusta attenzione.
E chiediamo,
Chiediamo alla nostra ansia cosa c'è,
Cosa vuoi dirmi,
Qual è il messaggio.
E rimaniamo qui seduti con le nostre sensazioni fisiche ed emotive.
Sedute attorno a un tavolo,
A parlare,
A fare domande,
Senza giudicare.
Ora che abbiamo dialogato con noi stessi,
Ora che abbiamo parlato con queste parti di noi che avevano qualcosa da dirci,
Saltiamo alla N di RAIN.
N sta per nutrire,
Portiamo le mani al centro del nostro petto,
Sentiamo la connessione tra il palmo della nostra mano e una delle parti più vulnerabili,
Ma più potenti,
Più vere e autentiche del nostro corpo,
Ovvero la zona del cuore.
E connettiamoci così con la parte più vera e autentica di noi,
Con cui abbiamo dialogato fino a un secondo fa.
E nutriamola,
Nutriamola come nutriamo tutte le persone che amiamo,
Così come allattiamo un bambino,
Amiamo la nostra famiglia,
I nostri animali,
Quell'amore che diamo così tanto all'esterno,
Adesso in questo momento rivolgiamolo all'interno,
Mandiamolo all'interno.
E qualsiasi cosa vi venga da dire a queste sensazioni,
Emozioni,
Qualsiasi cosa,
È giusto.
Nessuno vi giudicherà o vi pergiudicherà il dialogo con voi stessi che è l'unico dialogo che conta realmente.
Nutriamo con amore,
Con compassione tutte queste parti di noi e magari facciamo una promessa,
Diciamo a noi stesse e a queste parti di noi.
Io sono qui,
Non ti lascio solo,
Ti ascolto,
Ti vedo,
Sono qui a sentire tutti i messaggi che vuoi darmi e ti chiedo perdono se qualche volta non ci sono stato,
Ma ora sono qui e sono qui per te perché sono qui per me e ti amo in ogni tua parte,
In ogni tua sensazione,
In tutte le tue luci,
Ombre,
Ti amo incondizionatamente e mi amo incondizionatamente.
Adesso la pioggia sta piano piano finendo e noi rimaniamo in questo spazio tra la pioggia e il sole sotto un arcobaleno.
E rimaniamo così,
Affidandoci ancora una volta alla nostra ancora,
Inseparabile nel nostro respiro e rimaniamo in questo stato bagnate dalla pioggia e lasciamo andare grazie alla pioggia che lava via tutto.
Quello che forse non ci interessa più per fare spazio all'amore,
Alla comprensione e alla compassione nei confronti di tutte quelle parti di noi che non volevamo ascoltare o che non avevamo il tempo di ascoltare.
Perché presi da tutto ciò che invece in questo momento ci sembra assolutamente superfluo,
Rimaniamo così ricordandoci che in qualsiasi momento possiamo camminare sotto la pioggia,
Che ogni volta che sentiamo qualcosa o vediamo qualcosa che ci crea un disturbo,
Un fastidio,
Anche leggero,
Possiamo utilizzare la pioggia per riconoscere cosa sta accadendo,
Accettare e lasciare fluire ciò che sta accadendo,
Per investigare e quindi chiedere a queste sensazioni e a queste emozioni qual è il messaggio,
Cos'è che non stiamo guardando,
Cos'è che non stiamo ascoltando.
E poi nutrire con tutto il nostro amore e la nostra comprensione e senza alcun tipo di giudizio,
Nutrire le nostre emozioni,
Le nostre sensazioni,
I messaggi che provano a darci e nutrire quindi tutte le parti di noi.
Grazie a questa pioggia purificatrice che rende chiaro ciò che è importante per noi rispetto a tutto il resto.
Adesso siamo quasi asciutti,
Facciamo un respiro lento e profondo e nell'espirazione lasciamo andare via e salutiamo almeno per adesso,
Sapendo di poter tornarci quando vogliamo la nostra pioggia.
Cominciamo a muovere le dita delle mani,
Le dita dei piedi,
A ruotare le spalle,
Il collo,
Le caviglie e quando siamo pronti possiamo aprire gli occhi.
Grazie per aver passeggiato con me sotto la pioggia,
Ciao.
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